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Quotidiano di Sicilia

Catania - Comune in grande confusione. E in Consiglio domina il caos
di Melania Tanteri

Un lungo tira e molla - in atto da almeno un paio di settimane - che rischia di danneggiare la città. Assemblea cittadina divisa tra Piano regolatore e documenti economici

Tags: Comune Di Catania, Finanze



CATANIA -  In una città bloccata - o quasi - in cui le cose importanti di cui discutere tardano ad arrivare in Consiglio comunale, si perde tempo su temi futili. Questo accade, quasi per sommare al danno la beffa, anche quando sul piatto della discussione viene servito il Piano regolatore generale, o meglio, le linee guida di quello che l’amministrazione Stancanelli ha in mente per disegnare il nuovo volto a livello urbanistico della città. E questo nonostante il Prg, strumento fondamentale per restituire un po’ di ordine alla città etnea, martoriata da abusi edilizi e mancanza di programmazione sia atteso da più di cinquant’anni.
Il tira e molla di queste ultime settimane tra l’amministrazione - che vuole portare in Consiglio quanto studiato e persato dall’Ufficio Piano - e l’assise cittadina, che vuole che a essere discusse siano prima le altre delibere previste, fra tutte quella relativa al Bilancio di previsione per il 2011, sembrerebbe un esempio di quella schizofrenia politica che porta, normalmente, a rimanere fermi, a non evolversi o progredire.

“Ci sono delibere da affrontare prima” hanno detto i consiglieri comunali di fronte alla proposta del sindaco di portare in aula le linee guida di quello che, prima o poi, sarà il Piano regolatore della città. A sottolineare la necessità di trattare prima le questioni economiche, discutendo dunque il bilancio prima di affrontare il nodo urbanistico, un po’ tutto il Consiglio, nonostante la data ultima per l’approvazione del documento economico sia stata spostata al 31 agosto e i sindacati, tutti, abbiano accusato proprio il senato cittadino di irresponsabilità nel posticipare la discussione sul Prg. Quest’ultimo, secondo quanto affermato, “potrebbe rilanciare un settore edile che è segnato da un’inquietante emorragia di posti di lavori”, evidenziando come “ogni giorno di ritardo, che si accumula a decenni di inutili discussioni sul Piano, provoca danno a una realtà condannata anche da certa politica alla desertificazione produttiva e al regresso”.

Accuse rispedite al mittente dai consiglieri, di maggioranza come di opposizione, secondo cui prima sarebbe necessario capire le risorse a disposizione per poi poter programmare alcunchè.
“Prima bisogna affrontare il bilancio – ha dichiarato il capogruppo Mpa, Salvo di Salvo - e tutti gli altri atti di programmazione finanziaria collegati. Senza capire quante risorse abbiamo, dove le andiamo a trovare, come le destiniamo ai vari settori d’intervento, non riesco a capire proprio come si possa amministrare una grande città con grandi problemi. Decidere di dedicare le sedute al bilancio ora senza aspettare la scadenza di agosto, mi sembrava e continua a sembrarmi il modo più serio di lavorare, oggi, per la città”.

Più pesante il commento di Manfredi Zammataro, capogruppo de La Destra–Alleanza siciliana, che ha parlato di “arroganza politica” da parte del sindaco e della sua Giunta, mentre il capogruppo del Pd a Palazzo degli Elefanti, Saro D’Agata, senza prendere posizione netta nei confronti della proposta dell’amministrazione, ha sottolineato come la discussione sullo strumento urbanistico dovrebbe partire da un confronto con il Consiglio comunale e non cadere dall’alto senza alcuna interlocuzione con chi, di fatto, rappresenta Catania e i suoi abitanti.

Articolo pubblicato il 12 luglio 2011 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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