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Col 20% di presenze in più, 1 mld per l’Isola
di Chiara Giarrusso

Sicilia seconda regione del Sud, dopo la Campania, per numero di arrivi: oltre 4,1 mln di turisti, ma... si può fare di più. Previsione del Centro studi e ricerche per il Mezzogiorno. Oggi un Pil di 49 € per presenza turistica

Tags: Turismo



PALERMO - La Sicilia è al primo posto tra le regioni del Mezzogiorno e al settimo posto nella graduatoria nazionale per incidenza del turismo straniero con il 37,3% arrivi e il 39,1% presenze turistiche, decisamente superiore al dato meridionale (rispettivamente 27,5% arrivi e 27,8% presenze) e per numero di posti letto in strutture alberghiere a 3,4 e 5 stelle.
La regione è la seconda nel Mezzogiorno, dopo la Campania per numero di arrivi, oltre 4,1 milioni, e di presenze, circa 14 milioni (peso sul Mezzogiorno rispettivamente del 23,5% e del 18,5%).

Il Pil turistico regionale è di 2,6 mld di euro ed ogni presenza turistica aggiuntiva (nuovo arrivo o un prolungamento di presenza) genera 49 euro di Pil aggiuntivo, valore più elevato rispetto al dato del Mezzogiorno (41,5 euro). E’ il quadro che emerge dal “Rapporto sul settore turistico della Sicilia” presentato da Studi e Ricerche per il Mezzogiorno (SRM),  realizzato in collaborazione Intesa Sanpaolo e presentato a Catania in un convegno. Il rapporto, sui principali dati economici che caratterizzano il turismo considerando gli scenari internazionali, nazionali e regionali, mette in evidenza i dati più significativi che riguardano le imprese del territorio siciliano (come ad esempio la struttura finanziaria, la capacità ricettiva, la qualità dell’ospitalità), il peso del turismo nell’economia regionale e nazionale attraverso parametri economici che consentono di calcolare il moltiplicatore turistico volto ad determinare le ricadute positive che l’investimento nel turismo genera nell’economia nel suo insieme e nei settori dell’indotto.

Lo studio stima che l’isola conta 4,1 milioni di arrivi turistici (circa il 23,5% del mezzogiorno e 4,3% dell’Italia), +0,9 per cento rispetto al 2009 (-2,4% variazione 2009/08 soprattutto per il calo dei flussi stranieri -5,1%).
Nei primi tre mesi del 2011, invece, gli arrivi sono aumentati del 4,2 per cento invertendo il trend negativo che del quadriennio 2006-2009. Le presenze turistiche sono state circa 14 milioni (circa 18,5% del mezzogiorno e 3,7% dell’Italia), +5,2 per cento rispetto al 2009 (-1,2% rispetto al 2008), percentuale confermata anche nel primo trimestre del 2011.
La Sicilia si caratterizza per una domanda turistica che confluisce nel sistema alberghiero per l’86,3 % degli arrivi (79,9% Italia, 83,1% Mezzogiorno) e l’83,8 per cento delle presenze (66,5% Italia, 71,8 mezzogiorno). Lo studio, infine, mette in evidenza la qualità della domanda, che caratterizza il settore, che è qualità medio-alta e si concentra principalmente nelle strutture alberghiere a 3, 4 e 5 stelle (negli alberghi a 4-5 stelle confluisce il 47,9 % degli arrivi ed il 44,8 % delle presenze, mentre in quelle a 3 stelle il 45,6% degli arrivi ed il 49,5% delle presenze).            
 
Gli occupati diretti in alberghi e ristoranti, sono 55,2 migliaia di unità (20,4% del Mezzogiorno e 4,4% dell’Italia), e rappresentano il 3,6 per cento del totale regionale. Rispetto al 2009, infine, gli esercizi alberghieri sono aumentati del 3,2%, mentre quelli extra-alberghieri sono diminuiti del 19,6%.
La vocazione turistica della Sicilia  è inferiore al dato nazionale con un pil turistico regionale di 2.611 milioni di euro, pari al 3% del Pil totale regionale (87.275 milioni di euro), e pari al 4,4% sul Pil turistico nazionale (59.691 milioni €) e al 20,6% di quello del Mezzogiorno (12.656 milioni €).

La ricerca, a testimonianza del ruolo di attivatore di ricchezza che il settore riveste per l’economia nel suo complesso, mette in evidenza che nell’isola ogni presenza turistica aggiuntiva (nuovo arrivo o un prolungamento di presenza) potrebbe generare 49 euro di Pil aggiuntivo, un dato questo superiore rispetto al dato Mezzogiorno (41,5 euro) e dunque con un effetto moltiplicativo di ricchezza maggiore.  In uno scenario di medio periodo e nell’ipotesi di una crescita delle presenze del 20%, il pil aggiuntivo diretto ed indiretto per la regione Sicilia aumenterebbe di quasi un miliardo di euro.   “La ricerca dimostra che il comparto turistico oltre ad essere di per sé un importante settore per l’economia della Sicilia, in quanto genera 2,6 miliardi di Pil regionale - spiega il direttore generale di SRM, Massimo Deandreis - è anche un settore che ha un importante effetto moltiplicativo su un vasto indotto. 

La strada da seguire è quella di potenziare investimenti e strategie finalizzate ad aumentare il numero dei turisti (siano essi nuovi arrivi oppure prolungamenti di presenze)” .

Articolo pubblicato il 13 luglio 2011 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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