Per accedere al QdS ed all'archivio utente password registrati e abbonatipassword dimenticata
facebook qdsIl Quotidiano di Sicilia  su Twitterrss qds
Quotidiano di Sicilia
Il QdS sul tuo smartphone
Scegli la tua app

Lampedusa ora è sicura. I turisti siano tranquilli
di Rosario Sardella

Forum con Vincenzo Raffo, comandante provinciale della Guardia di Finanza di Agrigento

Tags: Vincenzo Raffo, Guardia Di Finanza



Come giudica i primi mesi di attività del 2011?
“Il 2011 è stato un anno molto intenso come attività. La Guardia di Finanza svolge diverse attività operative in vari settori e siamo impegnati in più fronti. Di conseguenza dobbiamo ripartire le forze”.

Quanti siete?
“Siamo 300 in tutta la provincia. Siamo ripartiti in maniera capillare sul territorio con nuclei di polizia tributaria con due compagnie, una a Agrigento e l’altra a Sciacca. Abbiamo tre Tenenze: Licata, Porto Empedocle, Canicattì e una brigata a Lampedusa. Proprio per le caratteristiche del territorio, siamo molto impegnati sotto il profilo del contrasto all’immigrazione clandestina. Quei quattordici uomini di Lampedusa, a cui si devono aggiungere altri quattordici carabinieri, nel primo periodo “dell’invasione”, se così possiamo chiamarla, hanno dovuto fronteggiare migliaia di clandestini che arrivavano”.

In questi casi eccezionali lei ha la facoltà di portare altre unità sul territorio?
“Abbiamo fatto richiesta alla Prefettura. Era necessario richiedere rinforzi. Ad un certo punto arrivavano tutti i giorni, a migliaia. Bisognava, quantomeno, accogliere le persone così come si poteva e garantire la sicurezza. Non è stato facile per questi pochi uomini fronteggiare tale emergenza. Con l’apporto di personale appositamente inviato da altri reparti del Corpo, la nostra attività si è concretizzata con ben 172 interventi nel corso dei quali sono stati intercettati e fermati 17.928 soggetti stranieri di cui 21 scafisti tratti in arresto per favoreggiamento all’immigrazione”.

Oggi la situazione com’è?
“Sicuramente più tranquilla. Oggi ci sono dai 500 ai 1000 immigrati. Consideri che essi erano in totale 35 mila fino al 2009, gli stessi sono sbracati ad inizio anno, soltanto in un mese. Il problema principale era la chiusura dei centri d’accoglienza. Gli immigrati andavano in giro per l’isola. Dall’apertura di questi centri è stato più facile il controllo da parte nostra e l’intervento della Protezione civile e del Governo ha consentito un ritorno alla normalità. Vi era un grande disagio nella popolazione lampedusana, anche perché a risentirne era la principale attività economica, cioè il turismo. Molti sono stati i turisti scoraggiati da quanto si apprendeva dalla stampa. Oggi posso dire che la situazione è tranquilla. Lampedusa è sicura”.

Quali risultati avete raggiunto nella lotta all’evasione?
“La nostra attenzione su questa tema è massima. Siamo riusciti a recuperare, dal 2010 ad oggi, 210 milioni di euro ai fini delle imposte dirette (Irpef ed Ires) e 3, 6 milioni di euro dall’imposta sul valore aggiunto (Iva). La lotta alla cosiddetta “economia sommersa” ha consentito di individuare 31 evasori, nonché la scoperta di 14 lavoratori in nero o irregolarmente assunti e otto datori di lavoro verbalizzati per impiego di personale non regolarizzato. Abbiamo un’attività di intelligence sul territorio che ci consente di individuare soggetti a rischio di evasione e i settori più attivi in questo senso. Questa sezione speciale sta sul territorio, acquisisce informazioni, dati. Su questi parametri si sviluppa l’indagine. Noi quando agiamo, lo facciamo a ragion veduta. Abbiamo tutta una serie di elementi che vengono esaminati, andiamo quasi a colpo sicuro. Il settore più a rischio è quello edilizio. Ci sono molte società che nascono e muoiono nel giro di pochi mesi. Nella maggior parte dei casi sono piccole ditte che spesso non hanno nemmeno un patrimonio, quindi non rischiano nulla. Prendono finanziamenti che poi spariscono. Monitoriamo e controlliamo i soggetti titolari di queste imprese, se sono stati in passato titolari di altre. Comunque, si riscontra un’evasione parziale. C’è da dire, però, che ci siamo trovati in situazioni di imprese che pur lavorando per la Pubblica amministrazione non possono versare i contributi sociali poiché questa non adempie ai tempi di pagamento previsti. Questo è un altro aspetto che costringe le imprese a non poter ottemperare al versamento dell’Iva proprio perché non hanno liquidità. La Pubblica amministrazione a volte può causare un aggravamento della situazione economica delle imprese. Abbiamo trovato diversi casi di questo genere. In alcuni di questi casi si è avuto anche l’arresto di un sindaco che aveva gestito il bilancio in maniera, diciamo, personalizzata.
Il caso di Lampedusa in questo senso è emblematico. Il sindaco dopo la scarcerazione ha potuto riprendere normalmente le sue funzioni. D’altro canto, la Regione non ha mai fatto un ispezione a questo comune nonostante tutte le irregolarità che sono emerse”.
 

 
L’evasione fiscale è diminuita, ma soltanto perché la crisi economica attanaglia le imprese
 
Svolgete, quindi, anche attività di controllo sugli enti locali?
“Dal 2000 non siamo più Polizia tributaria ma Polizia economica finanziaria a carattere generale. Agiamo su iniziativa della Corte dei conti in base a delle segnalazioni precise. Altre volte, di nostra iniziativa, informando oltre la Procura Antimafia, la stessa Corte dei conti dalla quale possiamo ricevere ulteriori deleghe per approfondire certi aspetti”.

Come giudica l’organico di cui disponete?
“È chiaro che l’organico viene calibrato in base alle esigenze. Il nostro territorio ha bisogno di attenzioni particolari sotto il profilo della lotta all’immigrazione clandestina. Ma abbiamo ottimi reparti anche in altri settori. Una dimostrazione è la scoperta delle truffe ai danni dell’Inps a Sciacca. Il reparto di Licata in materia antidroga è il più efficiente. Durante diverse operazioni abbiamo sequestrato circa 1.290 grammi di sostanze stupefacenti e abbiamo accertato, in seguito ai vari sequestri coordinati con il nucleo di Milano, la presenza della cosiddetta droga dello stupro, il Ghb. Di questa sostanza ne abbiamo sequestrata ben 9 kg”.

È diminuita o aumentata l’evasione fiscale?
“Di questo ne possono dare contezza gli uffici delle entrate poiché sono loro che incassano. Se c’è una diminuzione dell’entrate noi non possiamo verificarlo, mentre loro si. Di sicuro, una riduzione dell’evasione c’è stata, ma questi si deve alla crisi economica che sta attanagliando tutte le imprese”.
 


Curriculum
 
Vincenzo Raffo è nato nel 1957. È laureato in Economia e commercio, in Scienze della Pubblica amministrazione e specializzato in Scienze della sicurezza Economica e finanziaria. Arruolato nel 1976 come finanziere, è stato nominato sottotenente nel 1981 e quindi assegnato a Napoli con il grado di tenente. è stato a Roma e Palermo dove ha conseguito la nomina di capitano, svolgendo attività nel settore della polizia giudiziaria ed in quello dell’antidroga su tutto il territorio della Sicilia. Dal 2000 al 2006 è stato comandante provinciale di Ragusa e dall’agosto 2006 è comandante provinciale della Guardia di finanza di Agrigento.

Articolo pubblicato il 22 luglio 2011 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


comments powered by Disqus
Vincenzo Raffo, comandante provinciale della Guardia di Finanza di Agrigento
Vincenzo Raffo, comandante provinciale della Guardia di Finanza di Agrigento