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Quotidiano di Sicilia

Dopo la stagnazione, un timido risveglio. Nel 2011, il Pil siciliano dato in crescita
di Rosario Battiato

Passato il triennio terribile 2008-2010 potrebbe essere giunto il momento di ripartire, ma attenzione la crisi c’è ancora. Gli ultimi dati del primo trimestre di quest’anno registrano una crescita delle esportazioni

Tags: Speciale Economia



PALERMO – In un sistema internazionale orientato al collasso, dove la grande crisi economica ha praticamente travolto economie deboli e importanti, la Sicilia naviga a vista. In questo contesto l’Isola ha avuto, come tutti del resto, una batosta pesante in termini di conti economici regionali, ma l’impatto della crisi è stato meno devastante del segno negativo di Meridione e Italia. Gli ultimi dati, che fanno riferimento al 2010 e ai primi scorci del 2011, segnano una lenta e faticosa ripresa.
Tra il 2008 e il 2009 l’economia siciliana ha ricevuto tutti gli effetti di un contesto internazionale assolutamente sfavorevole, basti pensare che il Prodotto Interno Lordo nazionale è diminuito, proprio nel 2009, di 5 punti percentuali in media annua. La flessione isolana del Pil non è stata da meno (-3,6%), come specchio della situazione generale del settore industriale (il comparto manifatturiero ha registrato un -13,7% del valore aggiunto). Secondo la Relazione sulla situazione economica della Sicilia, del Servizio statistica della Regione, pubblicata nel giugno 2010 dall’ufficio statistico, tuttavia “l’analisi storica di medio periodo evidenzia un profilo di crescita del Prodotto Interno Lordo della Sicilia mediamente stagnante (0,3%) e quasi perfettamente in linea con l’andamento nazionale”. La contrazione del Pil regionale è stata meno pesante di quella stimata per il Mezzogiorno (-4,1%) e per l’Italia (-5,0%). Nel 2009 il Pil siciliano (circa 86 miliardi di euro) è stato pari al 5,6% del Pil nazionale che ha raggiunto quota 1.520 miliardi. Negli ultimi 15 anni la Sicilia ha fatto registrare una variazione media annua dell’aumento del Pil regionale pari all’1,3%, secondo quanto rilevato da Confcommercio su dati Istat.

 Nel 2010 la situazione ha lasciato qualche sorriso in più sui volti dei siciliani. Nel 35esimo Report Sicilia della Fondazione Curella, realizzato dalla Diste Consulting, si è rivelato come le esportazioni, nel 2010, siano cresciute del 39,9% mentre il tasso di disoccupazione del primo trimestre del 2010 è cresciuto del 14,7%. I settori che rivelano un aumento degli occupati sono agricoltura, +4,94%, e commercio, +1,72%. Nel settore delle esportazioni nel 2010 si è registrato una crescita del 39,9%, al netto dei prodotti petroliferi, ma anche delle importazioni, con una aumento del 38,9%, al netto di greggio e gas. Il 2011 potrebbe essere invece l’anno del superamento della stagnazione, infatti quest’anno il Prodotto Interno Lordo in Sicilia dovrebbe crescere dello 0,4%. Una differenza non di poco conto rispetto al 2010, che si è concluso con un sostanziale ristagno.

Un cauto ottimismo è stato espresso in diverse occasioni dagli addetti ai lavori, ma bisogna fare attenzione anche a tenere in ordine i conti della regione. Il fatto che il triennio terribile 2008-2010 sia alle spalle non vuol dire, insomma, che la crisi sia magicamente finita.

I dati del primo trimestre 2011 (gennaio-marzo) hanno fatto registrare un ulteriore passo in avanti con una crescita complessiva dell’export di agricoltura, silvicoltura e pesca, (+9,3%) per 147,9 milioni di euro, dei prodotti delle miniere e delle cave (+18,8%), per 9,9 milioni di euro, dell’industria manifatturiera (+30,2%) per circa 2 miliardi e 211 milioni di euro (dei quali 1 miliardo e mezzo derivanti da coke e prodotti petroliferi raffinati). Andando più in dettaglio nell'industria manifatturiera domina la porzione dei prodotti petroliferi raffinati, seguita dalle sostanze e prodotti chimici (255,2 milioni di euro per una crescita del 30,8) e dai prodotti alimentari, bevande e tabacco (113 milioni di euro per una crescita del 20%). La migliore performance in termini di variazione percentuale (+105,8) è compiuta dal settore degli apparecchi elettrici con una valore ancora minimo di 5,6 milioni di euro. Il totale delle esportazioni, in questa prima porzione del 2010,  ha un valore di circa 2 miliardi e 300 milioni di euro per una crescita complessiva del 27,9%.

Aumenta il valore delle importazioni che nel complesso ha avuto una variazione percentuale del 17,1%, pari a 4 milairdi e 200 milioni. In cima alle necessità dei siciliani ritroviamo i prodotti delle miniere e cave che da soli raggiungono quasi quota 3 miliardi. Di particolare rilievo, nell’ambito dell’industria manufatturiera, che complessivamente registra circa 1 miliardo e 200 milioni (con una variazione del 15,4%), le importazionio per il settore coke e prodotti petroliferi raffinati pari a 349,4 milioni di euro, seppur in calo del 31,4% rispetto l’anno precedente.

Anche sul fronte dell'occupazione gli ultimi dati Istat, elaborati dalla Fondazione Res, Istituto di Ricerca su Economia e Società in Sicilia, certificano nel complesso qualche timido segnale di ripresa. Nel quarto trimestre del 2010 la forza lavoro ha avuto una contrazione tra gli uomini, nel complesso -1,4% come variazione percentuale, ma una crescita tra le donne arrivando ad un +3,0%. Il dato complessivo certifica, pertanto,  un aumento dello 0,1% della forza lavoro, ma anche una crescita del 3,3% delle persone in cerca di lavoro.
Attenzione, però, al debito complessivo della Sicilia che ammonterebbe a oltre 5 miliardi di euro.

Articolo pubblicato il 22 luglio 2011 - © RIPRODUZIONE RISERVATA




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