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Rigassificatore di Porto Empedocle e 3Sun. In Sicilia lo sviluppo è ancora possibile
di Stiben Mesa Paniagua

Buone notizie per l’economia dell’Isola giungono dalle industrie energetiche, un “territorio” dalle potenzialità immense. Si tratta di due corposi investimenti che produrranno migliaia di posti lavoro considerando l’indotto

Tags: Rigassificatore, 3sun



PALERMO – Sembrano affacciarsi all’orizzonte nuove opportunità di sviluppo per l’economia siciliana. Le buone notizie giungono in particolare dal campo delle industrie energetiche, un “territorio” dalle potenzialità immense e dentro il quale l’Isola potrebbe trovare soluzioni ai numerosi problemi di natura economica che l’attraversano. Due, precisamente, gli eventi chiave per giustificare questo ottimismo: la recente apertura dello stabilimento di pannelli fotovoltaici di seconda generazione della 3Sun nella zona industriale catanese; e il via libera del Consiglio di Stato al rigassificatore di Porto Empedocle.

Cerchiamo di capire bene. Per quel che riguarda il 3sun, nata dalla joint venture paritetica tra Enel Green Power, Sharp e STMicroelectronics, si sa già che è uno dei più grandi complessi produttivi di panelli solari d’Europa, oltre ad essere il numero uno in Italia. Questo investimento, di circa 400 milioni di euro (inclusi 49 milioni di euro stanziati dal Cipe), coinvolge 280 persone specializzate, oltre un altrettanto numeroso indotto, ha una capacità produttiva di pannelli fotovoltaici di 160 MW all’anno, che in futuro arriverà a 480 MW annuali.

Non soltanto posti di lavoro dunque ma avanguardia, l’unica via da seguire per recuperare il gap con le aree più sviluppate. Durante l’inaugurazione del complesso 3sun il presidente, Andrea Cuomo, ha affermato il desiderio dell’azienda di creare nuove soluzioni, andando oltre i classici pannelli sul tetto. “Questo è il passo iniziale – ha detto – intanto cominciamo a camminare con una produzione italiana, poi vedremo se ci sarà spazio per correre. 3sun mira a diventare leader non solo in Europa, ma nel mondo. Se il mercato crescerà come promettono le tendenze internazionali lo stabilimento potrà arrivare a produrre pannelli fino a mille megawatt l’anno”.

Fra le soluzioni alternative ed originali di sviluppo proposte dall’azienda c’è la produzione industriale sarà il futuro lancio dei pannelli fai-da-te, un kit già pronto che ogni famiglia potrà comprare anche via web attraverso la rete di vendita Enel Sì anche per le applicazioni dell’edilizia di pregio, come ha spiegato Francesco Storace, amministratore delegato dell’Enel Green Power. Insomma, la possibilità di espandere il mercato c’è anche in Sicilia.

Discorso diverso per quel che riguarda il rigassificatore di Porto Empedocle. Diverso perché materialmente si deve ancora realizzare tuttavia del tutto similare per potenzialità. Qui l’investimento previsto dall’Enel per il rigassificatore è di 800 milioni di euro e almeno 500 posti di lavoro per 4 anni.

Già dalle reazioni post sentenza si capisce quanto quest’opera può apportare allo sviluppo energetico e quindi economico dell’Isola. “Si tratta di un’opera strategica dell’approvvigionamento del gas del nostro Paese – ha dichiarato il presidente di Confindustria Sicilia, Ivan Lo Bello – con un investimento rilevante e importante anche per le ricadute che avrà per lo sviluppo del territorio interessato. Resta il rammarico che l’opera è stata ostacolata dalla capziosa opposizione del sindaco di Agrigento. Mi auguro che questa decisione faccia riflettere i tanti sindaci e amministratori locali che quotidianamente si confrontano con decisioni da cui dipende lo sviluppo e la prosperità dei loro territori. Non sempre queste decisioni rispondono agli interessi di sviluppo del territorio”.

Due “grandi opere” che possono e devono diventare esemplari per gli imprenditori e per l’amministrazione della Sicilia. Lo sviluppo è possibile in questa terra dalle “risorse inesplorate”.
 


Rigassificatore. L’Italia ha bisogno dell’impianto di Porto Empedocle
 
Reazioni unanimi da parte dei sindacati per la sentenza del Consiglio di Stato per sbloccare l’iter del rigassiflicatore. “Finalmente una buona notizia. Speriamo che adesso la strada sia davvero spianata e si possa procedere con l’investimento in tempi brevi. In ballo ci sono 800 milioni di investimenti, 50 milioni di opere compensative per lo sviluppo del territorio e centinaia di posti di lavoro”. È stato il commento del segretario generale della Cisl, Raffaele Bonanni. Gli ha fatto eco Paolo Carcassi, segretario confederale Uil, per il quale “Lo sblocco del rigassificatore di Porto Empedocle è un elemento positivo e importante per dotare l’Italia di una rete di rigassificatori che aumenti i fornitori di energia e possa concretamente ridurre i costi per i cittadini”. Anche per il segretario confederale della Cgil, Fabrizio Solari, si è trattato di “Una buona notizia per l’intero paese perché abbiamo un urgente bisogno, oggi ancor più di ieri, di diversificare l’approvvigionamento del gas”.

Articolo pubblicato il 22 luglio 2011 - © RIPRODUZIONE RISERVATA




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