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Quotidiano di Sicilia

La Regione per la promozione della formazione continua
di Giacomo Tabita

La L. 236/93 e gli interventi in Sicilia per incentivare i piani formativi aziendali, settoriali e territoriali. Per l’attuazione dell’avviso è occorrente una cifra complessiva di 39 milioni di €

Tags: Formazione, Regione Siciliana



PALERMO - L’Assessorato Regionale all’Istruzione e alla Formazione Professionale, con avviso pubblico n.9 del 20/5/2011, rende note le azioni costituite da Piani di Formazione Aziendale, Interaziendale, Settoriale e Territoriale, a sostegno della formazione continua dei lavoratori dell’Amministrazione regionale. In coerenza con gli orientamenti comunitari e nazionali, conformemente alla legislazione regionale in materia di formazione professionale e di mercato del lavoro, la Regione persegue dunque il percorso di crescita competitiva del proprio sistema produttivo, sostenendo iniziative di formazione continua, volte a migliorare e a consolidare le competenze dei lavoratori, salvaguardandone l’occupabilità. L’area d’intervento si colloca a pieno titolo nelle indicazioni strategiche dell’Asse di Adattabilità del Programma operativo FSE Obiettivo Convergenza 2007-2013 e, in questo ambito particolare, nella finalità operativa espressa in termini sintetici dall’obiettivo specifico del POR FSE intende sviluppare sistemi di formazione individuale continua e sostenere l’adattabilità dei lavoratori, per incrementare e accelerare la capacità di adattamento all’innovazione e alla società dell’informazione.

Le proposte formative di questo avviso rientrano nella disciplina comunitaria in tema di aiuti di Stato alla formazione e ne consegue che il tasso di contribuzione finanziaria pubblica sia legato alla natura dell’impresa (in questo caso solo medie, piccole e micro imprese) e alla presenza (o meno) di utenza appartenente a specifiche fasce di riferimento.

Il tasso di partecipazione pubblica viene quindi determinato rispetto al singolo progetto formativo, in considerazione di quanto previsto dalla normativa comunitaria e con l’applicazione del calcolo pro quota in base alla composizione della classe. Tra gli obiettivi di mantenimento e di crescita dell’occupazione con investimenti sulle risorse umane, certamente trova posto il sostegno alla permanenza e al miglioramento di posizione dei lavoratori a maggior rischio di esclusione dal mercato del lavoro (atipici/precari, in età avanzata, con basso livello di scolarità, minacciati da processi di ristrutturazione aziendale derivante da crisi del settore o crisi aziendale), promuovendo in generale lo sviluppo di sistema della Formazione Continua, attraverso l’introduzione e l’adozione di modelli organizzativi, metodologie e prassi formative innovative e grazie anche al coinvolgimento del sistema delle microimprese, con particolare riferimento al sistema produttivo delle imprese del settore servizi e formazione presenti sul territorio.

Tra le applicazioni della legge, si segnala anche la possibilità per i giovani di avviare nuove imprese nei settori della fruizione dei Beni culturali, del turismo, della manutenzione di opere civili e industriali, dell’innovazione tecnologica, della tutela ambientale, dell’agricoltura e della trasformazione e commercializzazione dei prodotti agroindustriali. Per l’attuazione del presente avviso è occorrente la cifra complessiva di € 39 mln, ripartita secondo le tipologie di Piano ma è vietato il subappalto dell’intervento finanziato.
 

 
L’approfondimento. Importante coinvolgere le parti economico-sociali
 
Tra gli obiettivi c’è anche la valorizzazione della bilateralità nella qualificazione della Formazione Continua e Permanente, attraverso il coinvolgimento attivo delle parti economico-sociali. I finanziamenti coprono la quota pubblica prevista da singoli interventi e le imprese beneficiarie saranno tenute al cofinanziamento privato, nella misura stabilita dai regolamenti comunitari sugli aiuti di Stato. Gli ambiti di intervento sono aree di crisi, sostegno alla qualificazione di risorse umane, formazione prof.le mentre gli interventi formativi (corsi, seminari, workshop, ecc.) possono essere diretti/indiretti, in funzione del rapporto tra beneficiari e titolare della formazione (dovranno riguardare una o più tipologie tra Aggiornamento, Riqualificazione, Riconversione). I destinatari degli interventi, infine, sono impiegati in ruoli esecutivi e/o privi di livelli di qualificazione di base in ambito privato, impiegati in ruoli di responsabilità e/o funzioni specialistiche, compresi gli operatori non docenti di organismi di formazione accreditati, quadri e dirigenti privati, lavoratori a tempo parz./determ, a orario ridotto/modulato/flessibile, a progetto/apprendistato, in cassa integrazione/mobilità.

Articolo pubblicato il 26 luglio 2011 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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