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Catania - Uno sguardo al nuovo Statuto verso il futuro dell’Università
di Desirée Miranda

Le parole del rettore Antonino Recca: “Rappresenta la volontà della comunità accademica”. Via libera definitivo da parte dell’Ateneo. Ora la palla passa al Ministero

Tags: Catania, Università, Statuto, Antonino Recca, Radio Zammù, Step1



CATANIA – Ha ricevuito il via libera il nuovo Statuto dell’Università di Catania. Dopo l’ok all’unanimità da parte della commissione apposita ricevuto lunedì 19 luglio e quello a maggioranza (18 voti favorevoli e 4 contrari) di martedì 20 da parte del Consiglio d’amministrazione, giovedì 21 è arrivato anche il Sì del Senato accademico, anch’esso a maggioranza con ventuno voti favorevoli, cinque contrari e due astensioni.

Si è concluso in sei mesi, dunque, l’iter per il nuovo documento imposto dalla legge Gelmini sulla riforma universitaria, approvata in via definitiva lo scorso dicembre 2010 (l. 240/2010). Adesso il testo approvato dall’Università catanese dovrà ricevere il benestare del ministero della Pubblica istruzione, poi sarà emanato con decreto del rettore ed entrerà in vigore il quindicesimo giorno successivo alla pubblicazione sulla gazzetta ufficiale.

“Siamo orgogliosi e convinti che lo Statuto appena approvato rappresenti la volontà della comunità accademica. Ognuno di noi avrà più responsabilità e il dovere di tornare a lavorare, ognuno per le proprie competenze, a cominciare dal fatto che la politica d’Ateneo la faranno il rettore e gli organi di governo preposti”. Queste le parole del rettore Antonino Recca dopo l’approvazione del documento.

Il nuovo Statuto definisce in sei anni non rinnovabili la durata della carica di rettore, eletto a maggioranza assoluta tra i professori ordinari a tempo pieno e da tutti i docenti dell’Ateneo, dal personale tecnico-amministrativo e da tutti rappresentanti degli studenti. Eserciterà funzioni di indirizzo, iniziativa e coordinamento delle attività scientifiche e didattiche. Il Senato accademico sarà composto da 35 unità su base elettiva (il rettore, 13 rappresentanti dei direttori di dipartimento, quattordici docenti di ruolo, cinque rappresentanti degli studenti e due del personale tecnico-amministrativo), il massimo consentito e dovrà “formulare proposte e pareri obbligatori in materia di didattica, di ricerca e di servizi egli studenti, anche con riferimento al documento di programmazione triennale d’ateneo” come si legge all’articolo sette.

Le aree scientifico-disciplinari saranno accorpate in raggruppamenti omogenei, i dipartimenti quindi, la cui rappresentanza spetta ai professori di prima e seconda fascia e ai ricercatori a tempo indeterminato.
Saranno undici i membri del Consiglio d’amministrazione che “eserciterà funzioni di indirizzo strategico, di approvazione della programmazione finanziaria annuale e triennale e del personale”. Il rettore, con gradimento vincolante del Senato accademico, sceglierà i tre membri esterni che ne faranno parte insieme a cinque docenti a tempo indeterminato e due rappresentanti degli studenti.

Sarà poi istituito un Nucleo di valutazione con funzione di verifica della qualità e dell’efficacia dell’offerta didattica, composto in prevalenza da soggetti esterni (cinque su nove) e il Collegio dei revisori dei conti, il cui incarico non può essere conferito a personale interno. Il direttore generale, infine, che sarà il manager d’Ateneo, dovrà essere dotato di, leggiamo sullo statuto: “elevata qualificazione professionale e comprovata esperienza pluriennale con funzioni dirigenziali”.
 

 
Replica alle accuse degli studenti
 
CATANIA - Non accennano a placarsi le polemiche sull’iter di approvazione del nuovo Statuto dell’Università e, in occasione della conferenza stampa per l’approvazione definitiva del testo, si è parlato anche di conti, classifiche, Step1 e radio Zammù, seppur in un clima teso.
Ad attendere il rettore a Palazzo centrale il Movimento studentesco catanese e il Coordinamento unico d’Ateno ai quali è stato impedito di partecipare all’incontro. Tutti vestiti di bianco, “come i fantasmi, perché siamo invisibili agli occhi del rettore” hanno urlato, e con tanti cartelli con le domande che avrebbero voluto fare al rettore e che invece “con il suo autoritarismo non ha mai voluto prendere in considerazione, dimostrando che il dibattito democratico che interessi ogni componente dell’ateneo non esiste”.
Alle tante repliche di accentramento del potere nelle mani del rettore, Antonino Recca ha risposto: “Non abbiamo approvato noi la legge, le abbiamo soltanto dato piena esecutività”.
L’occasione è stata colta, poi, per illustrare la graduatoria del Sole 24 Ore sulle Università italiane, in miglioramento per Catania passata dal 43° al 31° posto dal 2008 a oggi.
“Con il nuovo Statuto  – ha affermato il rettore - contiamo di migliorare ancora la nostra posizione, anche tenuto conto del fatto che prima o poi si giungerà all’abolizione del valore legale della laurea e l’autorevolezza delle varie Università sarà stabilita in base ai risultati delle attività di valutazione”.
Scongiurato ogni buco in bilancio, per Recca “è un folle chi mette in giro queste voci nocive”. Il rettore ha aggiunto che radio Zammù, ora in mano al gruppo Rmb, “sta lavorando sotto la leadership di Mariano Campo, capo dell’Ufficio stampa dell’Ateneo “ e che l’aula 24, sede di Step1 “ha problemi di sicurezza, e le attività saranno spostate in altra sede”.

Articolo pubblicato il 26 luglio 2011 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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