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La Galatea ferma da due anni adesso si prepara a salpare
di Antonio Borz├Č

L’Arpa può aggiungere il nuovo gioiello alla motonave Teti per agire nei mari siciliani. L’imbarcazione, all’avanguardia nel controllo delle acque, è costata 1,5 mln

Tags: Arpa, Sergio Marino



PALERMO - Spendere un milione e mezzo di euro per sistemare realizzare un’imbarcazione all’avanguardia nel controllo delle acque e poi tenerla ferma in porto. Questo è quanto successo alla motonave Galatea che dal 2009 ad oggi ha atteso che qualcuno la venisse, per usare un  termine tutto siculo, “a scuncicare” facendo diventare l’esoso investimento anche utile. Dei fondi, quelli usati per la Galatea, provenienti dall’Unione Europea e precisamente dal Por Sicilia 2002- 2006.

Adesso, dopo una campagna mediatica volta a sottolineare lo scandalo, la nave Galatea è pronta a salpare. Vi chiederete quale sia stato il problema che ha costretto a non poter usufruire di cotanta risorsa. Ebbene la nave non poteva partire per un problema difficile da districare: mancava l’equipaggio. E così dopo aver speso un milione e mezzo di euro tutto si è bloccato per due anni.

È da calcolare anche che la nave doveva affiancare la motonave Teti in un’attività molto importante per l’Isola come quella del controllo delle acque. Essendo presente soltanto un’imbarcazione le falle nel monitoraggio delle coste erano evidenti e quindi si era reso necessario ricorrere ad un altro mezzo per sistemare il tutto. Da qui lo sfruttamento delle risorse comunitarie per apprestare ed armare l’imbarcazione con tutti i moderni mezzi tecnologici volti all’analisi delle acque. Un’operazione conclusa nel 2009 e che aveva suscitato  anche l’entusiasmo delle autorità presenti. “La scelta - dichiarava allora il presidente della Regione Raffaele Lombardo - di far pattugliare le nostre coste, per monitorarne l’inquinamento, alla nave Teti a cui adesso si affianca la nave Galatea, evidenzia l’impegno della Regione nella tutela della bellezza e purezza dei nostri mari ed è un esempio di come si spendano in maniera proficua i fondi comunitari destinati alla Sicilia”. Tutto caduto nel nulla fino a oggi, dunque. Adesso  l’Arpa, Agenzia Regionale per la Protezione dell’Ambiente, potrà dunque beneficiare anche di questo mezzo. La motonave Teti, secondo dati diffusi dall’Arpa sul proprio sito, è lunga 13,25 metrie larga 4, dotata di due motori diesel di 199 Kw ciascuno con una autonomia di 14 ore di navigazione.

E nell’ambito dei controlli delle acque nostrane tanto è da fare. I pensieri corrono veloci alle alghe tossiche che stanno creando un vero e proprio allarme lungo le coste allontanando anche i turisti. La presenza di motonavi altamente specializzate nell’analisi di queste problematiche come la Galatea( a bordo della stessa è presente un laboratorio d’analisi) è fondamentale. L’attenzione nei confronti ai problemi legati alla valorizzazione del mare deve essere alta e sicuramente non estemporanea e guidata dallo scandalo di turno.

Adesso le due imbarcazioni a disposizione dell’Arpa sono pronte a salpare nella speranza che, qualora venga potenziata ancora una volta la flotta, le risorse messe in campo vengano subito sfruttate e non tenuti parcheggiati i mezzi dove esprimono tutta la loro inutilità.

Articolo pubblicato il 27 luglio 2011 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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