Per accedere al QdS ed all'archivio utente password registrati e abbonatipassword dimenticata
facebook qdsIl Quotidiano di Sicilia � su Twitterrss qds

Quotidiano di Sicilia

Faraone: “Niente ferie senza la manovra”
di Raffaella Pessina

Nuovo decreto sanzioni, Lombardo: “Sarò premiato, rispettato il piano di rientro”. Una voce dal Pd, ma non pare ascoltata dalla maggioranza

Tags: Ars, Davide Faraone, Innocenzo Leontini



PALERMO - Ad una settimana dalla chiusura dei lavori a Palazzo dei Normanni per le ferie estive c’è chi invoca l’apertura di Sala D’Ercole nel mese di agosto. Sembra paradossale visto che a chiederlo è un parlamentare, visto che per tutto l’anno ben pochi sono stati i lavori parlamentari e c’è chi potrebbe affermare che ci si poteva pensare prima. Si tratta di Davide Faraone del Pd che ha dichiarato che l’Ars non può chiudere per ferie posticipando la discussione e l’approvazione della manovra correttiva, il cui documento comunque si trova in commissione Bilancio. Il deputato dichiara inoltre che i parlamentari non possono rinviare tali discussioni sol perchè devono andare in vacanza, “quando vi sono tante famiglie che quest’anno non ci possono andare”. Tra l’altro Faraone appartiene alla maggioranza, che in Aula può fare il bello ed il cattivo tempo anche in tema di numero legale per i lavori parlamentari.

Nell’ultima seduta di questa settimana che si è tenuta mercoledì scorso, l’opposizione è intervenuta in Aula per voce del capogruppo del Pdl Innocenzo Leontini che ha dichiarato come la manovra correttiva deve essere snella, senza l’inserimento di quanto non ha nulla a che vedere con questa materia, norme che già erano state stralciate dalla finanziaria per lo stesso motivo. Ma tornando alla commissione Bilancio la manovra correttiva ieri mattina è stata approvata insieme con il rendiconto 2010, e il voto finale si avrà la prossima settimana.

Si attestano così le reali spese ed entrate del bilancio regionale, da cui si  registra un maggiore avanzo sui fondi vincolati pari a 623.623.646 euro. Si tratta di risorse che saranno destinate al finanziamento del Servizio sanitario regionale, sottoforma di anticipazione, in attesa dei fondi Fas.

Alla ripresa dei lavori di settembre intanto è prevista la discussione di un disegno di legge, presentato da Lillo Speziale del Pd sulla abolizione delle province e che si trova già depositato in commissione Affari Istituzionali. Il documento prevede la costituzione di liberi Consorzi che andrebbero a sostituire le Province e il presidente del consorzio sarebbe il sindaco del comune capofila.

Intanto si addensano nubi all’orizzonte per la sanità. Il decreto legislativo sui conti della sanità appena approvato dalla Bicamerale per il Federalismo all’articolo 2 prevede che, in caso di dissesto, il presidente della Repubblica possa disporre la rimozione del presidente della Regione. Non solo: per il governatore rimosso c’è anche l’ineleggibilità per 10 anni “quale componente di alcun organo o carica di governo degli enti locali, delle Regioni e dello Stato”. Quindi dopo aver provocato un buco nella sanità si può continuare a far politica solo da “soldato semplice” in Parlamento o all’Ars. E nel mirino finiranno anche i burocrati. I direttori generali, amministrativi e sanitari degli enti del servizio sanitario regionale, con la nuova norma, potrebbero decadere automaticamente, se responsabili di deficit finanziari. A questo si aggiunge l’interdizione da qualsiasi carica in enti pubblici per dieci anni. Per la cronaca comunque prima della rimozione è prevista una audizione del presidente della Regione. Ma la replica di Lombardo è arrivata subito: “Non solo non verrò ‘punito’, ma sarò persino premiato – ha detto – La Sicilia, infatti, – ha aggiunto – è stata l’unica Regione a rispettare il piano di rientro”.

Articolo pubblicato il 29 luglio 2011 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


comments powered by Disqus