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48 milioni per le imprese del settore culturale
di Francesco Sanfilippo

L’assessorato dei BB.CC. e dell'Identità Siciliana ha presentato due bandi, cofinanziati dal Fondo Europeo di Sviluppo Regionale. Coinvolgimento del privato per favorire la conservazione e la valorizzazione dei beni artistici

Tags: Beni Culturali, Gesualdo Campo, Sebastiano Missineo



PALERMO - La progressiva riduzione delle risorse destinate alle regioni e agli enti locali costringe questi ultimi a ripensare allo sviluppo locale e al reperimento delle risorse.

Un aiuto complesso viene dai fondi messi a disposizione dall’Unione europea perché la Sicilia è considerata, fino ad ora, una regione facente parte di quelle classificate come obiettivo Uno. Tale definizione classifica le regioni con un forte divario economico e sociale rispetto ad altre regioni in questo caso italiane.

Questi fondi, però, sono assegnati affinché creino le condizioni di uno sviluppo economico coerente e duraturo del territorio. Del resto, i fondi europei previsti dal piano 2007-2013 sono gli ultimi a disposizione, poiché dal 2014 in poi questi stessi fondi saranno assegnati ai Paesi che presentino necessità di sviluppo, sia che la Sicilia ne abbia tratto beneficio, sia che non ne abbia avuto vantaggi.

Di fronte a questa prospettiva, l’assessorato regionale dei Beni Culturali e dell’Identità Siciliana ha presentato due bandi, cofinanziati dal Fondo Europeo di Sviluppo Regionale, nei locali dell’Albergo delle Povere di Palermo. Questi bandi serviranno a potenziare le imprese del settore culturale, per un ammontare complessivo di 48 milioni di euro. L’incontro, voluto dall’assessore regionale dei Beni culturali, Sebastiano Missineo, è servito a illustrare i contenuti innovativi dei bandi di prossima pubblicazione e ha portato ad un confronto molto forte con gli operatori del settore. I contributi, euro, intendono sostenere la “valorizzazione dei Beni e delle attività culturali per aumentare l’attrattività dei territori, rafforzare la coesione sociale e migliorare la qualità della vita dei residenti” (obiettivo operativo 3.1.2) e “sperimentare e sviluppare azioni volte alla produzione, divulgazione e fruizione delle nuove forme artistiche legate all’arte contemporanea” (obiettivo operativo 3.1.3). Il primo bando avrà un importo di 33 milioni di euro mentre il secondo sarà di 15 milioni. Gli aiuti sono concessi in conto capitale che serviranno a coprire il 70% dei costi che sono ritenuti ammissibili dal finanziamento fino a un massimo di 200 mila.
 
È stato, però, previsto un contributo per un importo massimo compreso tra 50 mila e 500 mila euro per progetti localizzati nell’Isola, in modo da favorirne la più ampia partecipazione da parte delle imprese del territorio. Tali bandi, infatti, prevedono di coinvolgere il privato a pieno titolo per favorire la conservazione e la valorizzazione dei beni artistici e dei Parchi archeologici attraverso l’uso di strumenti multimediali o di servizi utili ai turisti in visita come biblioteche e ristorazione. Tuttavia, questi bandi non copriranno i territori di Enna e Catania, mentre non pochi siti rischiano l’esclusione dal bando per l’insufficienza della documentazione presentata.

Quest’iniziativa s’integrerà con un’altra che prevede l’istituzione di 29 parchi archeologici interdisciplinari, di cui 16 costieri, che non coincideranno con la semplice area del parco, ma potranno includere i territori contigui per favorire la nascita di una imprenditoria privata.
 

 
L’approfondimento. Aiutare le aziende che creano occupazione
 
Sebastiano Messineo, assessore regionale dei Beni Culturali e dell’Identità Siciliana, ha dichiarato: “Attraverso questi aiuti, le imprese, le fondazioni, le associazioni o semplici privati potranno mettere in piedi un sistema imprenditoriale. La logica è di essere in grado di aiutare delle imprese che vogliono creare realmente occupazione sui siti interdisciplinari e iniziative che non si è riusciti a promuovere finora. Spesso alcuni parchi archeologici non possono attirare turisti, però si può aiutare le imprese in rete tra loro ad acquistare beni e servizi per valorizzare il proprio patrimonio locale. Si vuole favorire le professionalità pregresse e la capacità da parte degli enti di mettersi in rete in modo da creare posti di lavoro. In questo senso, per la Nazione è meglio iniziare a scommettere su se stessa”. 
Gesualdo Campo, dirigente generale del dipartimento regionale dei Beni culturali e dell’Identità siciliana, ha affermato: “Credo fermamente che è necessario coinvolgere i privati per fare impresa e per creare occupazione, altrimenti non avremo centrato gli obiettivi posti dall’U.E. Se noi non realizzeremo sviluppo attraverso gli investimenti che l’Ue sta facendo sulle regioni meridionali, non resteremo sempre obiettivo uno. Questo è un treno che non possiamo perdere”.

Articolo pubblicato il 30 luglio 2011 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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