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Quotidiano di Sicilia

Conti in ordine? Sì però, attenzione ...
di Angela Carrubba

Pubblicata sulla Guce del 21 luglio scorso la Raccomandazione del Consiglio all’Italia sul programma di stabilità. L’analisi puntuale rivela tutte le criticità di una Manovra che non progetta di sanare molti divari

Tags: Europa, Conti



Molto meglio delle analisi più raffinate di osservatori ed economisti, per capire come l’Europa valuti l’Italia è la sequenza delle date: il primo luglio scorso abbiamo trattato delle “Raccomandazioni” del Consiglio Ue all’Italia per ridurre il debito e rispettare i parametri del Patto Europlus. Il 6 luglio nella Guri è stato pubblicatto il DL n. 98 che contiene Disposizioni urgenti per la stabilizzazione finanziaria e il 21 luglio la Guce ha pubblicato la raccomandazione del 12 luglio scorso  sul programma nazionale di riforma 2011 dell’Italia e che formula un parere del Consiglio sul programma di stabilità aggiornato dell'Italia, 2011-2014.
 Salutato dal Governo come la completa approvazione della propria politica economica, a guardare bene le 18 osservazioni fatte dal Consiglio c’è poco da stare allegri.
Alla fine dell’esame dettagliato delle misure programmate, nel documento è scritto: “... la Commissione ritiene che il piano di risanamento per il periodo 2011-2014 dell’Italia sia credibile fino al 2012, mentre dovrebbe essere sostenuto da misure concrete per il periodo 2013-2014, in modo tale che il debito pubblico – molto elevato – rimanga in costante discesa. Il programma nazionale di riforma illustra un’ampia serie di iniziative che interessano tutte le dimensioni della strategia Europa 2020, ma ulteriori misure sono considerate necessarie per affrontare le carenze strutturali che esistono da molto tempo e che sono state acuite dalla crisi. Onde rafforzare il potenziale di crescita e di creazione di posti di lavoro dell’Italia e favorire il recupero delle regioni meridionali, dovrebbero essere adottate ulteriori misure nel 2011-2012 allo scopo di ... favorire un ricorso migliore e più rapido ai fondi di coesione dell’UE... L'Italia è il terzo maggior beneficiario della politica di coesione dell’UE ed ha ricevuto circa l’8 % dei fondi complessivamente destinati a tale politica nel periodo 2007- 2013. A metà del periodo di riferimento, la quota di fondi UE a cui si è fatto effettivamente ricorso costituisce solo il 16,8 % ed è molto più ridotta nelle «regioni di convergenza» meridionali”.
“Gli Stati membri sono stati invitati a tener conto degli orientamenti integrati nelle proprie politiche nazionali in materia economica e di occupazione. ... Tra il 2001 e il 2007 la crescita del PIL reale media è stata pari a circa l’1 %, ovvero la metà della media dell’area dell’euro, principalmente a causa della fiacca crescita della produttività. Poiché questo andamento ha interessato l’intero paese, le grandi disparità economiche a livello di regioni non si sono ridotte. ...”
Secondo l'ultima valutazione della Commissione i rischi riguardo alla sostenibilità a lungo termine delle finanze pubbliche sembrano essere medi. Da qui al 2012 il conseguimento degli obiettivi per il disavanzo pubblico fissati nel programma di stabilità e, quindi, la correzione del disavanzo eccessivo entro il 2012, si basano sulla piena attuazione delle misure già adottate. Il tasso di disoccupazione tra i lavoratori di età inferiore ai 25 anni ha raggiunto il 27,8 % nel 2010, con una distribuzione disuguale sul territorio nazionale, e la disoccupazione giovanile nel Sud Italia è risultata doppia rispetto a quella delle regioni settentrionali. “Vi sono margini per rafforzare ulteriormente l’efficacia dei servizi per l'impiego, in particolare nelle regioni con un’elevata disoccupazione. ..”.
Il Consiglio aveva adottato il 13 luglio 2010 una raccomandazione sugli indirizzi di massima per le politiche economiche degli Stati membri e dell’Unione (per il periodo 2010-2014) e il 21 ottobre 2010 una decisione sugli orientamenti per le politiche degli Stati membri a favore dell’occupazione, che insieme formano gli “orientamenti integrati” mantenuti per il 2011 mediante la decisione 2011/308/UE del Consiglio, del 19 maggio 2011, sugli orientamenti per le politiche degli Stati membri a favore dell'occupazione (GU L 138 del 26.5.2011).
Come dire, è già un anno che diciamo (e scriviamo) le stesse cose...
 

 
Tra le osservazioni alla manovra particolare attenzione al mercato dei servizi
 
Quanto ci sia ancora da fare in Italia emerge con chiarezza dai punti finali della Raccomandazione del Consiglio del 12 luglio scorso.
Al punto 4. si parla di servizi: “estendere il processo di apertura del settore dei servizi ad un’ulteriore concorrenza, in particolare nell’ambito dei servizi professionali. Adottare nel 2011 la legge annuale per il mercato e la concorrenza, tenendo conto delle raccomandazioni presentate dall’autorità antitrust. Ridurre la durata delle procedure di applicazione del diritto contrattuale. Adottare misure per promuovere l’accesso delle Pmi ai mercati dei capitali eliminando gli ostacoli normativi e riducendo i costi”. Tutto ciò mal si concilia col fatto che la Legge comunitaria sia ancora non approvata e che si allunghino i tempi per il recepimento di direttive quale quella sui ritardi nei pagamenti tanto attesa da tutte le imprese.
E per concludere riportiamo i punti 5. e 6.: “migliorare il quadro per gli investimenti del settore privato nella ricerca e nell’innovazione, estendendo gli attuali incentivi fiscali, migliorando le condizioni per il venture capital e sostenendo sistemi di appalto innovativi; adottare misure per accelerare la spesa atta a promuovere la crescita, cofinanziata dai fondi della politica di coesione, onde ridurre le persistenti disparità tra le regioni, migliorando la capacità amministrativa e la governance politica. Rispettare gli impegni presi nel quadro di riferimento strategico nazionale in termini di quantità delle risorse e di qualità della spesa”.

Articolo pubblicato il 09 agosto 2011 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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