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La Sicilia delle rinnovabili al palo. Produzione resta figlia del vento
di Rosario Battiato

Le migliori performance sono detenute dalle regioni del Nord con qualche eccezione al Sud. Il robusto intervento di riequilibrio di Lombardo non è servito, Eolo resta in testa

Tags: Fotovoltaico, Energia, Rinnovabili



MILANO - Tutti i Paesi dell’Europa occidentale hanno fissato obiettivi mirati ad incrementare il contributo dell’energia rinnovabile. L’ampio utilizzo delle rinnovabili è possibile grazie a metodi efficienti per l’accumulo di energia, creando enormi opportunità per la crescita del mercato. In Sicilia si tenta il recupero dopo un ritardo decennale.

Un’analisi di Frost & Sullivan ha rilevato che il mercato ha prodotto entrate per 1249,1 milioni di dollari nel 2010 e stima che questa cifra quasi raddoppierà entro il 2017 raggiungendo quota 2 miliardi di dollari. La crescente domanda di energia, al pari di avanzamenti tecnologici come le reti intelligenti, l’utilizzo sempre più diffuso di veicoli elettrici e la più ampia applicazione delle rinnovabili, stanno evidenziando l’importanza di tecnologie per l’accumulo di energia su larga scala.

L’Europa punta ad incrementare il contributo delle rinnovabili e il fatto di avere sistemi efficaci per l’accumulo diventa per questo essenziale. Considerando che la maggior parte delle tecnologie per l’accumulo di energia sono rispettose dell’ambiente, l’energia rinnovabile potrebbe essere accumulata in modo efficace senza rischi per l’ambiente per un tempo variabile da pochi secondi a diversi mesi. Tuttavia, la mancanza di obiettivi specifici per la realizzazione di un accumulo di energia su larga scala limita le prospettive del mercato. La maggior parte delle tecnologie per l’accumulo di energia sono in fase nascente e sono ancora relativamente costose. Inoltre, la loro affidabilità e il loro rendimento devono essere ancora dimostrati, con il risultato di una crescita del mercato lenta, nonostante i molteplici benefici.

In Sicilia la spinta propulsiva è arrivata tramite il lavoro certosino, anche se a tratti altalenante, dei  governi Lombardo. L’impegno, però, era cominciato già da prima, seppure in maniera non troppo organizzata. Dal 2000 al 2007 la spesa per l’energia si è triplicata passando da 324,6 milioni di euro a 961,2 milioni di euro. Dopo una prima fase, contraddistinta dallo sviluppo dell’eolico su larga scala (1.044 Gwh di produzione lorda su 1.200 Gwh di rinnovabili nel 2008), l’era Lombardo è stata caratterizzata dalla ricerca di un maggiore equilibrio tra le forze in campo e da una forte campagna a favore di altre potenzialità isolane come il fotovoltaico. Nel solare cominciano a vedersi i primi risultati con una crescita del 613% della produzione tra 2007 e 2008.

Secondo gli ultimi dati diffusi c’è ancora molta strada da fare. La Sicilia delle rinnovabili, gli ultimi dati aggiornati del Gse coprono il 2009, non può dirsi ancora realtà matura. Il settore eolico, 1444 GWh di produzione lorda e 1148 MW di potenza efficiente lorda, ribadisce la sua prima posizione regionale, e tiene a distanza il solare, 45 MW di potenza e 33 GWh di produzione, l’idroelettrico, 152 MW di potenza e 104 GWh di produzione, e le biomasse, 25 MW di potenza e 114 GWh di produzione. Risultati che piazzano l’Isola in una posizione intermedia tra le regioni italiane, 1.371 MW come totale di potenza efficiente lorda e 1.695 GWh di produzione lorda totale, ma che attestano inevitabilmente la dipendenza – l’85,2% della produzione è di fonte eolica – dal vento. Anche nel Meridione d’Italia non mancano le performance di grande livello: la Puglia, regione che da diversi anni sta investendo molto nella produzione di energia da FER, può vantare una produzione lorda complessiva di 2689 GWh, con grande impulso della eolica e delle biomasse. Tuttavia per andare a trovare i grandi risultati bisogna sempre guardare dalla cintola in su, perché proprio Lombardia, Piemonte, Trentino Alto Adige e Toscana sono le regioni dove fioccano gli esiti migliori. La Lombardia, principalmente concentrata su idroelettrica e biomasse, arriva a quota 12097 GWh, seguita a stretto giro dal Trentino, 10105 GWh di produzione lorda totale, mentre chiude il podio il Piemonte a 7920 GWh di produzione.

Articolo pubblicato il 19 agosto 2011 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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