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Quotidiano di Sicilia

Regione riferirà sui tagli entro il 30 settembre
di Raffaella Pessina

Lombardo vanta la manovra regionale che ha preceduto quella nazionale. Un elenco fitto di scadenze nella circolare firmata da Armao

Tags: Ars, Regione Siciliana, Raffaele Lombardo



PALERMO - Il presidente della Regione Raffaele Lombardo tuona contro il Governo centrale. “La manovra economica nazionale - ha dichiarato - ci fa mancare l’aria per respirare. è iniqua ed inaccettabile”. Lombardo ha etichettato il federalismo come un’arma di stermino di massa. “Se saltano le perequazioni, si condanna il Mezzogiorno e la Sicilia alla povertà per il prossimo mezzo secolo”. E riferendosi sempre al Governo nazionale ha rivendicato l’azione di contenimento dei costi della politica, attuata in anticipo su Roma. “Intendiamo abbattere il centralismo regionale - ha concluso Lombardo - che incombe sui Comuni come una spada di Damocle. è una delle ragioni di spreco di risorse e della carenza di servizi”.

A proposito dei tagli operati in Sicilia per l’apparato politico, vogliamo stilare una specie di calendario che comprenda le date entro le quali dovranno essere attuati i provvedimenti. Dal primo settembre dovranno essere ridotti del 10% gli stipendi degli assessori regionali, del 30% il numero dei consulenti e dei componenti degli uffici di gabinetto ed entro il 15 settembre dovranno essere emanate le apposite circolari attuative.

Entro il 30 settembre l’assessore all’Economia dovrà presentare alla Giunta regionale una relazione sull’attuazione della misura di contenimento della spesa indicando, su relazione del Ragioniere generale, i risparmi conseguiti per l’esercizio in corso ed a regime e le situazioni interessate, nonché le iniziative adottate sul piano organizzativo e contabile.

Entro il 15 ottobre 2011 gli assessori per le Autonomie Locali e per l’Economia presentano alla Giunta Regionale un’informativa dell’avvenuta attuazione della misura di contenimento della spesa indicando, i risparmi conseguiti per l’esercizio in corso, ed a regime, sulle attività usate per il conseguimento dell’obiettivo; a decorrere dall’anno 2012, l’Amministrazione regionale e gli istituti, aziende, agenzie, consorzi, organismi, fondazioni, società a totale o maggioritaria partecipazione della Regione, gli enti regionali sottoposti a tutela e vigilanza dell’amministrazione regionale, non potranno effettuare spese per relazioni pubbliche, convegni, mostre, pubblicità e di rappresentanza, per un ammontare superiore al 20 per cento della spesa sostenuta nell’anno 2009 per le medesime finalità. Entro il 30 settembre 2011 l’assessore per l’Economia emanerà in merito apposita circolare applicativa.

Entro il 15 ottobre sempre l’assessore all’Economia dovrà presentare un’altra relazione sulla riduzione del 30 % delle retribuzioni dei dirigenti degli enti regionali e, a questo proposito entro e non oltre il 10 settembre prossimo, gli assessorati dovranno emanare specifiche circolari per tale adeguamento. Invero queste sono solo alcune delle date stabilite dalla circolare firmata l’altro ieri da Gaetano Armao, ma tutte le scadenze ricadono tra il 30 settembre ed il 15 ottobre 2011.

Intanto rimane comunque al palo la situazione che riguarda la partecipata Sicilia e-servizi: la apposita commissione di inchiesta dell’Ars comincerà a riunirsi a settembre. La scorsa settimana, mercoledi 10 agosto, il dirigenre generale del Personale Giuseppe Bologna nel forum del Quotidiano di Sicilia, ha dichiarato che la situazione dell’informatizzazione della Regione “è appena sufficiente”. “Il salto di qualità - ha detto Bologna - si può fare solo con una migliore infrastrutturazione tecnologica”. Ma se da un lato la Regione si dà da fare per razionalizzare un’amministrazione regionale che da sempre è stata al primo posto per sprechi di denaro, dall’altro lato i presidenti delle Province siciliane sotto i 300.000 abitanti e i 3000 km quadrati, interessati dalla manovra del 13 agosto che ne prevede la soppressione, si riuniranno mercoledì prossimo a Roma, convocati dal Presidente dell’Upi, il catanese Giuseppe Castiglione. “La manovra - sottolinea Castiglione -che interviene di nuovo, per la terza volta nel giro di un mese, su Province e Comuni, tagliando risorse destinate ai servizi per i cittadini. I nostri bilanci sono ridotti all’osso: negli ultimi tre anni le entrate e le spese sono diminuite di oltre l’11%, con un taglio di oltre 1,5 miliardi. Sono state tagliate le spese per la politica, con il taglio del 20% dei compensi degli amministratori provinciali e la riduzione di giunte e consigli; abbiamo ridotto dell’80% le spese per le missioni, per la comunicazione e l’informazione, per la realizzazione di eventi sui territori; abbiamo ridotto dell’11% anche le spese per il personale”.

Articolo pubblicato il 20 agosto 2011 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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