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Palermo - Chiese e monumenti nel degrado
di Luca Insalaco

I casi di San Nicolò, di Villa Napoli, di un magazzino in via Catania: un rifiuto dopo l’altro. Un’associazione disposta a intervenire, ma gli enti pubblici non ne vogliono sapere

Tags: Palermo, Beni Culturali



PALERMO – Le finalità e i nomi dei soci sono nobili e altisonanti. L’associazione “Chiese storiche” mira al recupero dei luoghi di culto (e sono molti) che in città versano in stato di degrado. La giunta “nobile” vede la presenza dei Notarbartolo e dei Savoia, nonché di una schiera di politici di ogni colore e di uomini di cultura di chiara fama tra i soci d’onore. Eppure l’associazione non ha una sede che non sia l’abitazione del suo presidente, il battagliero Mariolino Papalia. E dire che lui, Papalia, negli anni ha inoltrato ha “sollecitato” tutti, dalla Regione al Comune, dalla Sovrintendenza alla Curia, proponendo una serie di chiese in disuso e diroccate da ristrutturare (è il caso, ad esempio, della Chiesa di San Nicolò, in corso Calatafimi) e ricevendo sempre un niet, che ha ingenerato nei soci più di qualche sospetto.

Emblematico è il caso di Villa Napoli. L’associazione aveva fatto richiesta per avere in concessione la cappella del complesso monumentale, garantendo in cambio il controllo e la sorveglianza nelle giornate di sabato e domenica. Una richiesta non accolta dall’assessorato regionale ai Beni culturali, che nel 2007 ha assegnato il monumento all’Orchestra Sinfonica Siciliana per compensare un credito vantato dalla Fondazione. Di recente il complesso è stato posto sotto sequestro a causa del forte stato di degrado in cui versavano villa e giardino. La Regione, ora, è sul punto di riprendere in comodato d’uso il bene assegnato all’Orchestra, nel tentativo di poter accedere ai fondi europei e rimetterlo così in sesto.

“Questa operazione rappresenta uno sperpero delle risorse pubbliche” accusa Papalia. Ma il caso di Villa Napoli non è il solo. Oltre alle chiese storiche, Papalia e soci avevano anche chiesto un magazzino in via Catania confiscato alla mafia e nella disponibilità del Comune. Un bene la cui assegnazione all’Anci Sicilia da parte di Palazzo delle Aquile aveva fatto scattare le telecamere di Striscia la Notizia ed un esposto dell’associazione, fino a comportare la rinuncia dell’assegnataria.

Trovate tutte le porte sbarrate, ai cultori dell’arte non è rimasto che mettere mano al portafogli per avere una sede istituzionale idonea (“Un’associazione che si occupa di chiese storiche non può avere sede in un condominio” sottolinea Papalia). In ballo ci sarebbero ora i locali attigui all’Oratorio SS. Salvatore che verrebbe concesso in locazione e quindi solo a titolo oneroso. Intanto, l’usura e l’abbandono continuano a divorare chiese e palazzi nobiliari.
 

 
Comune. Cantieri culturali ai privati: la scelta fa discutere
 
PALERMO - Fa discutere l’annuncio dell’amministrazione comunale di pubblicare, il prossimo mese di settembre, un bando per la riqualificazione dei Cantieri culturali alla Zisa. Sul bando e sull’avviso pubblicato sul portale del Comune, volto alla ricerca di partner privati, hanno presentato un’interrogazione i consiglieri comunali dell’Idv Fabrizio Ferrandelli e Salvatore Orlando: “Nella consapevolezza che una vera rinascita per Palermo non può prescindere dalla creazione di un vero progetto culturale che coinvolga tutti gli addetti ai lavori – ha commentato Ferrandelli - vigileremo affinché nessun bando promuova illecitamente i soliti noti e chiediamo a gran voce che i Cantieri vengano restituiti ai cittadini. Dopo 10 anni di abbandono è impensabile che proprio alle porte delle elezioni si proceda con un bando. Riaprire i cantieri sarà compito della prossima amministrazione”.

Articolo pubblicato il 20 agosto 2011 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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