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Quotidiano di Sicilia

Spesa farmaci: le misure contro lo spreco
di Maria Francesca Fisichella

Il piano della Salute 2011-13 dedica un capitolo alle “Politiche del farmaco” che puntano al corretto utilizzo. Possibile risparmiare 400 milioni € a partire da prescrizioni appropriate e monitoraggio regionale

Tags: Piano Della Salute, Sanità, Massimo Russo, Farmaci



PALERMO - Non sarà un caso se il Piano della salute 2011-13 dedica un capitolo alle “Politiche del farmaco”, visto l’impegno economico sostenuto dall’Isola per la spesa farmaceutica, che relega la nostra regione tra le maglie nere a livello nazionale. Lo scorso 4 febbraio sulle pagine del QdS si riportava che “nella nostra regione la spesa farmaceutica territoriale lorda nel 2010 ha pesato per il 15,7% sulla spesa sanitaria regionale, sforando di due punti percentuali il tetto massimo del 13,3% fissato dal Governo nazionale, (…) e superando di circa quattro punti la percentuale media italiana ferma all’11,3%. Nell’anno appena trascorso, infatti, la spesa farmaceutica siciliana ha sfiorato il miliardo e 300 milioni di euro, ovvero circa il 15,7% degli 8 miliardi e 154 milioni di euro di spesa preventivata per la Sanità regionale. (…) Se invece la Regione siciliana fosse riuscita a mantenere la spesa farmaceutica nell’ordine del dell’11,3% sulla spesa sanitaria totale, secondo la percentuale media nazionale, avrebbe guadagnato qualcosa come 380 milioni di euro, cifra che non si discosta di molto dai 400 milioni di risparmio potenziale per l’Isola, che avevamo calcolato in una nostra precedente inchiesta sulla spesa farmaceutica sostenuta nel 2009, prendendo come riferimento la minore percentuale di spesa sostenuta dalla Toscana, un’altra regione benchmark nella Sanità”.

Insomma la Sicilia spreca 380 mln in farmaci rispetto ai consumi medi italiani. Per ridimensionare tale capitolo di spesa regionale “il corretto uso del farmaco”, dalla prescrizione, alla dispensazione e all’uso costituisce, come sostenuto nel Piano, “un obiettivo strategico dell‘ottimizzazione del livello di salute e di equità nell‘allocazione delle risorse”.
 


Registri Aifa, farmacovigilanza e lavoro di squadra negli ospedali
 
Nell’ambito degli interventi prioritari volti ad arginare il peso della spesa farmaceutica la Regione ha una funzione di indirizzo, verifica e vigilanza.
A tal fine si rende necessaria l’intensificazione di azioni quali: il monitoraggio dei consumi farmaceutici ospedalieri e territoriali, le verifiche sull‘appropriatezza prescrittiva mediante i Registri Aifa, l‘informazione indipendente sul farmaco, la farmacovigilanza e la sorveglianza sui dispositivi medici. Interessante nell’ambito delle aziende ospedaliere e ospedaliere universitarie la spinta al coinvolgimento, per l’organizzazione e l’operatività dei servizi di farmacia, della figura del farmacista, recenti studi hanno evidenziato che il farmacista sarebbe in grado di dimezzare gli errori legati alle terapie farmacologiche somministrate ai pazienti ricoverati (a proposito di riduzione degli errori clinici).
Un sistema di monitoraggio dei consumi, poi, non può prescindere da un adeguato sistema informatico le cui fonti deriveranno da strumenti quali la tessera sanitaria, nel caso della farmaceutica convenzionata. Le informazioni desunte da questo sistema serviranno al miglioramento dell‘appropriatezza prescrittiva, alla razionalizzazione della spesa e consentire il governo unitario del settore.
 


Farmaci generici: in Sicilia occorre implementarne l’uso
 
Altra azione d’intervento per contenere la spesa farmaceutica dell’Isola è l’implementazione della prescrizione dei farmaci generici, di cui in Sicilia si registra un ricorso ancora limitato. A tale scopo si “confida” nella sensibilizzazione verso tale direzione, come prescritto dalla legge, delle farmacie convenzionate sul territorio.
Altra azione di intervento è lo sviluppo della rete di farmacovigilanza. Benché l‘attività di farmacovigilanza sia stata potenziata in Sicilia, il tasso di segnalazione di sospette reazioni avverse a farmaci e vaccini è inferiore al valore medio nazionale specie se rapportato ai consumi.
Obiettivo della Regione è il rafforzamento di tale rete, attraverso il supporto tecnico-scientifico dei Centri di riferimento con sede presso le Università di Catania, Messina e Palermo al fine di raccogliere informazioni per aumentare la sicurezza per il paziente.
Non ultima azione di intervento prevista dal Piano sono le “Misure per l’appropriatezza delle prescrizioni” che prevedono la revisione e l’aggiornamento periodico del Prontuario terapeutico ospedaliero-territoriale regionale (Ptors), ossia lo strumento per selezionare sulla base di criteri di efficacia, sicurezza ed economicità i farmaci da utilizzare nelle strutture pubbliche e private accreditate del Ssr; ed ancora l’istituzione dell’Osservatorio regionale per i Registri Aifa, che servono a informare sui farmaci innovativi, i quali uniscono a grandi potenzialità diagnostiche e terapeutiche, scarse informazioni sulla sicurezza, un costo elevato e spesso anche un rilevante rischio di inappropriatezza prescrittiva. Ed ancora si prevedono interventi educazionali della singola Asp nei confronti della popolazione e corsi formativi accreditati rivolti alla classe medica. Nell’ambito delle attività istituzionali di programmazione territoriale occorre inoltre pianificare le seguenti attività: riattivazione dell’Osservatorio regionale per l’appropriatezza delle prescrizioni farmaceutiche, ed ancora progetti di collaborazione con i medici di medicina generale e pediatri di libera scelta.

Del resto, si apprende sempre dal Piano, che i costi sostenuti per medicinali e dispositivi medici assorbono un quinto circa delle risorse del fondo sanitario regionale. E’, quindi, indubbio che il governo della politica farmaceutica sia determinante, oltre che per la salute dei cittadini, anche per la sostenibilità complessiva della sanità regionale.
Conferma quanto appena detto, il cospicuo recupero di risorse ottenuto attraverso il conseguimento dell‘obiettivo di riduzione della spesa farmaceutica, in attuazione delle relative misure previste in materia dal Piano di rientro 2007/2009.

Permangono però delle criticità, che spiegano il perché della spesa ancora ingente e da cui scaturiscono gli obiettivi prioritari del Piano della Salute per farvi fronte. Tali criticità sono: l’incompleto sviluppo del sistema informativo per un adeguato governo regionale e locale; la limitata diffusione della cultura dell‘appropriatezza delle prescrizioni; il governo della domanda indotta dalle pressioni delle politiche settoriali di mercato; l’insufficiente informazione ai cittadini sul corretto uso del farmaco; la sottosegnalazione delle reazioni avverse da farmaci, soprattutto se paragonata con gli elevati consumi; e ancora la ridotta utilizzazione dei Registri di Monitoraggio.

Articolo pubblicato il 23 agosto 2011 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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