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Quotidiano di Sicilia

La Sicilia sempre fanalino di coda nella raccolta differenziata
di Rosario Battiato

Per il rapporto ‘08 sui rifiuti elettrici ed elettronici l’Isola è in quart’ultima posizione nella classifica. Solo il 25% degli isolani è servito da questo sistema contro la media del 78%

Tags: Rifiuti, Inquinamento



ROMA – Sulla differenziata, di qualsiasi genere sia, la Sicilia fa sempre una magra figura. L’ulteriore conferma è giunta dopo l’inizio del nuovo sistema di gestione dei rifiuti di apparecchiature elettroniche ed elettriche, i cui dati sono stati pubblicati nel “Rapporto Annuale 2008 sul sistema di ritiro e trattamento dei Rifiuti da Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche in Italia”, edito dal Centro di Coordinamento Raee e presentato a Roma lo scorso 7 luglio. “I dati contenuti nel Rapporto Annuale Raee 2008 – si legge in un comunicato diffuso dal centro di coordinamento - indicano come in Italia siano stati raccolti complessivamente 65.713.414 kg di Raee, con un picco nel mese di ottobre (11.047.455 kg). Nei mesi che vanno da ottobre alla fine dell’anno la crescita del sistema è esponenziale e la raccolta è pari a circa la metà del totale (30.986.029 kg) testimoniando l’impulso trasmesso dall’Accordo di Programma siglato con Anci”. Il trend soddisfacente non è però spalmato sull’intera penisola, ma graficamente registra i picchi della Lombardia, regione leader in assoluto con 16.629.070 kg di Raee, e le discese della Sicilia, 620.060, quart’ultima regione, pari ad una media pro-capite di 0,13 kg.
 
L’isola è surclassata anche dal Veneto (9.374.286 kg) e dal Piemonte (7.744.840 kg), facendo segnare inoltre un dato di partecipazione alla quota nazionale pari ad appena lo 0,9% del totale. Le motivazioni di questo divario sono da ricercarsi innanzitutto nella percentuale di isolani serviti dal nuovo sistema, che è pari al 25,7%, quindi ben poca cosa rispetto il 75,8% della media nazionale. Andando più nel dettaglio la classifica tutta siciliana delle nove province vede in testa Trapani, 26% della distribuzione dei centri di raccolta del suolo siciliano, e a seguire Agrigento (18%), Ragusa (13%), Palermo e Messina (10%), e a chiudere mestamente la classifica Caltanissetta e Catania (5%) ed Enna (3%). Il rapporto segnala anche le distinzioni all’interno dell’insieme da rifiuti elettrici ed elettronici, che distingue 5 raggruppamenti differenti: R1, apparecchiature refrigeranti, R2 elettrodomestici, R3, tv e monitor, R4, comprende diversi elementi tra cui l’elettronica di consumo e i piccolo elettrodomestici, ed R5, sorgenti luminose.
 
“Analizzando i dati per tipologia – si legge nel rapporto - ci si accorge di come in Sicilia, a prevalere siano gli elettrodomestici “grandi bianchi” (R2) con una raccolta totale di 246.930 kg, mentre i frigoriferi (R1) si classificano al secondo posto con 202.620 kg. In terza posizione gli R3 (Tv e monitor) con 120.052 kg mentre chiudono la classifica in quarta posizione con 59.458 kg gli R4 (apparecchi di illuminazione, piccoli elettrodomestici, elettronica di consumo e altro)”. Puntare su questo aspetto della raccolta differenziata è una priorità nazionale sancita in diversi documenti nazionali. Uno degli ultimi documenti, segnatamente un’indagine conoscitiva relativa alla produzione e alla gestione dei rifiuti presentata alla 13ª Commissione permanente del Senato, rilevava come uno degli elementi più importanti fosse “il coinvolgimento e la responsabilizzazione dei produttori di materiali elettrici ed elettronici, e la presenza di un sistema di tipo multiconsortile.”
 

 
Nonostante le direttive Ue nell’Isola la svolta è lontana
 
PALERMO - Seppur in palese ritardo l’Italia si è adeguata ad una direttiva europea del 2005 a proposito della raccolta differenziata e del recupero delle apparecchiature elettriche ed elettroniche. Dopo aver bypassato le prime tre scadenze fissate dall’Unione, il 13 agosto 2006, il 31 dicembre 2006 e il 30 giugno 2007, finalmente il 5 novembre 2007 è stato pubblicato il decreto n.185 del 25 settembre 2007 che attua la direttiva. Lo scorso luglio si è giunti ad un ulteriore passaggio: l’Anci e il centro di coordinamento Raee hanno firmato un accordo di programma che prevede il passaggio di competenze dai comuni ai produttori di apparecchiature elettriche ed elettroniche, che gestiranno attraverso i sistemi collettivi del centro di coordinamento Raee. Le premesse per ottimi risultati ci sono tutte.
“La presentazione di questo rapporto - ha dichiarato Giorgio Arienti, Presidente del CdC Raee - fotografa il 2008, l’anno della svolta, il primo di vera operatività, in seguito all’Accordo di Programma tra Anci e Centro di Coordinamento Raee (luglio ‘08), del nuovo sistema di gestione dei Raee”. Adesso è forse giunto il momento della svolta anche per l’isola (rb).

Articolo pubblicato il 11 luglio 2009 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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