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Messina - Quella scala mobile mai attivata
di Francesco Torre

Struttura in via Frumentario mai inaugurata perchè il Comune non ha soldi per addetti e sorveglianza. Tra le ipotesi la trasformazione dell’opera pubblica introducendo il servizio a gettoni

Tags: Messina



MESSINA - Scala mobile di via Peculio Frumentario. Costo totale dell’operazione 800 mila euro. Lavori cantierati nel 2003. Mai messa in funzione!

La vicenda è già nota. Noi del QdS ce ne siamo occupati per la prima volta quasi quattro anni fa, e da allora abbiamo periodicamente monitorato i microscopici passi in avanti dell’amministrazione comunale per dare vita a quest’ennesima incompiuta alla messinese che adesso però, rischia definitivamente di naufragare a causa dell’enorme peso economico che prevederebbe la sua gestione.

La struttura, come ricorderete, doveva essere inaugurata la scorsa estate. Questa era stata la promessa del sindaco Buzzanca e dell’assessore Capone. La Giunta, infatti, aveva messo a disposizione un anticipo di 300 mila euro per completare i lavori e bisognava solo procedere al collaudo dell’Ustif (Ufficio speciale trasporti e impianti fissi, la struttura ministeriale delegata appunto a sancire la messa in esercizio della scala).

In virtù di questo passaggio la gestione dell’opera pubblica era stata così affidata all’Atm, che aveva incaricato come direttore di esercizio un proprio dirigente, l’ingegnere Crisafulli, ma qui sorge il primo inghippo: per legge questa figura dovrebbe essere coperta da un tecnico abilitato, e a Crisafulli manca la qualifica specifica.

La cosa non è certo sfuggita all’Ustif che, di fatto, non ha ancora effettuato il collaudo. Ma fosse questo il problema più serio!
Come candidamente ammesso anche dall’assessore Capone, infatti, il Comune al momento non ha i soldi necessari a pagare il direttore di esercizio (30 mila euro l’anno), la sorveglianza e gli addetti.
Come se non fosse scontato sin dal momento della progettazione che la scala avesse bisogno di queste figure per essere messa in azione!

Pertanto l’ipotesi valutata dall’amministrazione pare essere quella di trasformare l’opera pubblica in una scala “a gettoni”, dove la vecchina che vuole evitare di farsi le rampe a piedi per non farsi venire un colpo dovrà sborsare un euro per avere il diritto di essere trasportata su dalla scala mobile.

Ci rendiamo facilmente conto di quanto la proposta sia bizzarra e anche offensiva. Così come ci rendiamo facilmente conto di quanto sia lampante l’errore dell’Atm nella nomina del direttore.
Ma di errori qui ne sono stati fatti tanti, da varie amministrazioni e su diversi livelli. Se questo è il quadro reale, la scala non verrà mai inaugurata. Ora, chi si prenderà la responsabilità di aver sprecato 800 mila euro e rovinato per sempre quell’area della città?

Articolo pubblicato il 26 agosto 2011 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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Uno spreco da 800 mila euro (ft)
Uno spreco da 800 mila euro (ft)


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