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Ars, piccoli tagli al vaglio del Consiglio di presidenza
di Raffaella Pessina

Il 6 settembre un ordine del giorno per il contenimento di alcuni costi. Ma il privilegio del ristorante di lusso, a cifre esigue, resta

Tags: Ars, Tagli, Francesco Cascio, Baldo Gucciardi, Giovanni Barbagallo



PALERMO - Sembra che anche all’Assemblea regionale siciliana si vogliano definitivamente tagliare i privilegi dei deputati. Al momento si tratta solo di proposte avanzate dal collegio dei Questori dell’Ars, proposte che verranno portate all’attenzione del prossimo Consiglio di Presidenza, convocato per martedì 6 settembre.

Queste le novità che potrebbero essere introdotte: abolizione del buono pasto di 9 euro per i deputati e gli ex parlamentari. Fino a 9 euro il costo veniva coperto dall’Assemblea, il resto del conto era a carico dell’onorevole. La voce nel bilancio dell’Ars dunque è variabile, a seconda della frequenza con cui i parlamentari si sono avvalsi del ristorante, accessibile solo ai deputati durante le sedute d’Aula. Se così fosse approvato, i deputati dovrebbero pagare di tasca propria il pasto consumato durante la permanenza nel Palazzo dei Normanni.

Proposta anche l’abolizione dell’indennità di aggiornamento culturale, assegno finora corrisposto agli ex componenti dell’Ars che non percepiscono il vitalizio. Sembra addirittura che vi sia un pacchetto di proposte ai tagli alla spesa elaborato dai funzionari dell’Assemblea su mandato della Presidenza.

Si predispone inoltre il raddoppio della quota mensile che ogni singolo deputato versa al fondo di solidarietà costituito per coprire la polizza assicurativa e sanitaria degli onorevoli. Ma gli interventi più consistenti riguardano ben altro: dal taglio dell’indennità alla riduzione del numero dei parlamentari. Si tratta comunque ancora di proposte, non c’è nulla di deciso.
La riduzione del numero dei deputati è fortemente voluta dal Pd, che in tempi addietro aveva presentato un ddl, a firma di Giovanni Barbagallo, su questo argomento. Oggi è Baldo Gucciardi ad appoggiare l’argomento: “Non c’è dubbio – dice Gucciardi – che occorre intervenire sul numero dei deputati per ridurlo e dobbiamo farlo con una apposita legge-voto e sui compensi che vanno ridotti”.

Tra le proposte anche l’abolizione dell’indennità corrisposta agli ex deputati che non percepiscono il vitalizio, assegnata sotto forma di aggiornamento culturale; lo scorso anno l’Ars aveva abolito questo benefit ai deputati in pensione, con un risparmio di circa 1 milione di euro.

Tutto rinviato quindi al prossimo 6 settembre, e non è detto che le proposte avanzate verranno tutte accolte. Da tempo il Quotidiano di Sicilia chiede di eliminare per il Parlamento Siciliano l’equiparazione al Senato, con un notevole risparmio che in questo periodo di crisi rappresenterebbe un esempio da parte della classe politica siciliana. Per la cronaca nel Bilancio interno dell’Ars per il 2011 per le indennità parlamentari è prevista una spesa di 13 milioni e 500 mila euro; 450.000 euro per le indennità di aggiornamento culturale, queste ultime sono una cifra davvero esigua e infine 870 mila euro per la caffeteria ed i servizi di ristoro. A parte i privilegi dei parlamentari, l’Ars e tutto il settore della politica risparmierebbe limitando altre spese, come ad esempio il costosissimo governo dei tecnici: 12 tecnici al posto di 12 dei 90 parlamentari. Si tratta di 12 stipendi ( e che stipendi!) in più.

Articolo pubblicato il 31 agosto 2011 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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