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Quotidiano di Sicilia

Ast senza carburante e a rischio stipendi
di Rosario Battiato

Da Palermo si attendono circa 35 milioni di euro, ma i trasporti pubblici locali dell’Isola mantengono un deficit di efficienza. Assopetroli e sindacati attaccano le gestione dell’Azienda, chiedendo l’intervento della Regione

Tags: Ast, Trasporti, Dario Lo Bosco, Emanuele Nicolosi, Giovanni Amico



PALERMO – Nell’ultimo taglio delle partecipate stabilito a Palermo l’Azienda siciliana trasporti si è salvata, ma le ultime notizie non lasciano intendere nulla di buono. Le recenti due frecce che hanno trafitto l’ormai lungamente percossa situazione dell’Ast, partecipata al 100 per cento della Regione siciliana, riguardano il paventato sciopero dei sindacati, che hanno già proclamato lo stato di agitazione a causa del mancato pagamento degli stipendi, e la fornitura di carburante, che pur non costituendo una novità assoluta, è stata ulteriormente segnalata anche dall’Assopetroli regionale in una nota dei giorni scorsi.

La situazione non è affatto nuova. Già da tempo l’allarme carburante costituisce un vero cruccio per la gestione dell’Ast. Adesso una nota di Assopetroli sottolinea ulteriormente lo stato gravissimo in cui versano le condizioni finanziarie dell’Aziende, che non può  più provvedere al pagamento del carburante. Appare chiaro come una società di trasporto pubblico urbano che non è in grado di pagare il carburante per i proprio mezzi deve davvero essere al collasso finanziario e gestionale. “L’Ast non paga i rifornimenti di carburante – spiega Luciano Parisi, Luciano Parisi, coordinatore regionale Assopetroli - e le aziende associate Assopetroli pagano, invece, le conseguenze. Probabilmente a causa del mancato finanziamento da parte della Regione dalla quale la nota azienda di trasporti vanta un credito per contributi di ricapitalizzazione, relativi al saldo dell’esercizio 2010 e l’acconto per il 2011, che ammontano a circa 35 milioni di euro”.

Tuttavia un’azienda che senza i contributi regionali non riesce a reggersi autonomamente (anche se ci sono delle coperture di servizio da garantire), nonostante lo sforzo compiuto negli ultimi anni in termini di gestione delle risorse e di razionalizzazione dei costi, deve, però, essere  rivoluzionata. Uno stato di cose che poi si riversa inevitabilmente sulle altre aziende che hanno rapporti commerciali con l’Ast. “Alcuni nostri imprenditori – ha scritto Luciano Parisi - segnalano e lamentano giustamente la mancanza totale di alcune fatture e pagamenti che ammontano a diversi milioni di euro arrecando un notevole danno economico e finanziario alle suddette aziende, specialmente nel momento di crisi che stiamo attraversando”.

Cifre diverse sono in mano ai sindacati, che, comunque lamentano le medesime difficoltà gestionali che “mettono a rischio – scrivono Filt-Cgil, Fit-Cisl, Uilt e Ugl – il pagamento dello stipendio di agosto” oltre a “ i rifornimenti di gasolio per i mezzi” e il “futuro dell’azienda e di tutti i posti di lavoro”. I milioni in credito dalla Regione sono 35, secondo i sindacati.

“Riteniamo intollerabile che l’Ast, pur essendo creditrice di quasi 35 milioni da parte della Regione - spiegano Amedeo Benigno, Franco Spanò, Giuseppe Governale e Giuseppe Scannella, rispettivamente segretari generali di Fit-Cisl, Filt-Cgil, Uilt e Ugl Sicilia - rischi di dover sospendere la propria attività per la continua carenza di liquidità che non consente, oltre al pagamento degli stipendi, anche delle somme maturate dai fornitori che non intendono più garantire la distribuzione di gasolio e delle attrezzature necessarie alla manutenzione dei mezzi”. L’appello dei sindacati e di Assopetroli è unanime: mamma Regione deve intervenire per “eliminare le difficoltà che impediscono l’erogazione delle somme all’Ast”.
 

 
Trasporti, il 6 settembre è sciopero. A Palermo bus fermi per 9 ore
 
ROMA - Nell’ambito dello sciopero generale proclamato per il 6 settembre dalla Cgil saranno “fermi per otto ore aerei, treni, bus, traghetti”. La Filt-Cgil spiega che “piloti, assistenti di volo e personale di terra degli aeroporti scioperano dalle 10 alle 18”, mentre è dalle 9 alle17 lo stop nel trasporto ferroviario e nelle attività di supporto come pulizia treni e ristorazione”. Inoltre “bus, metro, tram e ferrovie concesse si fermeranno per otto ore con modalità stabilite localmente e nel rispetto delle fasce di garanzia: a Roma e a Napoli dalle 9 alle 17; a Milano dalle 18 a fine turno; a Torino dalle 9 alle 12 e dalle 15 alle 18; a Bologna dalle 19 e 30 a fine turno; a Firenze dalle 16 a fine turno; a Palermo dalle 8 e 30 alle 17 e 30”.
Navi e traghetti “ritarderanno di otto ore le partenze” e “gli autisti di camion si fermeranno per tutto l’arco della giornata come il personale dell’Anas”. Saranno poi stabilite localmente anche le modalità dello stop di otto ore nei porti e nelle autostrade. Nel settore dei trasporti lo sciopero interesserà anche autonoleggio, soccorso autostradale, autoscuole, trasporti funebri e funivie.
 


L’intervista. Nicolosi: “Precisione dei trasferimenti, un ricordo”
 
CATANIA - “Non è un problema economico, ma di liquidità. Appena la Regione, credo nei prossimi giorni, accrediterà il dovuto, l’azienda salderà le fatture pregresse”. Il presidente dell’Ast, Dario Lo Bosco, è ottimista.
“L’Ast è sana - gli fa eco il direttore generale, Emanuele Nicolosi - ma ora è costretta a scontare perfino la mancanza dei contributi del 2010 e dell’acconto dell’anno in corso. Trentacinque milioni sono tanti”. Nelle scorse settimane, Nicolosi ha firmato una nota inviata, tra l’altro, al dipartimento regionale delle Finanze, con la quale ha sollecitato il pagamento delle spettanze arretrare, garantite dal contratto di servizio sul trasporto pubblico locale. Un’altra nota, dallo stesso tono, è stata firmata dal vice direttore generale, Giovanni  Amico. “
In passato - aggiunge Nicolosi - la Regione trasferiva le somme con estrema precisione, adesso non più. È chiaro che, di conseguenza, noi non siamo in grado di far fronte alla mole di uscite, dagli stipendi al pagamento delle forniture”.
E il flusso dei passeggeri?
“Guardi - risponde ancora il dg - rimane costante. la nostra clientela è soprattutto formata da pendolari e studenti che si servono dei nostri bus per trasferirsi per motivi di lavoro e di studio”.
Però l’Ast senza contributi non regge.
“Ricordo che senza contratto di servizio non possiamo garantire le stesse tariffe che pratichiamo e che sono basse”.

Antonio Casa

Articolo pubblicato il 31 agosto 2011 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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