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Quotidiano di Sicilia

Caro libri, la riforma scolastica comporterà aumento della spesa
di Francesca Pecorino

Il ministro Gelmini farà eseguire un monitoraggio negli istituti

Tags: Scuola, Libri



CATANIA – Tornate dalle vacanze, le famiglie italiane debbono confrontarsi con i problemi attinenti l’inizio dell’anno scolastico. Primo fra tutti, vi è quello dell’acquisto dei testi di studio per i figli, che costituisce un vero e proprio salasso per le tasche dei genitori.

La riforma del sistema scolastico, la modifica di molti dei programmi previgenti comporterà di sicuro un innalzamento della spesa media. Ma v’è di più con il Decreto n. 43 del 20 maggio 2011, il ministero dell’Istruzione, dell’università e della ricerca ha altresì espressamente previsto un aumento del tetto massimo di spesa per l’acquisto dei libri necessari per gli studenti delle scuole medie, del liceo classico, del liceo scientifico, nonché per gli allievi degli istituti tecnici del settore tecnologico e commerciale.

In percentuale, si tratterebbe di un rincaro che potrà andare dall’1,4 per cento (per esempio per il primo anno delle scuole medie e il quarto anno del liceo scientifico) fino ad arrivare al 37,5 per cento (aumento stimato per il secondo anno sempre del liceo scientifico).

Si tratta di tetti di spesa che nei valori (pensiamo agli € 305 dell’anno 2010/2011 contro gli € 315 dell’anno 2011/2012 per il primo anno di liceo classico) mal rappresentano l’esborso reale che  verrà sostenuto dai genitori e ciò, se solo si pensa al prezzo medio di un vocabolario di greco o di latino che si aggira intorno agli 80 euro. Non resterà, quindi, che arrangiarsi – laddove possibile – facendo ricorso ai mercatini dell’usato.

Il ministro Gelmini, proprio in questi giorni, ha espresso l’intenzione di far eseguire un monitoraggio negli istituti scolastici in modo da poter appurare se questi limiti di spesa sono stati sforati o meno. Si prevede, pertanto, una tolleranza massima che non potrà superare il 10 per cento, pena l’irrorazione di sanzioni che dovrebbero consistere nella riduzione del trasferimento dei fondi a queste scuole da parte dello stesso Ministero.

Da più parti, si paventa invero una maggiore diffusione del libro elettronico e l’incentivazione del cosiddetto comodato d’uso, sistemi che favorirebbero una riduzione dei costi a carico delle famiglie.
Ma si sa, è tutto un enorme business ed ecco che sfogliando le pagine dei siti su internet, ci si imbatte anche in quelli che consigliano ai genitori il prestito su misura per ovviare ad una spesa che non si può certo sostenere per intero e nell’immediato (magari per più figli) e ciò, proprio al ritorno dalle vacanze, quando i rincari interessano tanti settori e non solo quello scolastico.

Avv. Francesca Pecorino
collegio dei professionisti di Veroconsumo

Articolo pubblicato il 02 settembre 2011 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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