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Quotidiano di Sicilia

Il 90% dei contribuenti dichiara redditi sotto 35 mila euro l’anno
di Liliana Rosano

Nella nostra Isola l’imposta sul reddito è di 3.856 di euro in media per 1,8 milioni di paganti per un totale di 7 miliardi e 279 milioni di euro. Sopra i centomila euro solo l’uno per cento. I più alti sono i redditi da lavoro autonomo

Tags: Dichiarazione Dei Redditi



PALERMO – In un momento storico in cui sta per diventare certa la pubblicazione on line sui siti dei Comuni delle dichiarazioni dei redditi, risulta interessante continuare l’analisi dei dati  pubblicati nel Rapporto 2011 "Economia non osservata e flussi finanziari” a cura di un gruppo di lavoro presieduto da Enrico Giovannini (Istat). Martedi 23 agosto sul QdS è uscito un articolo dal titolo “Economia sommersa pari al 17,5% del Pil”. Adesso passiamo all’analisi delle caratteristiche dei contribuenti.
A parlare di differenze tra Nord e Sud sono i numeri sul reddito. Infatti, se la Lombardia è la regione con il reddito medio più alto, 22.544 euro, la Sicilia si posiziona tra le regioni con il reddito più basso (15.126). Lo rende noto il Rapporto sull’economia sommersa che è stato pubblicato su dati del ministero dell’Economia e delle Finanze.

Se nel Lazio è stata pagata l’imposta netta maggiore (5.744 euro), in Sicilia i numeri sono decisamente più bassi. Si parla infatti di circa 3.856 euro. Nello stesso Rapporto, si analizzano le caratteristiche dei contribuenti  sull’imposta di reddito in Italia, che sono 41.802.902 persone fisiche e 1.021.218 società di persone. Sono, invece, 1.030.161 le società di capitali soggette ad Ires.  

Analizzando la distribuzione per classi di reddito complessivo, dei 41,8 milioni di contribuenti Ire, si nota che circa la metà di essi dichiara redditi inferiori a 15.000 euro annui ed il 40 per cento dichiara redditi tra 15.000 e 35.000 euro. Ne deriva, quindi, che circa il 90 per cento dei contribuenti dichiara redditi inferiori a 35.000 euro annui.

Solo l’1 per cento dei contribuenti dichiara redditi superiori a 100.000 euro. Passando a considerare l’imposta dichiarata, l’analisi per fasce di reddito evidenzia la forte progressività dell’Ire: anzitutto, un quarto dei soggetti non risulta assoggettato a tassazione a causa del basso reddito o perché le detrazioni superano l’imposta dovuta. Inoltre, i contribuenti con meno di 15.000 euro di reddito versano solo il 6 per cento del totale Ire, mentre, all’opposto, i contribuenti con un reddito complessivo oltre i 35.000 euro (9,6 per cento dei dichiaranti) versano il 52 per cento dell’imposta.

Riguardo ai principali tipi di reddito dichiarati quelli da lavoro dipendente, d’impresa e da partecipazione hanno un valore medio simile tra loro ed in linea con il reddito medio generale, mentre più basso è l’ammontare medio dei redditi da pensione; i redditi da lavoro autonomo, infine, sono i maggiori in valore medio.
 


Tra i titolari di partita Iva i più poveri sono gli agricoltori
 
Restringendo l’analisi ai 4 milioni di persone fisiche titolari di partita Iva, si evidenzia, nella distribuzione per classi di reddito complessivo, una maggior frequenza nelle classi agli estremi: il 51 per cento dei contribuenti è al di sotto di 15.000 Euro ed il 19 per cento oltre i 35.000: di conseguenza, la classe intermedia raccoglie “solo” il 30 per cento di dichiarazioni.
Più in dettaglio, scindendo tale categoria di contribuenti nelle sue tre componenti, si nota che, tra gli imprenditori, il 13 per cento dichiara tra 35.000 e 100.000 euro annui ed appena l’1,5 per cento più di 100.000. Per i professionisti le omologhe classi comprendono, rispettivamente, il 38 per cento e l’11 per cento dei contribuenti. Notevolmente più contenuti i valori dichiarati dagli agricoltori: il 73 per cento dichiara non più di 15.000 Euro e meno dell’1 per cento oltre 100.000.
 

 
In Sicilia il reddito d’impresa ammonta a 2 miliardi e 785 milioni di euro
 
Solo il 5,6 % delle societa’ di capitali ed enti commerciali è ubicato in Sicilia. Lo rende notoil Rapporto sull’economia sommersa. Le società di capitali ed enti commerciali sono ubicate principalmente in Lombardia (21 per cento), Lazio (14 per cento), Veneto ed Emilia-Romagna; la forma giuridica di societa’ a responsabilit’ limitata è assolutamente predominante, rappresentando l’86 per cento del totale, seguita dalle società cooperative con il 7 per cento. In Sicilia, rende noto il Rapporto, sono 57.939 le dichiarazioni presentate mentre  il reddito d’impresa ammonta a 2 miliardi e 785 milioni di euro.. mentre la perdita d’impresa calcolata è di oltre 1 miliardo. L’analisi per attività economica evidenzia che la metà delle società opera in tre settori: commerciale (19 per cento), edilizio (18 per cento) e manifatturiero (14 per cento). L’analisi reddituale rivela che il 60 per cento delle società dichiara un reddito fiscale (in media di 275.370 Euro) ed il 35 per cento una perdita (132.000 Euro in media).  Soffermandosi sul volume d’affari , le società di capitali mostrano livelli piuttosto contenuti, dato che il 68 per cento di esse dichiara non oltre 500 mila euro e solo il 4,3 per cento oltrepassa i 7 milioni di Euro.
 


Professionisti. Il 20% dichiara reddito sopra 75.378 euro
 
Operando un’analisi per decili dei contribuenti - sempre in base ai dati pubblicati dal Rapporto sull’economia sommersa - ordinati in base a valori crescenti di reddito complessivo si può notare che, per il totale dei contribuenti, il 40 per cento dei soggetti dichiara redditi inferiori a 11.946 euro e l’ultimo decile detiene un terzo del reddito complessivo.
Analizzando singolarmente la categoria degli imprenditori, la quota percentuale del reddito complessivo della categoria detenuta dall’ultimo decile sale al 37,3 per cento; la stessa quota risulta ulteriormente in crescita per i professionisti (38,8 per cento) e per gli agricoltori (42,2 per cento). Si può notare inoltre che il 20 per cento dei professionisti dichiara un reddito complessivo superiore a 75.378 Euro.

Articolo pubblicato il 03 settembre 2011 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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