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Quotidiano di Sicilia

Ars: Consiglio presidenza abroghi la l.r. 44/1965
di Raffaella Pessina

Oggi si svolge l’annunciato incontro per ridurre i costi della politica. Il taglio da fare subito: stop all’equiparazione al Senato

Tags: Ars, Francesco Cascio, Tagli, Politica



PALERMO - Questa mattina riprende parzialmente l’attività a Palazzo dei Normanni. Infatti è convocato per oggi l’ufficio di Presidenza per deliberare sulle proposte avanzate dai questori dell’Ars e predisposte dai funzionari. Alla luce dei provvedimenti nazionali sui tagli ai costi della politica infatti la Sicilia intende adeguarsi.

Fra i provvedimenti più importanti vi è la riduzione dei parlamentari, prevista peraltro dalla legge nazionale. La mancata applicazione della riduzione comporterebbe il mancato trasferimento del fondo di perequazione. La manovra nazionale comunque dovrebbe essere approvata giovedì, quindi fino all’ultimo l’Ufficio di Presidenza Ars dovrebbe attendere prima di prendere decisioni di qualsiasi tipo. Oggi infatti è prevista la relazione dei funzionari e il programma di calendarizzazione del Ddl sulla riduzione del numero dei dpeutati, che dovrebbe passare prima di tutto dalla Commissione Affari istituzionali.
 
Infatti esiste già un ddl che prevede una riduzione da 90 a 70, ma anche questo sarebbe stato aggiornato, con una ulteriore riduzione a 50 parlamentari per tutta la Sicilia. Oggi dovrebbero essere ratificati altri provvedimenti su riduzioni o addirittura eliminazioni di privilegi fin qui mantenuti dai parlamentari: a cominciare dal buono pasto, alle indennità riconosciute agli ex parlamentari regionali per aggiornamenti culturali (per un ammontare complessivo di circa 7 milioni di euro all’anno).

A proposito di queste riduzioni, si era espresso chiaramente il presidente dell’Ars Francesco Cascio del Pdl, nel corso della cerimonia del ventaglio ai primi del mese di agosto. Cascio  aveva sottolineato come la strada, che aveva intrapreso dall’inizio della legislatura, per ridurre i costi della politica a Palazzo dei Normanni dovesse procedere senza indugi.

Questa mattina si discuterà anche della riduzione dei compensi dei deputati regionali ma soprattutto delle indennità che vengono corrisposte ai presidenti di Commissione e ai componenti proprio dell’ufficio di Presidenza. Voci di corridoio parlano di parlamentari che vogliono convincere il presidente dell’Ars a rivolgersi alla Consulta per appellarsi al diritto statutario di stabilire autonomamente i propri compensi, ma a questo punto dovrebbe venir meno la applicazione della legge di equiparazione dei parlamentari dell’Ars a quelli del Senato della Repubblica, legge alla quale si è agganciato il Parlamento di Palazzo dei Normanni fin dal 1965.

Intanto ieri l’assessore all’economia Gaetano Armao ha partecipato a Roma  ad un incontro con i capigruppo del Senato delle Regioni insieme a Province e Comuni. Armao ha sollecitato una revisione dei tagli alle autonomie locali per attenuare l’impatto negativo sui servizi ai cittadini e sugli investimenti. “Il Parlamento  - ha dichiarato Armao - abbia il coraggio di privilegiare i cittadini onesti rispetto agli evasori ingrassati dallo scudo fiscale quasi tutti residenti nel nord Italia, che hanno approfittato pagando solo il 5% di tributo (in Germania o nel Regno Unito si paga il quadruplo), quasi un quinto di quel che paga il più povero dei contribuenti italiani su quello che porta a casa col suo lavoro”.

Articolo pubblicato il 06 settembre 2011 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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