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Registro tumori di Caltanissetta, un progetto mai decollato
di Liliana Blanco

Sono trascorsi 20 mesi e tutto tace. La Provincia regionale nissena aveva finanziato parte dell’iniziativa con 180mila euro. Non ha dato ancora risultati e non è citato nemmeno nella mappa dei registri tumori d’Italia

Tags: Registro Tumori, Sanità



CALTANISSETTA - Nel dicembre 2009 è stato presentato alla Provincia  regionale di Caltanissetta, il progetto sull’istituzione del Registro tumori. Si tratta della convenzione che l’ente ha stipulato con l’Asp di Ragusa che è capofila dell’Associazione Temporanea di Scopo (ATS) costituita con il “Registro Tumori Integrato delle Province di Catania, Messina, Siracusa ed Enna” (con sede in Catania), con il Consorzio “Projects & Services Group” (con sede in Mussomeli) e con il “Parco Scientifico e Tecnologico della Sicilia (con sede in Palermo). La convenzione triennale era finalizzata alla realizzazione del progetto denominato “Conoscere per prevenire. Conoscere per curare. Registrazione dei rumori e stili di vita positivi nella provincia di Caltanissetta”. La Provincia è  intervenuta con un finanziamento annuo di 180 mila euro, per un totale di spesa di 540 mila euro.
 
C’era l’esigenza di capire cause, natura e incidenza delle patologie oncologiche, specie in determinate aree del territorio, e adesso sarà possibile farlo con un complesso sistema sinergico per il quale ringraziamo soprattutto le Asp di Ragusa e Caltanissetta, con cui poniamo fine a questa lunga attesa”. Tre le novità contemplate dal progetto – aveva detto l’assessore ai servizi sociali Gianluca Micciché – quella di rendere pubblici i dati raccolti ed elaborati, attraverso apposite campagne di comunicazione con il coinvolgimento generale di tutti i soggetti che a base territoriale si occupano a vario titolo di questa problematica, mentre i dati potranno essere interscambiati tra le cinque province siciliane coinvolte dal Registro”. Da allora sono passati 20 mesi e tutto tace l’associazione di volontariato presieduta da Silvio Liasciandra fa una riflessione, piuttosto amara, sul Registro Tumori.

“Sono passati quasi due anni dal giorno in cui si è svolta la prima riunione per il progetto di attivazione del Registro Tumori nel nostro territorio, nella quale erano presenti l’Assessore alle Politiche Sociali della Provincia Regionale di Caltanissetta Gianluca Miccichè, il Direttore dell’ASP di Ragusa e il Direttore dell’ASP di Caltanissetta, oltre ai rappresentanti del Registro Tumori Integrato di Catania, Messina, Siracusa ed Enna, con un finanziamento dalla Provincia di Caltanissetta, mediante una convenzione con l’ASP di Ragusa per un periodo di tre anni, con un primo flusso dati che doveva essere reso pubblico entro la fine dell’anno 2010, ma siamo arrivati alla fine di Luglio 2011 e noi siamo ancora qui ad aspettare.
 
Ma allora che fine ha fatto il Registro Tumori della nostra Provincia? A prescindere che nei confronti della gestione del Registro Tumori sono stato sempre scettico, - afferma ancora Liasciandra - anche per l’assenza di controlli esterni su quei tecnici che dovrebbero controllare l’andamento ma soprattutto la veridicità dei dati per il Registro Tumori, visto che alcuni degli addetti ai lavori in pensione non sono stati sostituiti per ragioni di risparmio. E se tutto questo è un modo per fare aspettare ulteriormente ed inutilmente i cittadini gelesi, che già di loro sono indignati e sconcertati per il nuovo piano di rientro sanitario, beh, allora possono andare tutti a casa, a partire dall’Assessore Massimo Russo, che non ha ancora risposto ad una richiesta d’incontro con una delegazione dell’Associazione “Corsa per la Vita”, per parlare di alcuni punti di fondamentale importanza per una città gelese di 78.000 abitanti che combatte da più di 50 anni molte patologie tumorali senza l’aiuto delle istituzioni regionali.
 
A casa anche il presidente della Regione Sicilia, Raffaele Lombardo, colui che durante la campagna elettorale per le elezioni all’Ars non fece mai cenno della finanziaria sanitaria tutta lacrime e sangue, a casa anche quella maggioranza che Lombardo si ostina ancora a chiamare di centrosinistra, ma che governa con il pugno di ferro da centrodestra, il più brutto Governo che la Sicilia abbia mai avuto dalla fine del dopoguerra”.

Silvio Liasciandra critica il disimpegno e l’indifferenza della classe politica gelese, gli fa eco il presidente del comitato pro Polo oncologico Maurizio Cirignotta che da anni segue le vicissitudini di una struttura ancora all’alba e lontana dalla realizzazione.
 

 
Registro tumori. Cosa è e come funziona esattamente
 
Il registro tumori è un documento sanitario in cui si raccolgono i dati provenienti da un territorio circoscritto su questo tipo di patologia. In Sicilia ce ne sono 3; quello del territorio di Messina, Catania e Siracusa; quello di Ragusa, Palermo e l’ultimo nato, quello di Caltanissetta che non ha dato ancora risultati; non è citato nella mappa dei registri tumori dell’Italia.
A seguito della diagnosi di un tumore, il medico curante o il personale dell’ospedale registra gli aspetti della malattia che si trovano nelle cartelle cliniche dei pazienti, nelle schede che vengono compilate al momento delle dimissioni dall’ospedale, negli archivi delle anatomie patologiche che eseguono gli esami di laboratorio e nelle schede di morte. I medici curanti e gli ospedali sono autorizzati dai servizi sanitari regionali a veicolare queste informazioni ai registri tumori locali. Questa procedura viene seguita per tutti i pazienti di ogni età, bambini compresi.
Grazie a questa raccolta dati, il Registro tumori ricostruisce la storia dei casi in un sito geograficamente identificata che viene aggiornata in caso di guarigione.
La registrazione è il modo per sapere quante persone residenti in un  territorio sono malate  e di che tipo di tumore si tratti in modo da studiarne le cause ambientali.

Articolo pubblicato il 07 settembre 2011 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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