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Il Ponte sullo Stretto non si ferma, tocca al progetto
di Antonio Casa

Cominciato ieri il procedimento finalizzato alla dichiarazione di pubblica utilità del progetto definitivo, a fine iter via agli espropri. Entro fine mese la Società Ponte sullo Stretto inoltrerà il progetto al ministero dell’Infrastrutture

Tags: Ponte Sullo Stretto, Pietro Ciucci, Messina, Altero Matteoli



ROMA  - Il Ponte sullo Stretto continua la sua lenta marcia. Proprio ieri, in linea con la tempistica programmata, ha preso avvio il procedimento finalizzato alla dichiarazione di pubblica utilità del progetto definitivo del ponte sullo Stretto di Messina con la pubblicazione del progetto degli espropri e del relativo avviso per il pubblico. La procedura sarà svolta, secondo i termini di legge, dal contraente generale Eurolink in nome e per conto della società Stretto di Messina.

Presenti, quindi, gli elaborati espropriativi che saranno a disposizione del pubblico per 60 giorni presso le seguenti sedi: Messina - Uffici Eurolink Contrada di Dio, Frazione Sant’Agata; Villa San Giovanni - Uffici predisposti da Eurolink presso il Grand Hotel De La Ville; Catanzaro - sede della Regione Calabria, Dipartimento Politiche dell’Ambiente Ufficio VIA; Palermo - sede della Regione Siciliana, Dipartimento Regionale dell’Ambiente, Servizio VAS/VIA. L’avviso relativo alla comunicazione di avvio della procedura contiene le indicazioni dettagliate sulle modalità con cui gli interessati potranno prendere visione degli elaborati espropriativi. Nell’ottica di una diffusione quanto più ampia possibile e per agevolare la consultazione da parte del pubblico gli elaborati ed il relativo avviso, saranno pubblicati anche sul sito Internet del contraente generale Eurolink. Sul nodo espropri è intervenuto anche Pietro Ciucci, ad della Stretto di Messina, ribadendo gli accordi firmati nei mesi scorsi dalla società e da Eurolink con i Comuni di Messina e di Villa San Giovanni e le associazioni di categoria sulle procedure e metodologie da adottare per la determinazione delle indennità.
 
“La Stretto di Messina - ha spiegato Ciucci - ha sempre dedicato grande attenzione alla definizione delle migliori procedure da applicare agli espropri”. In tal senso, ha proseguito l’ad della società, “in piena intesa con il territorio abbiamo voluto mettere a disposizione degli espropriandi su entrambe le coste un percorso chiaro, trasparente, agevolato e vigilato. Con anticipo, rispetto all’approvazione da parte del Cipe del progetto definitivo e la conseguente dichiarazione di pubblica utilità che darà avvio agli espropri, abbiamo individuato un percorso che privilegia la mediazione ed il confronto fra le parti per raggiungere accordi consensuali con ciascuno espropriato. Il tutto dovrà essere finalizzato ad una tempestiva individuazione del giusto indennizzo in tempi congrui per trovare altre soluzioni abitative o produttive”.

I tempi per chiudere la vicenda cominciano ad essere più chiari. Entro la fine del mese di settembre la Stretto di Messina inoltrerà il progetto definitivo al ministero delle Infrastrutture e a tutte le Amministrazioni ed Enti centrali e locali che dovranno esprimere il proprio parere di competenza nell’ambito della Conferenza di servizi. Successivamente il ministero potrà convocare e aprire la conferenza di servizi che dovrà concludersi entro 60 giorni. A seguito di ciò, la struttura tecnica di missione del ministero dovrà completare l’istruttoria sul progetto definitivo per trasmetterla al Cipe. Con l’approvazione del Cipe del progetto definitivo e la conseguente dichiarazione di pubblica utilità, prenderanno avvio gli espropri.
 


Corridoio 1, Matteoli: “Governo punta sull’asse Berlino-Palermo”
 
ROMA - “Il governo ha sempre considerato prioritario il Corridoio europeo 1 Berlino-Palermo e mai si è discostato da questa impostazione. Per scongiurare l’avverarsi dell’ipotesi di una sua modifica, ventilata in ambienti Ue, già sono stati fatti i passi opportuni ed altri si faranno se necessari”. Così il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Altero Matteoli per il quale “sorprendono, quindi, le incredibili dichiarazioni attribuite al vicepresidente della Commissione Ue, Antonio Tajani, che, qualora confermate, sarebbero frutto di una preoccupante ed ingiustificata disinformazione sul delicato dossier europeo”. Matteoli fa riferimento ad un’intervista a Tajani, pubblicata oggi da “La Sicilia”.
La polemica sull’asse che l’Ue dovrà privilegiare nei futuri investimenti infrastrutturali resta, quindi, ancora completamente in bilico. Nelle scorse settimane commenti di diversi esponenti istituzionali europei avevano rinviato la discussione sul futuro del Corridoio 1.

Articolo pubblicato il 09 settembre 2011 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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