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Merssina - A Taormina mosaici dimenticati e maltrattati
di Massimo Mobilia

Da tempo sono off-limits per i visitatori, rovinati dai detriti e oscurati da sporcizia e sterpaglie. Sono le antiche opere di epoca romana che sorgono sul territorio taorminese

Tags: Taormina, Turismo, Marcello Muscolino



TAORMINA (ME) – Se ne stanno chiusi lì, in attesa che qualcuno, tra i tanti turisti che affollano le strade di Taormina, li noti e di loro riesca almeno a portare via un ricordo fotografico, sbiadito, per la verità, dal degrado in cui si trovano e dalle grate dei cancelli. Sono gli antichi mosaici di epoca romana, preziosissimi tesori incastonati in quel panorama archeologico taorminese più unico che raro che ha nel Teatro Antico il suo apice splendore, ma che si dispiega poi nel resto della città in tantissimi variegati reperti, alcuni dei quali perfino dimenticati.

È il caso di questi mosaici che sorgono in due angoli del centro storico, l’uno nella salita della Badia Vecchia e l’altro nella salita Santippo, traverse a ridosso del Corso Umberto, il salotto buono della città. In passato erano stati salvaguardati in una sorta di cortili circondati da muretti in pietra e visitabili attraverso dei cancelletti in ferro. Si tratta di antiche pavimentazioni romane che, come da tradizione, si caratterizzavano con figure disegnate secondo la tecnica del mosaico, soprattutto in prossimità di fonti termali e acquedotti, come quello costruito nei sotterranei di Taormina.

Da tempo però questi resti sono off-limits ai visitatori ai quali, trovandosi di fronte ai cancelli sbarrati, non resta far altro che sbirciarli dall’esterno. E non è comunque un bel vedere, visto che le decorazioni sono ormai rovinate dai detriti e l’incuria del tempo ha permesso alle sterpaglie di crescere liberamente. Per non parlare dei cattivi odori che fuoriescono dai cortili stessi, dato che allo stato attuale si prestano bene come latrine pubbliche, o vespasiani (tanto per restare in epoca romana).

L’amministrazione comunale è a conoscenza del problema, tanto che già nel 2009 l’assessore ai Lavori pubblici, Marcello Muscolino, insieme agli uffici preposti, aveva inserito la pulizia dei mosaici tra gli interventi urgenti di recupero di alcuni siti storici cittadini, utilizzando le risorse provenienti dai ticket d’ingresso del Teatro Antico, gestiti dalla Regione ma di cui il 30% spetta per diritto di convenzione al Comune. Idea ribadita qualche mese fa anche dall’assessore alla Cultura, Antonella Garipoli. Secondo Palazzo dei Giurati però, queste somme a Taormina non sarebbero mai arrivate e si aspettano ancora quote pregresse per circa un milione e mezzo di euro. Gli amministratori si fanno così scudo da qualsiasi responsabilità dichiarandosi “con le mani legate se non arrivano le risorse”, ma anche la Sovrintendenza dovrebbe dare qualche risposta.

Quello dei mosaici romani non è un caso isolato: sono tanti, infatti, i siti di particolare pregio storico a Taormina che si trovano chiusi al pubblico, inagibili o semplicemente abbandonati. Solo qualche settimana fa avevamo denunciato la situazione del Castel Tauro, chiuso da oltre un decennio senza che la Regione abbia mosso un dito per metterlo in sicurezza e poterlo ridare al pubblico. Ma la lista è lunga e gli altri siti chiusi non passeranno inosservati ai nostri occhi, così come a quelli dei turisti.

Articolo pubblicato il 13 settembre 2011 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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I mosaici di salita Santippo (mm)
I mosaici di salita Santippo (mm)
I mosaici della Badia Vecchia (mm)
I mosaici della Badia Vecchia (mm)


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