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Obiettivi Ue: l’Italia può farcela. La Sicilia deve crescere ancora
di Antonio Casa

L’Isola è ancora dipendente dal termoelettico, ma si vedono segnali interessanti dal fotovoltaico. Secondo il sottogretario Saglia il Belpaese sarebbe in linea per la scadenza 2020

Tags: Energia, Unione Europea



PALERMO – Il 2020 non è poi così lontano. La data di scadenza prevista per il raggiungimento degli obiettivi europei del 17% sulla produzione di energia da fonti rinnovabili si avvicina. A fornire una buona prospettiva sul futuro energetico nazionale ci ha pensato Stefano Saglia, sottosegretario al ministero per lo Sviluppo economico, che dalla Fiera del Levante ha confermato il possibile raggiungimento della richiesta dell’Ue. Merito del boom del fotovoltaico e dei progetti di sviluppo per le fonti rinnovabili nel Meridione. La Sicilia, intanto, continua a crescere sul fronte fotovoltaico, anche se il vento resta la fonte indiscutibilmente più preponderante, ma la dipendenza dalle fonti non rinnovabili è ancora evidente.

Sono passati pochi mesi dall’approvazione del Quarto Conto Energia, dopo le ben note polemiche tra governo e associazioni del settore sui contributi. Placate le acque, nei giorni scorsi è tornato a parlare Stefano Saglia, in occasione della “V giornata dell’Energia Pulita”, ospitata nel tradizionale appuntamento di fine estate della Fiera del Levante di Bari. L’Italia, secondo il sottosegretario, sarebbe perfettamente in linea con le richieste Ue che dovranno essere soddisfatte entro il 2020. Tra le maggiori spinte a questa corsa italiana alle rinnovabili ritroviamo, secondo Saglia, il boom del fotovoltaico e il Quarto Conto Energia che ha stimolato, tramite incentivi mirati, l’efficienza tecnologica. In termini di azione territoriale farà la differenza anche il miliardo e 18 milioni che impegna governo e regioni dell’obiettivo convergenza in progetti di sviluppo per le fonti rinnovabili nel meridione. Per il futuro previste linee di intervento sulla promozione della ricerca e dello sviluppo per l’intero settore, azione che dovrà necessariamente passare dalle agevolazioni agli imprenditori che vogliono investire anche attraverso l’abbattimento delle barriere burocratiche che ostacolano il corretto sviluppo del settore.

Gli investimenti cominciano a dare risultati anche al Sud. La Puglia può vantare 1.729 megawatt installati nel fotovoltaico ed è seconda nell’eolico. Eolo resta di casa in Sicilia, visto che l’Isola è stata incoronata come regina nazionale, seguita dalla Puglia, dalla Campania, dalla Calabria e dalla Sardegna. Al 5 maggio scorso, dati del Gestore dei servizi energetici, la Sicilia poteva contare su 10.945 impianti, a fronte di 29.693 della Lombardia e 27.293 del Veneto e su un totale nazionale di 200.263. Tuttavia questo slancio rinnovabile non deve far dimenticare che nell’Isola, oltre la predominanza dell’eolico sulle rinnovabili col 90% circa della produzione totale, il termoelettrico continua a  coprire il 91,7% della produzione.

Articolo pubblicato il 15 settembre 2011 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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