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Servizio sanitario regionale, la Sicilia riduce il deficit
di Stiben Mesa Paniagua

Secondo quanto viene sottolineato nella Relazione sulla situazione economica della Regione siciliana 2010. Pur continuando a registrare un risultato di gestione strutturale in passivo, l’Isola migliora

Tags: Sanità, Deficit, Regione Siciliana



PALERMO – Il sistema sanitario nell’Isola continua ad avere numerosi problemi, tuttavia, ci sono alcuni dati positivi che fanno ben sperare. Questo almeno è quanto viene sottolineato nella Relazione sulla situazione economica della Regione siciliana 2010. Se da un lato il terziario si trova in una situazione pressoché stagnante, il discorso è molto più complesso per il sistema sanitario.

L’approfondimento “La sfida del miglioramento del sistema sanitario siciliano” a cura del Prof. Emmanuele Pavolini, contenuto all’interno del documento, evidenza come gli sforzi per risanare il sistema stiano portando alcuni frutto. L’analisi, tuttavia, è molto onesta nel riconoscere l’attuale gap della Sicilia, se paragonata con altre Regioni italiane.

Riportando alcuni indicatori di funzionamento dei Ssr (Sistema sanitario regionale), e paragonando la situazione siciliana nel 2009 con quella delle Regioni del Centro-Nord, vengono confermate “le difficoltà in cui si trova il Ssr siciliano: le degenze ospedaliere preoperatorie tendono ad essere più lunghe, vi sono chiari segnali di inappropriatezza (legati ad un eccessivo ricorso a parti cesarei, ad alti tassi di ospedalizzazione, etc.), i servizi socio-sanitari territoriali, quali ad esempio l’Adi (l’assistenza domiciliare integrata per persone con problemi di salute), stentano ad affermarsi, così come si registra una certa tendenza dei siciliani a farsi curare fuori regione (il rapporto fra mobilità attiva e passiva esprime proprio questo concetto: quanto più il valore è inferiore ad 1, tanto più il Ssr siciliano perde pazienti)”.
 
Insomma ancora un quadro poco roseo.
I frutti dello sforzo della Regione sono da ricercare, soprattutto, nell’ambito finanziario. A cominciare dall’applicazione del cosiddetto “Piano di rientro”: attraverso questo strumento le Regioni con deficit sanitari strutturali ed il Governo nazionale stabiliscono obiettivi e azioni strategiche finalizzate al recupero dell’equilibrio finanziario e alla rimozione delle determinanti strutturali del disequilibrio. L’Isola è fra le poche Regioni sottoposte a Piano che non è stata commissariata. L’impegno della Sicilia, assunto a partire dal 2007, riguarda l’implementazione e il miglioramento del Ssr.

Il dato più importante per l’Isola, come ricorda l’approfondimento, riguarda l’esito positivo nella riduzione del deficit sanitario, miglioramento che sembra assumere un carattere strutturale. Infatti, la Regione pur continuando a far registrare un risultato di gestione strutturale in deficit, ha in realtà ridotto di circa i due terzi tale deficit rispetto al 2007. “Nelle altre Regioni sottoposte a Piano di rientro – specifica la relazione – il risultato è stato molto meno soddisfacente: addirittura il 2009 ha fatto registrare un aumento del 16.2 per cento del deficit rispetto al 2007. Il risultato di gestione strutturale del Ssr siciliano per il 2009 è stato poi coperto grazie ai vari meccanismi previsti dal Piano di rientro (aumento imposizione fiscale regionale, accesso a fondi specifici del Ministero, etc.). Ciò ha permesso alla Sicilia di risultare in attivo, una volta che tali coperture sono considerate appropriate, conseguendo saldi più positivi rispetto alle altre Regioni sottoposte a Piano di rientro dal 2007”.

Articolo pubblicato il 17 settembre 2011 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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