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Infrastrutture: ecco le autostrade del mare
di Rosario Battiato

Secondo uno studio di Rete Autostrade Mediterranee l’ecobonus ha coinvolto i porti di Catania, Messina e Palermo. In tre anni risparmio ambientale e sociale di circa 411 milioni di euro

Tags: Trasporti, Infrastrutture, Autostrade Del Mare, Catania, Palermo, Messina



ROMA  - Infrastrutture e ambiente sono due ambiti ormai profondamente correlati, soprattutto quando parliamo delle cosiddette  “vie del mare” per trasportare le merci da un punto all’altro della Penisola e del Mediterraneo. Le autostrade del mare sono uno strumento efficacissimo per ridurre l’impatto inquinante del trasporto su gomma con vantaggi economici di grandissimo rilievo. Tra il 2007 e il 2009 il risparmio in termini sociali e ambientali è stato di 411 milioni di euro. Lo ha rivelato l’Ansa che diffuso in anteprima i dati del dossieri di ReteAutostrade Mediterranee (Ram Spa), la società del ministero dell’Economia, che opera per la diffusione di una rete di trasporti marittimi.

L’ultima bagarre infrastrutturale scoppiata in casa Sicilia riguarda il futuro del corridoio 1, l’asse di comunicazione che dovrebbe collegare Palermo e Berlino, e che verrebbe inserito in un ambito  integato con le autostrade del mare. Il rischio che l’Ue decida di privilegiare un altro percorso che congiungerebbe il profondo nord con Malta passando per Bari, sarebbe un gravissimo danno per la Sicilia e per l’Italia, sia in termini di finanziamenti già in corso e in prospettiva, come il Ponte sullo Stretto, ma anche, e principalmente nell’ottica della sostenibilità ambientale.

Le autostrade del mare sono stata definite con la Decisione 884/2004 del Parlamento Europeo e del Consiglio del 29 aprile 2004 (che modifica 1692/96), dove all’Articolo 12 bis, così come pubblicato sulla Gazzetta ufficiale dell’Unione Europea, si legge “la rete transeuropea delle autostrade del mare intende concentrare i flussi di merci su itinerari basati sulla logistica marittima in modo da migliorare i collegamenti marittimi esistenti o stabilirne di nuovi, che siano redditizi, regolari e frequenti, per il trasporto di merci tra Stati membri onde ridurre la congestione stradale e/o migliorare l’accessibilità delle regioni e degli Stati insulari e periferici. Le autostrade del mare non dovrebbero escludere il trasporto misto di persone e merci, a condizione che le merci siano predominanti”.

Dall’analisi relativa all’applicazione dell’Ecobonus (incentivo nazionale diretto a tutti gli autotrasportatori con l’obiettivo di sostenere le imprese di autotrasporto a fare il miglior uso possibile delle rotte marittime) ci sono numeri interessanti. La legge n° 265 del 2002 ha messo a disposizione degli autotrasportatori circa 240 milioni di euro attraverso uno stanziamento quindicennale. L’ecobonus è giunto anche in Sicilia. I dati generali dicono che gli aiuti sono stati pari a 45,6 milioni di euro nel 2007, quasi 63 milioni nel 2008 e circa 60 (59,9) nel 2009. I porti interessati sono Catania, Civitavecchia, Genova, Livorno, Napoli, Ravenna, Messina, Palermo, Termini Imerese, Trapani, Salerno, Milazzo, Savona Vado, Marina di Carrara. I porti comunitari serviti sono Barcellona, Tolone, Terragona, Valencia, Castellon de la plana.

Secondo lo studio anticipato dall’Ansa in tre anni i 124 milioni dei costi sostenuti per i viaggi via mare, sarebbero pesati sulla società civile per 535 milioni di euro se gli stessi viaggi si fossero stati effettuati su gomma.
 


Il trasporto su gomma inquina anche gli ambienti marini
 
Nel 2005 Marevivo  ha realizzato la Campagna “Autostrade del Mare” per promuovere coesione tra i popoli, ambiente, sviluppo e sostenibilita. In cima alle preoccupazioni per l’ambiente rientra, infatti, proprio il sistema dei trasporti, che l’associazione riconosce come uno dei principali fattori di pressione sull’ambiente. Principalmente, infatti, ci si muove ancora su gomma, la modalità più inquinante.
La situazione è particolarmen critica proprio in Sicilia, dove il trasporto su gomma, maggiormente inquinante, non ha neanche un adeguato concorrente nel trasporto sui rotaia che resta un settore dove si investe poco, e che appare in dismissione. L’impatto che si esercita sull’ambiente terrestre, tramite un effetto indiretto notevole, arriva anche sugli ambienti marini ed in particolare sugli ecosistemi litoranei. Le autostrade del mare, oltre che agganciare l’Isola al resto d’Europa tramite un sistema di trasporti integrato, potrebbero fornire un’alternativa positiva a questo tipo di trasporto impattante in termini di inquinamento e sicurezza sulle strade. Marevivo sottolinea quindi il ruolo prioritario dell’ambiente.

Articolo pubblicato il 17 settembre 2011 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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