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Messina - A Taormina ridono solo gli alberghi a 5 stelle
di Massimo Mobilia

Al Comune, intanto, si discute l’idea di servirsi della tassa di soggiorno: il Consiglio sta valutando. Negli ultimi giorni del mese di settembre, un bilancio sulla stagione estiva

Tags: Taormina, Turismo



TAORMINA (ME) – Anche quest’anno volge al termine l’alta stagione turistica taorminese, ed è tempo di bilanci. Le strade della Perla sono state come di consueto prese d’assalto da visitatori “mordi e fuggi”, ovvero i soliti passanti che lasciano più rifiuti, traffico e caos che risorse utili a far girare l’economia del paese. Gli alberghi, comunque, hanno fatto registrare, tra luglio e agosto, il tutto esaurito con un incremento di almeno il 15% stando alle indiscrezioni del Servizio turistico regionale.

Taormina si era presentata ai nastri di partenza della stagione rinforzata sul fronte posti letto grazie a nuovi alberghi extralusso, nati dalla riqualificazione di edifici storici abbandonati. Tanto che secondo Siciliatravel, la directory del turismo siciliano, è proprio la provincia di Messina a contare adesso il più alto numero di hotel a 5 stelle: 11 strutture di cui ben 8 a Taormina, che da sola detiene il 32% del lusso alberghiero siciliano. Proprio questo settore sembra aver fatto da traino alla ripresa del trend turistico nella Perla che, da almeno quattro anni, era in continua flessione.

Secondo Confindustria alberghi Sicilia, infatti, nei primi sei mesi del 2011 gli alberghi taorminesi hanno segnato un aumento del 7,28% nelle presenze rispetto allo stesso periodo del 2010, con l’apporto decisivo degli hotel di lusso che hanno conosciuto un aumento del 37%. Numeri positivi confermati anche da un’indagine della Res, agenzia di rating dell’ospitalità alberghiera che, sempre nel primo semestre dell’anno, ha calcolato per gli alberghi di Taormina una crescita dell’occupazione pari al 29%, la migliore performance tra le più importanti location italiane, con un corrispondente aumento dei ricavi pari al 32,1%, grazie a cui la Perla è stata seconda solo a Venezia (prima con il 38,2%).

Ma non è tutto oro quello che luccica. Il presidente di Confindustria Alberghi Sicilia, Sebastiano De Luca, ha affermato che “a fronte dei segnali positivi del mercato a cinque stelle, continuano a soffrire le categorie inferiori, anche se con questa crescita Taormina si conferma il fiore all’occhiello dell’accoglienza siciliana”. Restano comunque dei nodi irrisolti, a cominciare dal problema occupazionale: gli alberghi taorminesi, dai più piccoli ai più prestigiosi, usano ormai reclutare la maggior parte del personale con contratti a tempo determinato stagionali, da un minimo di 3 ad un massimo 7-8 mesi, per coprire solo il periodo di massimo afflusso.

I lavoratori, non avendo di questi tempi altre scelte, accettano queste condizioni ma ora, con i contratti in scadenza, faranno come ogni anno la fila per richiedere i sussidi di disoccupazione e resteranno senza lavoro fino alla prossima primavera. Nel frattempo gli alberghi, ricchi di guadagni, chiuderanno a turno battenti per due o tre mesi, lasciando il turismo invernale di Taormina al suo inesorabile destino. Sentiremo così i soliti grandi dibatti su come rilanciare il turismo d’inverno, con gli amministratori che faranno a gara nel rilasciare critiche e proposte. Niente di concreto. E se alberghi e ristoranti chiudono c’è ben poco da dibattere.

Intanto a Palazzo dei Giurati è stata presa in considerazione l’idea di servirsi della tassa di soggiorno: 1 euro per gli ospiti degli hotel a 4 e 5 stelle e 0,50 centesimi per tutti gli altri, a partire dal 2012 e solo nel periodo aprile-ottobre. La Giunta ha fatto la proposta e il Consiglio comunale dovrà valutare nelle prossime sedute. Gli albergatori però hanno già fatto la voce grossa e si preannuncia battaglia. L’impressione è che anche stavolta tutto resterà come prima.

Articolo pubblicato il 20 settembre 2011 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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