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Quotidiano di Sicilia

Ars: a rischio la poltrona dell’assessore Massimo Russo
di Raffaella Pessina

“Non è più un tecnico”: lo accusano Marrocco (Fli) e Adamo (Udc). La mozione del Pdl trova ora appoggio anche da Fli e Udc

Tags: Ars, Massimo Russo



PALERMO - Rischia la poltrona di assessore alla sanità Massimo Russo. Oggi infatti dovrebbe essere discussa la mozione di censura nei suoi confronti a Palazzo dei Normanni. La mozione era già stata presentata dal Pdl (Giuseppe Limoli) , ma la sua discussione era stata rinviata tra le polemiche a settembre.
 
Oggi l’assessore Russo rischia assai di più perché, se prima dell’estate la censura era stata appoggiata dai soli partiti dell’opposizione, ora il giudizio negatvo su Russo si è esteso ad altri partiti, tra cui l’Udc, il Fli e probabilmente anche una parte del Pd. I numeri per la censura in Aula a questo punto ci sono.

“Massimo Russo con la nascita e la presentazione del suo movimento – ha detto il capogruppo di Fli all’Ars, Livio Marrocco – ha oltrepassato la barricata: non è più un tecnico, bensì un politico a tutti gli effetti. Ebbene, gli chiediamo di essere coerenti con questa sua legittima scelta lasciando il ruolo di assessore, che gli era stato assegnato in quanto tecnico fuori dall’agone politico”. “ Russo – ha detto Giulia Adamo – deve guardarsi bene dai vecchi vezzi della politica. Sinora i risultati raggiunti dalla riforma sanitaria si possono ben riassumere nell’intervento della Corte dei conti e della Procura di Trapani: da un lato si evidenzia l’aumento delle convenzioni con i privati, dall’altro si sottolinea che non si è ancora spezzato quel filo che lega mafia, politica e sanità”.

Immediata la replica del presidente Lombardo “Le considerazioni di Marrocco (Fli) e Adamo (Udc) sull’assessore Massimo Russo sono sopra le righe – dice il governatore – sappiamo che ci sono altri assessori più influenzati dalla politica. Il punto è che l’azione di risanamento dell’assessore sulla sanità suscita reazioni. Russo ha soltanto fatto degli incontri importanti, ha il merito di accostare uomini e donne alla politica. “Se non ci fossero uomini come Russo – ha aggiunto Lombardo – prenderebbero sempre più piede chi considera la classe politica una casta. Quello di Russo è un esperimento di sensibilizzazione sociale sui temi della politica con lo scopo di riavvicinare la gente”.
 
Intanto la situazione politica registra una presa di posizione da parte del Pd che al termine della direzione regionale ha deciso di adottare la linea del segretario Giuseppe Lupo, e cioè quella dell’appoggio al governo Lombardo. Di sicuro una fronda a Palazzo dei Normanni non è d’accordo e ce ne accorgeremo nei prossimi giorni in sede di votazione, dell’entità di questa fronda. Che a ben vedere fa il gioco delle opposizioni che sperano di frenare l’attività riformatrice del Governatore, deciso a portare a termine il programma annunciato nel 2008. Critico Erasmo Palazzotto, coordinatore regionale di Sinistra ecologia e libertà. “è chiaro che la scelta del Pd siciliano di dar vita ad un’alleanza organica con Lombardo è un vero e proprio suicidio politico”. “Mentre in tutto il paese avanza il progetto di ricostruzione di un nuovo centrosinistra capace di vincere con la forza idee e non con le alchimie del palazzo, in Sicilia - aggiunge - come al solito prevale il trasformismo e la rincorsa al potere. Alla Sicilia serve un governo per uscire dalla crisi e non un’alleanza per vincere le elezioni senza cambiare nulla. A partire dalle prossime elezioni amministrative - continua Palazzotto - Sel sarà disponibile con tutte le forze democratiche e progressiste a dare vita a una nuova alleanza di centrosinistra per cambiare il volto della Sicilia”.

Articolo pubblicato il 21 settembre 2011 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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