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Energia, obiettivi Ue da rispettare. Pears fermo ai blocchi di partenza
In un convegno sullo sviluppo delle fonti rinnovabili, l’assessore Marino ha fatto il punto della situazione. “Il Piano dovrà essere sottoposto alla Corte dei Conti e Consiglio di giustizia”

Tags: Rinnovabili, Unione Europea, Energia, Pears, Giosu├Ę Marino



PALERMO - “La Regione siciliana punta al massimo sfruttamento delle energie rinnovabili ed al perseguimento degli obiettivi europei che fissano al 2020 determinati standard di realizzazione di impianti che producano energia pulita, una riduzione delle emissioni del 20% di anidride carbonica e soprattutto l’efficientizzazione energetica”. Lo ha detto l’assessore regionale all’Energia, Giosuè Marino, a margine di un convegno, a Palazzo dei Normanni, a Palermo, promosso da Intesa Sanpaolo e Regione per fare il punto della situazione, analizzare le potenziali sinergie con lo sviluppo delle fonti rinnovabili e individuare le possibili opportunità di business per il settore industriale ma anche per mettere a confronto esperti del settore pubblico e privato per arrivare all’approvazione del Piano di Azione per l’Energia Sostenibile (PAES).

La Conferenza internazionale sul Clima svoltasi a Cancun nel dicembre 2010, ha reso evidente il ruolo dei Governi locali nella lotta ai cambiamenti climatici. Il loro impegno dovrà necessariamente affiancarsi a quello dei Governi nazionali. La sfida è senz’altro quella di innescare un processo virtuoso e sinergico che veda convergere gli obiettivi vincolanti assunti dai paesi membri dell’UE con quelli volontari assunti dai Governi locali. Alcune città italiane hanno già redatto ed approvato nel proprio Consiglio Comunale il Piano di Azione per l’Energia Sostenibile (PAES), ma sono molte quelle che ancora devono assolvere questo importante compito assunto nell’ambito dell’adesione al Patto dei Sindaci. “Con la bozza di regolamento di attuazione del piano energetico ambientale regionale siciliano (Pears), recentemente approvata in giunta, si privilegieranno - ha spiegato Marino - in maniera particolare gli impianti di produzione fotovoltaici rispetto all’eolico, come d’altronde avviene nel resto delle altre regioni d’Italia. Inoltre, non ci sarà motivo di preoccuparsi per la salvaguardia delle zone naturali perché ‘nel regolamento recante le norme di attuazione del piano energetico, apprezzato in giunta e che dovrà essere sottoposto alla Corte dei conti e al Consiglio di giustizia, uno dei punti fondamentali è la costituzione di una commissione interdipartimentale che proceda alla individuazione delle zone nelle quali è possibile realizzare degli impianti e quelle in cui non è consentito per i vincoli legati alla salvaguardia ambientale”.

Presente al convegno, tra gli altri, il direttore dell’Area Sicilia Intesa Sanpaolo, Salvatore Immordino: “Il piano energetico regionale - ha detto a margine dell’incontro - sta cercando di attuare le indicazioni europee rispettando però le richieste e i bisogni delle istituzioni locali. I margini di miglioramento in questo campo sul territorio siciliano sono tantissimi. Basti pensare che il 64% dell’energia italiana è prodotta al Sud con la Sicilia che è la seconda regione in termini di impianti in tutta Italia”.

“Le società regionali spendono attualmente circa 300 milioni all’anno in consumi energetici che si aggiungono ad altri costi ingenti del bilancio e questo non sarà più possibile nei prossimi anni per via della direttiva europea che, entro il 2020, impone di mutare gli standard delle pubbliche amministrazioni”, ha detto Salvatore Cocina, energy manager della Regione. “Con il piano di riefficientamento energetico – ha proseguito - sarà avviato inizialmente un censimento, ha proseguito il manager, che porterà alla costituzione di un catasto energetico e qui si tratta di capire se lo faremo in house, con le società, con le nostre risorse interne o se seguiremo la strada dei bandi, ma probabilmente per realizzare questo obiettivo assumeremo degli esperti”.
 

 
La quota delle fonti rinnovabili ha raggiunto il 22,8% in Italia
 
ROMA - Il Gse (Gestore dei servizi energetici) ha pubblicato sul proprio sito web il bilancio elettrico italiano del 2010, evidenziando come la quota delle fonti rinnovabili abbia raggiunto nel 2010 il 22,8% della richiesta nazionale. Tale quota, per soddisfare gli obiettivi europei al 2020, dovrà crescere fino a raggiungere il 27% circa.
Le fonti convenzionali continuano a fornire il contributo principale al soddisfacimento della richiesta elettrica (63,8%), seguite dalle rinnovabili (22,8%) e dalle importazioni (13,4%).
Il documento, inoltre, contiene il dato nazionale e regionale di numerosità, potenza e produzione degli impianti alimentati da fonti rinnovabili. Nel 2010 in Italia gli impianti alimentati da fonti rinnovabili hanno raggiunto circa 160.000 unità, più del doppio dello scorso anno, con una potenza complessiva di 30,3 GW (+14,2% rispetto al 2009) e una produzione lorda di 77 TWh (+11,1%).

Articolo pubblicato il 21 settembre 2011 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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