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Scalo Comiso, Governo in difficoltà
di Rosario Battiato

Micciché minaccia Tremonti sul proprio blog: “Pazienza ormai colma”. Sarebbe meglio parlargli. Spesi 35 milioni, ne servono altri 10 per aprire la struttura. Il ministro nicchia

Tags: Comiso, Aeroporto, Gianfranco Miccichè



COMISO (RG) – Un’illusione lunga 12 anni. Riassunta in questi termini l’apertura dello scalo comisano ha tutti i contorni della classica storia “siciliana”. Promesse, finanziamenti, annunci, e ancora scadenze. In realtà la situazione è ancora congelata, sebbene le dichiarazioni di chi annuncia l’imminenza dell’apertura si moltiplichino. Certamente ci troviamo in dirittura d’arrivo, ma tutto lascia presagire che ci sarà ancora da lottare. La situazione diventa ancora più imbarazzante se a rilasciare le ultime dichiarazione è proprio Gianfranco Micciché, sottosegretario alla Presidenza del Consiglio con delega al Cipe, cioè il personaggio siciliano che, a livello governativo, vanta la posizione più prestigiosa. Appare, quindi, una contraddizione in termini il suo appello al ministro Tremonti. Basterebbe, più semplicemente, pressarlo anche sulla base della pattuglia dei parlamentari isolani, che trasversalmente si dicono favorevoli all’aeroporto in terra ragusana.

“Si apra subito l’aeroporto di Comiso: non è solo un appello, è una minaccia. Basta promesse, annunci, rinvii e proclami. Sono passati inutilmente quattro anni, la misura della pazienza dei siciliani è colma”. Le battagliere parole di Gianfranco Micciché, leader di Grande Sud, sono riportate nel suo blog “Sud”. Stupisce che sia proprio l’esponente siciliano, che lavora ad un tiro di schioppo da Berlusconi, a dover dichiarare pubblicamente la necessità dell’aeroporto di Comiso. Perché non intervenire direttamente col ministro? La domanda resta inevasa, perché lo stesso Micciché continua a porre questioni retoriche. “È tutto pronto, cosa aspettano?  Basterebbe una firma del ministro Tremonti per garantire almeno 10 milioni di euro e far decollare gli aerei e un’intera economia. Nulla rispetto a quanto è già stato speso, ma soprattutto nulla rispetto all’importanza che rivestirà per la nostra Isola l’aeroporto civile di Comiso, dove già il colosso Ryanair - aggiunge - si dice pronto ad attivare linee per tutta l’Europa”.

Oltre 35 milioni di investimenti già fatti per la solita cattedrale del deserto, perché Tremonti si rifiuta di aprire i cordoni della borsa. Il Sud soffre, ma i suoi politici, che siano al governo o tra i banchi dell’opposizione al Parlamento, non pressano come dovrebbero.

Qualche giorno fa un altro attacco era giunto dalla Regione. “Vorremmo lenire le preoccupazioni di chiunque lamenti ritardi nella realizzazione dell’aeroporto di Comiso. Preoccupazioni che, a prescindere da colpe individuali, hanno un unico, chiarissimo responsabile: il governo nazionale e chi ne fa parte”. Queste le parole dell’assessore regionale alle Infrastrutture e ai Trasporti, Pier Carmelo Russo, che ricorda, anzitutto, lo stanziamento deciso dal parlamento siciliano di quattro milioni e mezzo di euro per consentire l’apertura dello scalo.

Intanto tra il 26 e 27 settembre si dovrebbe concludere il lavoro della commissione per il passaggio di proprietà del sedime, presieduta dal generale Concetto Puglisi. Prevista per quella data la presenza a Comiso di Gaetano Armao, assessore regionale all’Economia,  ed anche questo potrà servire per avere garanzie sui tempi di trasferimento dei finanziamenti.

Articolo pubblicato il 24 settembre 2011 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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