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Quotidiano di Sicilia

Dai mercatini degli agricoltori la risposta alla crisi dei consumi
di Giuliana Gambuzza

Da settembre si rinnova l’appuntamento settimanale con i mercati di Campagna Amica firmati Coldiretti. La “vendita a km zero” si va affermando come nuovo modello di consumo

Tags: Crisi, Agricoltura, Consumo



PALERMO - Riaprono i battenti i mercati di Campagna Amica, rimasti chiusi ad agosto, nonostante, da quest’anno, alcuni di essi siano stati allestiti in diversi luoghi di villeggiatura, per tutta la durata della stagione estiva.
Anziani, giovani coppie, famiglie con bambini tornano ad affollare i mercati, organizzati, insieme ai punti vendita diretta dal produttore al consumatore e a varie iniziative di turismo rurale, dalla Fondazione Coldiretti “Campagna Amica”.

In Sicilia se ne tengono, perlopiù con frequenza settimanale, 35 (di cui 8 nella sola provincia di Ragusa), il 4,2% del totale nazionale, contro il 14,2% del Piemonte, il 13,2% della Lombardia e l’11,1% del Veneto. Una percentuale non particolarmente elevata per un’isola estesa e a vocazione agricola, ma in continuo aumento: mercoledì scorso, in via Lazio a Caltanissetta, è stato inaugurato il nuovo mercato di Campagna Amica della provincia. I consumatori, infatti, hanno salutato con successo l’iniziativa della Coldiretti; a Catania, per esempio, al consueto appuntamento con il mercato domenicale in Piazza Verga, è stata affiancata l’apertura dei gazebo di Campagna Amica sul lungomare, gli ultimi tre venerdì di settembre (prossimo e ultimo appuntamento giorno 30).

“Pensa globale, mangia locale”: è questa la filosofia che emerge dal Manifesto per una filiera agricola tutta italiana, con cui quindicimila imprenditori, riuniti a Roma il 30 aprile 2009, hanno inaugurato il primo progetto di una rete nazionale di vendita “a km 0”. La stessa filosofia dei consumatori che scelgono, sempre più numerosi, di aggirarsi tra gli stand gialli e verdi, acquistando prodotti come ortaggi, frutta, carne, latticini, pane, miele, olio, tutti rigorosamente provenienti dalle aziende agricole del territorio circostante.

I clienti dei mercati di Campagna Amica sono attratti, innanzitutto, dal sensibile risparmio: le imprese che aderiscono alla Fondazione Campagna Amica sono tenute a praticare (e ad esporre in appositi cartelli) prezzi giornalieri del 30% inferiori a quelli rilevati dal sistema SMS dei consumatori; senza contare che la vendita diretta consente un abbattimento dei costi legati all’imballaggio e al trasporto dei prodotti. Niente plastica per confezionare la merce, meno carburante per trasportarla: ecco il motivo per cui il km 0 riduce, oltre ai prezzi, anche l’inquinamento.

Nei mercati di Campagna Amica, tutela dell’ambiente fa rima con tutela della salute del consumatore, perché gli alimenti che vengono messi in vendita (e, quindi, consumati) in tempi brevi hanno bisogno di meno pesticidi per essere conservati. C’è di più: acquistando cibi prodotti vicino casa si salvaguardano le colture locali, che spesso restano ai margini della produzione industriale, e se ne rispetta la stagionalità. Non troverete fragole a Natale, insomma, ma potrete riscoprire il sapore dimenticato di more, pannocchie, carrube.

E così, mentre i piccoli commercianti risentono della concorrenza della grande distribuzione, e non di rado sono costretti a chiudere, la vendita a km 0 è in controtendenza e si conferma un trend in crescita.
 


Il calo dei consumi non fa paura alla vendita senza intermediari
 
Continua il calo dei consumi alimentari che, iniziato nel 2008 (secondo quanto segnala l’Istat), quest’anno ha toccato quota 4%. Ad affermarlo è la Coldiretti che, analizzando i dati Ismea relativi al primo trimestre del 2011, ha aggiunto che si evidenziano anche trend in crescita, come gli acquisti di prodotti biologici confezionati (+13%) o quelli diretti dal produttore al consumatore (+28%): in un anno, i mercati di Campagna Amica hanno accolto più di 8 milioni di visitatori. In tempi di crisi, dunque, gli italiani scelgono di ridurre le spese per i prodotti di uso giornaliero, ma senza rinunciare alla qualità. Lo confermano il presidente di Coldiretti Sicilia e il direttore delle Federazioni Coldiretti di Enna e Caltanissetta, Alessandro Chiarelli e Gaetano Restuccia, che il 21 settembre, in occasione dell’inaugurazione di un nuovo mercato a Caltanissetta (il secondo nella città e il terzo in provincia), hanno commentato: ‹‹È un modo per contrastare attivamente la crisi e combattere le speculazioni. Il cittadino potrà rendersi conto di cosa voglia dire acquistare i prodotti freschissimi della nostra terra e, quindi, dei rincari che si intromettono tra la produzione e il consumo a causa dei troppi passaggi›.
 

Articolo pubblicato il 28 settembre 2011 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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