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Trapani - Nell'edilizia cassa integrazione a + 47 per cento
di Vincenza Grimaudo

Un trend che va avanti così già dal 2008 senza che vi siano stati interventi delle istituzioni. In un anno tremila posti di lavoro persi. La Cna: difficoltà anche per il futuro

Tags: Trapani, Crisi, Edilizia, Lavoro, Cna, Giacomo Cuccia



TRAPANI – Tremila posti di lavoro persi e un aumento del 47 per cento della cassa integrazione. Sono questi i numeri della crisi in provincia di Trapani del settore delle costruzioni. A snocciolarli la Cna di Trapani che intravede difficoltà anche nel futuro in questo specifico settore se non si dovessero prendere al più presto delle efficaci contromisure. Effettivamente ad oggi non si è visto alcun intervento legislativo e istituzionale per fermare questa emorragia che nel trapanese va avanti oramai dal 2008. “Rivolgo al governo regionale – afferma Vito Accardo, responsabile provinciale del settore costruzioni della Cna di Trapani - tutta una serie di richieste necessarie a smorzare questo trend di crisi inesorabile”.

Proposte sono state riprese e assolutamente condivise dal segretario regionale della Cna, Giacomo Cuccia. La presa di posizione della Cna è avvenuta nell’ambito di un incontro promosso sul tema “Sviluppo e qualificazione delle Piccole e medie imprese del settore delle costruzioni”.

L'obiettivo è stato proprio quello di fare il punto sulla attuale situazione di grave crisi che investe il settore e quindi  di individuare le possibili soluzioni. Diverse e qualificate le presenze, fra le quali quella del presidente della Camera di Commercio, Pino Pace, che ha aperto i lavori, del presidente dell'Asi, Giuseppe Maurici, e dei  segretari provinciali della Cgil, Mimma Argurio, della Uil, Giovanni Angileri, e della Cisl, Giovanni Marino. Già la Fillea Cgil ha chiesto da diverso tempo di estendere ai lavoratori edili gli ammortizzatori sociali in deroga per prolungare il periodo di disoccupazione e sollecitare gli Enti pubblici affinché attivino le procedure per avviare le opere rapidamente cantierabili.

“In provincia di Trapani – ha evidenziato il segretario provinciale della Fillea Cgil, Franco Colomba – la situazione è quanto mai preoccupante poiché ci troviamo davanti ad un progressivo deterioramento, senza precedenti, dei livelli occupazionali. Nell’ultimo anno – ha proseguito – tantissimi i posti di lavoro persi e le imprese sono costrette all’inattività a causa della mancanza di commesse”.

Già lo scorso anno della situazione fu investita la prefettura di Trapani a cui fu chiesto un intervento istituzionale, presso il Governo regionale e gli Enti locali, per contribuire in maniera significativa a rimettere in moto il settore.
 


Possibili soluzioni. Snellire l’iter delle concessioni ai privati
 
TRAPANI - “La crisi nel settore delle costruzioni ha registrato, in questi ultimi mesi, un ulteriore deterioramento dei livelli occupazionali e un forte stallo sia negli appalti pubblici che nell’edilizia privata. In provincia di Trapani il numero degli operai che hanno perso il lavoro è salito a 3 mila, così come è in aumento il numero delle imprese costrette a chiudere”, ribadiscono le segreterie provinciali della Fillea Cgil, della Feneal Uil e della Filca Cisl di Trapani. Per i sindacati un ruolo fondamentale lo deve assumere la prefettura trapanese in modo proprio da sollecitare da un lato il Governo regionale ad estendere anche agli edili la possibilità di usufruire degli ammortizzatori sociali in deroga e dall’altro convocare i sindaci di tutti i Comuni del territorio per chiedere il reale inizio dei lavori delle opere già cantierabili e di snellire le procedure burocratiche per le autorizzazioni relative alle concessioni per l’edilizia privata. Disponibilità ampia già data dal prefetto Marilisa Magno.

Articolo pubblicato il 28 settembre 2011 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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