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Quotidiano di Sicilia

La carenza di organico allunga i processi
di Grazia Ippolito

Forum con Salvatore Pagano, presidente del Tribunale di Caltagirone (Ct)

Tags: Salvatore Pagano



Quali sono i principali problemi che il vostro tribunale è attualmente chiamato ad affrontare?
“Il nostro principale problema è la carenza di personale amministrativo, dovuta al fatto che sono bloccati da tempo i relativi concorsi. è un problema comune alla maggior parte degli uffici giudiziari, che io considero strutturale dell’intero “sistema giustizia” italiano. La scopertura del personale amministrativo si aggira intorno al 20% rispetto a quello previsto dalla pianta organica: su un totale di 51 dipendenti previsti, ne sono presenti solo 43. La situazione è destinata ad aggravarsi, man mano che maturano i pensionamenti, per l’assenza di turn-over.
“La lacuna è particolarmente sentita soprattutto per quanto riguarda la segreteria di presidenza poiché sono stati trasferiti (e non sostituiti) il dirigente, l’unico direttore di cancelleria e il cancelliere: la presidenza si trova dunque in una situazione piuttosto precaria per quanto riguarda lo staff dei collaboratori.
“Altro problema prioritario è quello dell’insufficienza delle risorse finanziarie assegnate all’ufficio”.

Quanti sono i magistrati che operano presso il tribunale di Caltagirone?
“La pianta organica prevede 13 unità: il presidente del tribunale, il presidente di sezione e 11 giudici. In realtà, attualmente, presso il nostro tribunale operano solo 7 magistrati (presidente compreso) perché 4 di essi (compreso il presidente di sezione) sono stati trasferiti e 2 si trovano in astensione obbligatoria per maternità. Un terzo magistrato sarà in astensione per maternità a partire dalle prossime settimane, per cui il numero dei giudici scenderà a 6. è chiaro che, con una tale scopertura di organico, il nostro tribunale incontra notevoli difficoltà nell’attività di smaltimento delle pratiche. Un ulteriore elemento di crisi è rappresentato dalla necessità di far fronte anche alle carenze di personale amministrativo presso gli uffici dei giudici di pace del circondario”.

In che modo si potrebbe fronteggiare il problema?
“La causa principale del dissesto degli uffici giudiziari è costituita dal lunghissimo lasso di tempo che intercorre tra il momento in cui il giudice lascia l’ufficio, per essere trasferito in altra sede, e il momento il cui il posto lasciato vuoto viene occupato da qualcun altro. Durante questo periodo i ruoli rimangono congelati per mancanza di sostituti (non esiste la figura del supplente) e molte attività vengono rinviate. Per evitare molti problemi sarebbe sufficiente impedire al magistrato presente di andar via prima dell’arrivo del sostituto e introdurre dunque un vero e proprio passaggio di consegne che garantisca una copertura continuativa del posto”.

Avete molte pratiche arretrate?
“Un processo, normalmente, non dovrebbe superare la durata di tre anni: presso il nostro tribunale, mediamente, un processo civile non dura meno di cinque anni. Questo è dovuto soprattutto all’eccessivo numero dei processi civili rispetto alla capacità di risposta del sistema giudiziario. Nel settore penale la situazione è meno grave: i processi sono più veloci perché vi è l’esigenza di evitare le prescrizioni. Tale situazione è generalizzata e ha contribuito all’accumulo di un arretrato di difficile eliminazione. Si calcola che, per eliminare l’arretrato, non basterebbero 16 mesi di lavoro dell’intero apparato giudiziario, dedicato solo a tale compito. Finora tutte le riforme procedurali, attuate per risolvere il problema, hanno fallito l’obiettivo. L’intero sistema giudiziario è orientato verso uno snellimento dei processi: la riforma recentemente approvata è orientata verso una sentenza semplificata e prevede un procedimento di cognizione sommario. Tuttavia, se non accompagnata da interventi su altri fronti, tale riforma difficilmente riuscirà a risanare la situazione. Con il nuovo progetto tabellare, valido per il triennio 2009 – 2011, ci siamo prefissati l’importante obiettivo di ridurre significativamente la pendenza dei giudizi più datati”.
 
Quali sono le peculiarità del vostro tribunale?
“Il tribunale di Caltagirone è costituito da una sede centrale e dalla sede distaccata di Grammichele. La sede centrale ha un bacino di utenza di circa 100 mila abitanti. Gli uffici si trovano presso un edificio decoroso al quale è stata aggiunta un’ala di recente costruzione, che ospita anche gli uffici della Procura. La sede distaccata ha un bacino di utenza di circa 85 mila abitanti ed è ospitata presso un edificio vecchio e inadeguato. è in fase di completamento, a Grammichele, la costruzione del nuovo Palazzo di Giustizia che, nella parte già edificata, ospita attualmente gli uffici del giudice di pace. C’è un problema di finanziamenti che speriamo sia risolto al più presto”.

Gli uffici sono adeguatamente informatizzati?
“Nella sede centrale, il livello di informatizzazione è soddisfacente: tutte le postazioni sono collegate in rete e, per quanto riguarda la comunicazione interna, l’uso del cartaceo è ormai marginale. Non abbiamo ancora adottato la procedura del processo telematico e le comunicazioni verso l’esterno non sono ancora svolte per via informatica. Nella sede di Grammichele il processo di informatizzazione deve ancora essere completato: tale completamento è uno dei nostri obiettivi per il 2009”.

Quali altre novità prevede per il 2009?
“Conto di realizzare, in collaborazione con il Consiglio dell’ordine degli avvocati, un Protocollo delle udienze, in modo da disciplinare le udienze civili e penali secondo una linea uniforme. Ciò dovrebbe contribuire a eliminare varie disfunzioni e disagi sia per gli avvocati che per i cittadini”.

Articolo pubblicato il 15 luglio 2009 - © RIPRODUZIONE RISERVATA




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