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Agricoltura in crisi ma spesa Ue al palo
di Antonio Borz├Č

Una corsa contro il tempo per raggiungere l’obiettivo minimo di spesa. Il maggiore ritardo riguarda l’asse 3 del Psr 2007-13. Rischio disimpegno più che concreto come sottolineato dai commissari dell’Unione nel mese di giugno

Tags: Agricoltura, Crisi, Unione Europea



PALERMO - In un settore in crisi è giusto investire per il rilancio? Una domanda che potrebbe sembrare  stupida a prima vista ma che deve essere rivolta a chi amministra il territorio visti i casi strani che si verificano con una regolarità disarmante in Sicilia.

Mentre tutti chiedono a gran voce fondi per investire in questo o in quel settore ci sono invece campi che vedono una penuria di interventi nonostante le risorse abbondino. Parliamo di quell’agricoltura che rappresenta una risorsa importante per tutto il territorio siciliano e che vede nel Piano di Sviluppo Rurale (Psr) 2007-2013 il principale strumento di investimento europeo nelle zone rurali siciliane.

Un numero ingente di risorse da impiegare per i diversi fini per implementare le potenzialità del territorio e che adesso rischiano il disimpegno. Secondo quanto emerge dai dati online forniti dall’Agenzia per le erogazioni in agricoltura, della Rete rurale nazionale, programma attraverso cui vengono monitoratetutte le attività legate allo sviluppo delle aree rurali europee per il periodo 2007/13, la Sicilia deve spendere 127 mln di euro entro il 31 dicembre se non vuole perdere queste risorse.

Il rischio disimpegno è quindi dietro l’angolo e occorrono interventi immediati per investire in quei settori che stanno maggiormente soffrendo in questo momento. Il pericolo era già  emerso chiaramente anche nella riunione del comitato di sorveglianza Psr Sicilia 2007-2013 tenuta l’8 giugno 2011.  Nel verbale della riunione si legge testualmente “Per quanto riguarda l’Asse 3, l’AdG rappresenta che l’attivazione delle Misure è in notevole ritardo e le 2 poche misure attivate difficilmente consentiranno di evitare il disimpegno automatico dei fondi FEASR. Rappresenta, inoltre che il rischio di disimpegno determina l’esigenza di una revisione del piano finanziario e la conseguente rimodulazione di alcune misure”.

Una possibilità che viene in qualche modo confermata anche all’interno del comitato: “A tale proposito interviene la dott.ssa Zdanowic osservando che la Commissione Europea ritiene prematuro parlare sin dal mese di giugno di tagli finanziari a valere sugli Assi 3 e 4 ed auspica piuttosto che la Regione Sicilia faccia dei tentativi mirati  per evitare i disimpegni, non trascurando che è necessario rispettare il requisito minimo di spesa per ogni asse”.

Ecco dunque che il rischio è concreto e la Regione chiama l’intervento del Ministero delle Politiche Agricole per fronteggiare questo pericolo. Il Ministero risponde, come si legge all’interno del verbale, con Fraschetti, intervenuto in rappresentanza dello stesso, che : “in merito al rischio di disimpegno, rassicura che verranno attivate varie azioni di monitoraggio per evitare i disimpegni, organizzando un tavolo tecnico permanente tra le varie AdG regionali e gli altri  Organismi competenti”.

Un problema quello del disimpegno che vede secondo il Ministero anche al responsabilità delle nuove regole di programmazione che vedono come fondamentale un monitoraggio della spesa per ogni regione. Delle condizioni che secondo il rappresentante ministeriale “finiscono con il penalizzare l’Italia che, di contro, in quanto quinto contribuente netto del bilancio della C.E., non può permettersi di perdere risorse finanziarie”.

Sembra quantomeno assurdo però dover ogni anno convivere con la paura di perdere dei fondi importanti e fondamentali per il settore. Se l’anno scorso il rischio è stato è stato scampato con la spesa di 387 milioni di euro quest’anno il pericolo si ripresenta puntualmente. Un assurdo che si ripete e che sicuramente poteva essere evitato viste anche le non poche richieste che vengono soprattutto dal mondo dell’imprenditoria giovanile cui è particolarmente rivolto il fondo.
 


I quattro assi previsti dal Piano di sviluppo rurale
 
Sono quattro gli assi d’intervento del fondo che mira a fornire risorse utili per il mondo rurale siciliano. Il primo riguarda il “miglioramento della competitività del settore agricolo e forestale” con particolare riferimento all’ammodernamento delle aziende agricole, sostegno delle produzioni agricole di qualità e interventi strutturali per migliorare l’irrigazione dei territori. Il secondo asse è rivolto al “miglioramento dell’ambiente e dello spazio rurale” con attenzione agli interventi eco-compatibili, il rimboschimento e l’ecodiversità. Il terzo affronta il miglioramento della “Qualità della vita nelle zone rurali e diversificazione dell’economia rurale”. In questo senso i bandi sono rivolti alla diversificazione degli investimenti e al miglioramento della vita nei villaggi. Il quarto è invece quello inerente l’“Attuazione dell’approccio leader” con un occhio di riguardo allo sviluppo di tecniche d’animazione e azione locale per far sviluppare anche altre forme di introiti da ottenere dall’agricoltura locale. Tutte le informazioni e i bandi attivi si possono trovare nel sito ad hoc sviluppato dalla regione siciliana, non si può non notare come non siano molti i bandi attivi al momento.

Articolo pubblicato il 04 ottobre 2011 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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