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Messina - Alloggi Erp: ecco il regolamento, peccato che manchino gli edifici
di Francesco Torre

Bloccati i lavori a Camaro Sottomontagna e Minissale, senza dimenticare il parco urbano di Giostra. Nuovo testo per l’assegnazione e la gestione delle case di Edilizia residenziale

Tags: Messina, Edilizia, Roberto Sparso, Erp



MESSINA - Il provvedimento era atteso da tempo e nelle scorse settimane la Giunta comunale ha messo tutto nero su bianco. Il Comune di Messina ha un nuovo regolamento per l’assegnazione e la gestione degli alloggi di Edilizia residenziale pubblica, già operativo anche se in attesa di approvazione da parte del Consiglio comunale.

L’assessore al ramo, Roberto Sparso, sul tema aveva lamentato sin dal suo insediamento l’assenza di regole e l’urgenza di uscire fuori da una situazione di totale anarchia. In questo senso era entrato in collisione con colui che l’aveva preceduto, Pippo Rao, sostenitore della tesi secondo cui nel settore del risanamento le regole ci sono sempre state, e anche piuttosto chiare, mentre non altrettanto chiara è stata la loro attuazione. Insomma, una disputa resa adesso inutile dal nuovo regolamento.

Novità. “Beneficiari degli alloggi sono le famiglie che si trovano in uno stato di disagio abitativo ed economico”, si legge nel documento. Ed è l’introduzione del criterio del reddito la più grande novità del provvedimento comunale (in passato si era tenuto conto solo degli anni di permanenza in baracca). Il tetto per richiedere l’assegnazione di un alloggio popolare viene fissato (come già previsto dalla legge 1 regionale del 1992) in 7.101,28 euro (all’epoca 13 milioni 750 mila lire). Altri requisiti saranno: cittadinanza italiana o di uno stato comunitario; non essere già proprietario di alloggio; non essere stato moroso né abusivo per quanto riguarda alloggi Erp negli ultimi 5 anni; non aver già avuto in assegnazione un alloggio Erp in passato; avere la residenza anagrafica nel Comune o svolgere l’attività lavorativa principale nel suo territorio.

Le regole potranno piacere o non piacere, ma ormai sono queste, e su queste ci si dovrà confrontare. Per un confronto che non sia solo virtuale, però, ci vogliono gli alloggi. E non si comprende per quale motivo, nonostante i finanziamenti già ottenuti dalla Regione e il nulla osta dell’Urega, vi siano ancora cantieri che non riescono a partire. Stiamo parlando, per esempio, dei 46 alloggi di Camaro Sottomontagna (aggiudicazione definitiva della gara nel maggio scorso, ancora si deve stipulare il contratto) e dei 40 di Minissale (assegnazione definitiva a luglio), senza dire del parco urbano di Giostra.
 


Lungo stop. I ricorsi bloccano le costruzioni
 
MESSINA - Paradossi. C’erano voluti più di 7 anni e mezzo per dare il via ai lavori nell’area sbaraccata posta sotto la chiesa parrocchiale di Camaro S. Paolo e inserita nell’ambito C del risanamento. Stiamo parlando di un parco urbano con all’interno un anfiteatro, uno spazio cioè che avrebbe potuto e dovuto abbellire e creare aggregazione e servizi. E invece, dopo l’inizio dei lavori e le prime opere di demolizioni effettuate dalla “Mecoin Srl”, ecco che con sentenza n. 2029, il Tar di Catania ha bloccato tutto, accogliendo il ricorso presentato dall’impresa Mosedil Srl, giunta seconda nella gara espletata dall’Urega e aggiudicata dall’Iacp. Via di botto dunque, dal luogo di lavoro, gli operai di una ditta, e in attesa dell’arrivo dei nuovi (quando è impossibile stabilirlo) chiusura del cantiere. Una beffa. Che forse si ripeterà in futuro anche in altri contesti, se è vero che la procedura di gara dell’Urega per questo appalto è uguale a quella per gli alloggi di Camaro Sottomontagna.

Articolo pubblicato il 08 ottobre 2011 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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