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I rifiuti inguaiano la Regione. Blocco servizio, rischio forte
di Rosario Battiato

Le imprese chiedono pagamenti certi entro una settimana, altrimenti si fermerà la raccolta. La proroga del bando per monetizzare il debito da 1 mld scadrà il 20 ottobre

Tags: Rifiuti, Regione Siciliana, Ato Rifiuti



PALERMO – Le imprese bussano alla porta della Regione chiedendo le risorse economiche per il servizio della raccolta dei rifiuti. In caso contrario blocco del servizio a partire dal 20 ottobre, che sarà una data campale perché si chiuderà la proroga del secondo bando - il primo con conseguente proroga era andato deserto - per finanziare il miliardo di debito lasciato dalla gestione Ato.

L’aut aut delle imprese non lascia adito a dubbi: entro 10 giorni bisognerà pagare o il servizio di raccolta sarà sospeso. Lo hanno comunicato nei giorni scorsi il Comitato delle Imprese dei servizi di Igiene ambientale a cui aderiscono 12 aziende del settore (Agesp spa, Aimeri srl, Bono slp srl, Dusty srl, Ecoin srl, Gesenu spa, Icos srl, Igm srl, Iseda srl, Mosema Spa, Sam srl, Simco srl) e i sindacati regionali di categoria Fp Cgil, Fit Cisl e Uil Trasporti. “Qualora la problematica non trovasse soluzione entro il 20 ottobre - scrivono aziende e rappresentanti dei lavoratori - le forze imprenditoriali e quelle sociali, loro malgrado, saranno costrette ad interrompere il servizio di raccolta rifiuti in tutta la Sicilia e a mettere in campo tutte le forme di lotta per potere garantire i livelli occupazionali, la tutela ambientale e la retribuzione dei lavoratori, in un settore che necessita di una vera, sana e condivisa riforma nell’interesse di tutti i cittadini”.
 
La Regione spera che questi ultimi giorni possano essere decisivi per trovare Istituti di credito in grado di presentarsi al bando, permettendo così di monetizzare subito il credito, lasciando alle banche  il recupero del miliardo di euro a condizioni di mercato,  regolate per contratto. Se il sistema creditizio dovesse rifilare il quarto “no” consecutivo alle richieste di aiuto della Regione, tradotte nei bandi stilati dal  ragioniere generale Enzo Emanuele, si aprirebbe un’altra bella grana, anche perché imprese e sindacati chiedono di dare “priorità immediata ai crediti vantati dalle imprese nei confronti degli Ato, il cui ordine di grandezza si aggira intorno a 200 milioni”. In questi tempi di magra ci si aspetta l’ennesimo conflitto, ma soprattutto graverà sulla Regione la difficoltà di superare definitivamente il sistema dei 27 Ato, chiudendone la liquidazione, e dando avvio alle 9 Srr, così come previsto dalla legge n.9/2010.

Così tanto semplice è stato accumulare quel miliardo di debiti, così tanto complesso sarà smaltirlo. In appena sette anni, dal 2004 al 2010, il sistema Ato, tra assunzioni clientelari e cda sovradimensionati, ha fatto impazzire i conti. Qualche dato? In alcune realtà, come l’Ato Belice Ambiente TP2 o la Palermo Ambiente PA 3, l’incidenza del costo del personale ha superato nel 2009 persino il 50% del totale. E per la stragrande maggioranza si è sempre trattato di amministrativi. Poi ci sono stati i costi incomprensibili: l’Ato CT1 ha gestito 125 mila abitanti con costi della produzione per 23 milioni di euro, mentre la SOGEIR (Ato AG1), 128 mila abitanti, ha ottimizzato le spese arrivando a 13 milioni di euro, la Dedalo Ambiente nel cui ambito ricadono 131 mila abitanti, ha avuto costi per 19 milioni di euro, anche se il 57% solo per il personale.

Articolo pubblicato il 12 ottobre 2011 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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