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Sipario abbassato sul teatro siciliano
di Claudia Cal├Č

Non sembra destare entusiasmo l’iniziativa lanciata lo scorso agosto dall’assessore al Turismo Tranchida per valorizzare il settore. Solo una Compagnia delle 47 coinvolte ha manifestato l’intenzione di partecipare al circuito Tirsi

Tags: Daniele Tranchida, Teatro



PALERMO - Un solo teatro ha manifestato l’intenzione di partecipare al progetto denominato Tirsi, Teatri Intermedi della Regione Siciliana, che mira a costituire un circuito regionale sotto forma di consorzio a costo zero. L’iniziativa destinata a 47 strutture teatrali siciliane, già attive ed altre attivabili in tempi brevissimi, consente di garantire, con l’accordo delle compagnie teatrali, 100 giornate di spettacoli in 5 anni a tutte quelle strutture che non riescono a sfruttare a pieno gli spazi che spesso restano vuoti.

Un’idea partita dall’assessore regionale al turismo, sport e spettacolo, Daniele Tranchida, secondo cui una buona massa di realtà teatrali sono in difficoltà, soffocate da problemi economici, spesso confinate nel loro territorio, specie quelle che hanno a che fare con il teatro contemporaneo e d’avanguardia, ridotte a qualche recita scolastica di fine anno.

Dopo la pubblicazione dell’avviso, leggibile sul sito dell’assessorato, da parte dei teatri e delle compagnie la risposta è stata quasi inesistente e nei tavoli dei funzionari, dal 10 Agosto ad oggi, è giunta una sola adesione. Forse la diffusione della notizia nel periodo estivo, una possibile disinformazione, un po’ di diffidenza unita ad alcuni passaggi ancora poco chiari, non consentirebbero al progetto di decollare. Eppure, secondo l’avviso e l’assessorato, l’iniziativa potrebbe migliorare la coordinazione e la programmazione di una vasta offerta di contenuti, vista l’elevata qualità delle strutture teatrali già attive nel territorio siciliano, un volano che attiverebbe un’automatica riduzione dei costi grazie ad un utilizzo più costante delle sale.

Secondo l’assessore sarebbero tanti gli effetti positivi, non solo una maggiore diffusione della cultura teatrale in Sicilia, si riferisce soprattutto “all’utilizzo di teatri di piccola e media dimensione, soprattutto quelli di provincia, spesso usati in misura assai ridotta, a causa degli elevati costi di gestione, mentre con una maggiore continuità nell’organizzazione del calendario scenico e promuovendo una più costante utilizzazione, si potrebbe salvaguardare un patrimonio di elevato valore storico e architettonico”.

Ma il Tirsi non si rivolge soltanto ai teatri siciliani, si pone infatti l’obiettivo di offrire anche alle compagnie teatrali una base logistica su cui operare a prezzi ridotti, rispetto a quelli di mercato (per l’affitto del teatro), fornendo di fatto alle strutture l’inserimento di nuovi spettacoli rispetto alla loro ordinaria attività, generando un maggior introito attraverso lo sbigliettamento, compensato anche da una riduzione dei costi. L’offerta di spazi fruibili a costi contenuti non potrebbe che avere un effetto a cascata sul lavoro perché incentiverebbe la formazione di operatori teatrali locali, attori, registi, scenografi, organizzatori, in conseguenza di un aumento della richiesta di personale. Insomma un’idea ambiziosa che non trova né consenso né dissenso ma neanche un’opinione critica costruttiva poiché sono in tanti a mancare a questo appuntamento di democratico e produttivo confronto a costo zero.
 

 
L’approfondimento. Per le adesioni c’è tempo sino al 31 ottobre
 
“Troppa diffidenza”, secondo l’assessorato, il timore di perdere l’autonomia per le compagnie è stato determinante nella scelta di non aderire nonostante nell’avviso sia ben chiara la parte in cui l’assessorato specifica l’intenzione di “non inficiare in alcun modo l’autonomia artistica e organizzativa dei singoli partecipanti ….” ed aggiunge “questa Amministrazione si riserverà di indicare una limitata percentuale delle tematiche o delle linee artistiche da mettere in scena”. L’Assessorato garantisce infatti l’intenzioni di non scegliere la programmazione all’interno dei cartelloni, richiederebbe ai teatri soltanto di sostenere e diffondere opere prime di autori locali, promuovere il teatro contemporaneo e d’avanguardia, limitando le proprie scelte, all’interno della programmazione, a una ridotta percentuale del 20% e poca burocrazia. Possono aderire, entro il 31 Ottobre, tutti i soggetti pubblici, privati o a gestione mista, che dispongano di un teatro che abbia da 100 a 499 posti, in regola con la normativa di settore, attraverso una semplice domanda da inviare al “Dipartimento Turismo Sport e Spettacolo – Servizio 10 – Teatro e Attività Musicali, via Notarbartolo 9, 90144 – Palermo” indicando le specifiche caratteristiche della struttura teatrale di cui dispongono e producendo la relativa documentazione.

Articolo pubblicato il 12 ottobre 2011 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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