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Quotidiano di Sicilia

Garantire la sicurezza reale e percepibile
di Margherita Montalto

Forum con Antonino Cufalo, questore di Catania

Tags: Antonino Cufalo



Quale trasversalità ha trovato fra le due città Catania e Siracusa?
“Le realtà di Catania e Siracusa non sono assimilabili, soprattutto per la diversa dimensione delle due città. Catania rappresenta di sicuro una realtà più complessa, pur ammettendosi che le due province sono attraversate da fenomeni criminali che hanno una loro trasversalità”.

Quali deterrenti per il contrasto alla criminalità?
“La corretta predisposizione delle misure di contrasto alla criminalità, anche organizzata, poggia necessariamente sulla capacità di sapere leggere i fenomeni delinquenziali e di saperne prevedere, talora, le linee evolutive. Tali valutazioni non possono essere disgiunte dall’esigenza di una “risposta” efficace e tempestiva, che deve in ogni caso essere plasticamente adattata alle emergenze che si intendono contrastare. Negli uffici della Questura ho trovato espressioni di eccellenza professionale ed operativa e i risultati conseguiti nel tempo, ma anche in periodi recenti, ne danno piena conferma. Attività quali l’arresto di soggetti latitanti, di un certo spessore criminale, o l’insistente attività di contrasto allo spaccio di stupefacenti, sono il segno evidente della qualità e quantità dell’impegno profuso”.

Quali azioni mettete in atto contro la criminalità?
“Si è fatto molto per l’individuazione e la cattura di pericolosi latitanti, così come nell’azione di contrasto alle organizzazioni criminali di stampo mafioso o nella repressione dei fenomeni delle estorsioni e dell’usura, fronti sui quali sono stati conseguiti risultati ragguardevoli”.

La prostituzione fenomeno dilagante?
“La prostituzione, soprattutto quella di strada, è un fenomeno molto diffuso a Catania ed è motivo di particolare disagio per la popolazione residente. Per arginarlo, specie in tempi recenti, sono state attuate misure di controllo straordinarie che hanno portato all’identificazione di un considerevole numero di straniere dedite alla prostituzione. Nei confronti di alcune di esse, nei casi in cui ricorrevano i presupposti, sono state adottati i provvedimenti amministrativi previsti dalla legge, quali l’allontanamento del questore e, talvolta, l’espulsione del prefetto. Per completezza d’informazione, occorre precisare che l’azione di contrasto non si è limitata alle “retate”, ma si è sostanziata anche nell’arresto di alcuni soggetti, alcuni incensurati, responsabili di sfruttamento della prostituzione”.

In cosa consiste l’azione di prevenzione?
“È un’azione di vigilanza e di controllo, talvolta più semplicemente di presenza qualificata sul territorio, che contribuisce a rafforzare la percezione di sicurezza della gente. È un’attività che, a differenza delle operazioni di polizia giudiziaria, raramente assurge agli onori della cronaca, ma che è tuttavia indispensabile per l’ordinato vivere civile”.

La gente registra fenomeni quali i furti e le rapine?
“Il verificarsi di furti o rapine contribuisce, senza dubbio, ad accrescere il senso di insicurezza dei cittadini, anche per l’incidenza negativa che tali reati hanno, sotto il profilo psicologico, sulle vittime. Al di là dell’andamento ciclico di alcuni fenomeni, condizionati talora da fatti economico-congiunturali, recentemente siamo riusciti a cogliere in flagranza di reato alcuni scippatori che, in modo seriale, avevano preso di mira donne anziane. È un fenomeno, quello degli scippi, che alle volte si ripropone in forma virulenta per cui le attività volte a prevenirlo  proseguono con immutata intensità”.

Le risorse umane e tecniche a vostra disposizione sono sufficienti?
“Il problema della disponibilità di risorse umane e strumentali è oggetto di valutazione su scala nazionale. Sul fronte catanese, al momento, non si avverte una particolare carenza di risorse. Lo sforzo che si compie è quello del maggiore coordinamento possibile anche con le altre Forze di polizia, evitando che ci siano sovrapposizioni operative che costituiscono una diseconomia. C’è una equilibrata interlocuzione fra le Forze di polizia che intervengono sul territorio, da qui una distribuzione uniforme e razionale dei dispositivi di sicurezza. Come Polizia di Stato stiamo cercando di rendere più visibili questi dispositivi, con istruzioni specifiche impartite al personale affinché il servizio possa essere visto e percepito attraverso passaggi frequenti e stazionamenti in determinati punti strategici, in modo da consentire  ai cittadini di avere un riferimento visibile. Ciò consente di fare vivere la città alla gente, accrescendo il senso di sicurezza”.
 

 
La presenza del poliziotto di quartiere concorre a migliorare la vita dei cittadini
 
La Polizia di prossimità cosa rappresenta?
“Il poliziotto di quartiere è l’espressione tipica della Polizia di prossimità, e le particolari modalità attraverso cui esso disimpegna il ruolo affidatogli sono precisa testimonianza di una rinnovata interlocuzione con la gente, chiamata a contribuire al raggiungimento di più avanzati standard di sicurezza. Catania è una città operosa e pulsante, che vive le contraddizioni tipiche di un capoluogo di grandi dimensioni, dove convivono diversi aspetti della nostra società. Dal punto di vista dell’Autorità di Pubblica sicurezza, è una città che richiede attenzione particolarissima anche ai fini della risoluzione di talune criticità che incidono sulla qualità della vita dei cittadini. Lo sforzo che facciamo è quello di garantire una sicurezza reale, ma anche percepibile, in quanto la sensazione della sicurezza contribuisce al miglioramento delle condizioni di vita della gente. Va detto che le attività di prevenzione generale sono il frutto di un lavoro metodico di analisi che, attraverso il monitoraggio delle criticità che si registrano in talune zone ed in certi orari, prevedono l’adattamento dei dispositivi di sicurezza alle reali esigenze del territorio”.

Come deve essere percepita la presenza dei militari?
“I militari dell’Esercito, che concorrono con le forze di polizia territoriali ai servizi di vigilanza e controllo in talune zone della città, assicurano una presenza qualificata e professionale”.
 

 
Curriculum
 
Antonino Cufalo, nato a Ribera, ha 59 anni. Laureato in Giurisprudenza, dal 1978 è in servizio nell’Amministrazione della Pubblica Sicurezza. La sua prima sede è stata la Questura di Milano. I successivi incarichi sono stati ricoperti a Enna quale Capo Gabinetto, poi nel 1988 ad Agrigento dove ha diretto la Digos. Dal 1994 al 2000, è stato Capo Centro della Dia di Palermo. Nel 2002 ha assunto la direzione del Servizio centrale di protezione presso la Direzione centrale della Polizia criminale. Dal 2005 al 2009 è stato questore di Siracusa, nei due anni successivi questore di Lecce. Dal 2 luglio è questore della Provincia di Catania.

Articolo pubblicato il 18 ottobre 2011 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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Antonino Cufalo, questore di Catania
Antonino Cufalo, questore di Catania