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Ars: lotta costi politica. Solo proclami, nessun risultato
di Raffaella Pessina

Dopo due Ddl presentati, Barbagallo (Pd): “Tempi stretti ma si deve provare”. Lentini (Udc) chiede massima trasparenza sugli incarichi

Tags: Giovanni Barbagallo, Ars, Tagli, Tot├▓ Lentini



PALERMO - I tagli ai costi della politica stanno diventando un cavallo di battaglia per molti politici regionali in Sicilia, ed anche un altro modo per fare polemica. Se da un lato Giovanni Barbagallo del Pd insiste sulla riduzione del numero dei deputati, dall’altro Totò Lentini dell’Udc chiede di dimezzare compensi e numero di componenti delle commissioni, comitati, consigli e collegi che operano nell’amministrazione regionale. Una battaglia, questa dei tagli all’eccessivo costo della politica che il QdS già da tempo sta portando avanti, ma ancora risultati concreti non se ne sono visti.

“Ho riproposto il mio disegno di legge bocciato già due volte in Commissione di merito – ha detto Barbagallo – questa volta con la riduzione di 40 deputati, in linea con i tagli previsti per le altre regioni italiane. Così avremmo un’Assemblea più snella ed efficiente e un risparmio di circa 14 milioni di euro l’anno”. Totò Lentini in una mozione chiede invece di dimezzare anche il numero complessivo di consulenze esterne, di revocare ogni incarico nelle società partecipate a coloro che sono già titolari di qualunque rapporto con la Regione o a coloro che sono componenti di organismi di più di una società e di istituire una banca dati consultabile via internet affinché tutte le nomine ed incarichi conferiti dall’Amministrazione siano ispirati alla massima trasparenza”. “La spesa complessiva per incarichi attribuiti e compensi corrisposti ai componenti di commissioni, comitati, consigli e collegi operanti nell’amministrazione regionale è pari a circa 1 milione e 990 mila euro – spiega Lentini – tra le spese per incarichi di nomina politica spiccano, a titolo di esempio, quelle per il Co.Re.Com. (150.671,60 euro per 7 persone), per la cosiddetta “Cabina di regia” (69.833,33 euro per 5 componenti), per la Crias (poco più di 142 mila euro per i componenti il CdA e del collegio sindacale) e, ancor più, il Ciapi di Palermo (193.228,08 per il Presidente ed i 6 componenti del C.d.A. ed oltre 109 mila per i revisori, con un costo complessivo, considerando anche gli organismi di progetto e la sede di Priolo, di oltre 497mila euro)”.

 Il fatto è che ci troviamo ormai nella seconda parte della legislatura e con le elezioni quasi alle porte, per cui sembra improbabile che qualsiasi iniziativa possa andare in porto, ma una speranza rimane almeno per la prossima legislatura: approvando una legge anche in dirittura d’arrivo, e che possa entrare in vigore con la 16ma legislatura. Intanto oggi pomeriggio riprendono i lavori a Palazzo dei Normanni. Questa settimana la commissione Bilancio ha convocato in audizione le diverse sigle sindacali, in merito alle questioni finanziarie concernenti il personale Arta, Arra, Via, Vas, Osservatorio acque e la protezione civile i cui contratti sono stati più volte prorogati, ma non si è ancora proceduto ad un’eventuale trasformazione contrattuale a tempo indeterminato, peraltro contemplata dalla legge regionale n. 24 del 2010.

Ma dietro l’angolo c’è pronta la mozione di sfiducia al presidente Lombardo, peraltro ancora non presentata e predisposta dal capogruppo del Pdl all’Ars Innocenzo Leontini. Ma quanti voti riuscirà a raccogliere queta mozione in Aula al momento del voto?
Oltre ai voti sicuri di Pdl e Pid si potrebbero aggiungere quelli di Fds per arrivare al numero di 29, sempre pochi per arrivare al tetto necessario (la metà più uno: 46 voti). Ma si potrebbero aggiungere quelli di due (o quattro) deputati del Pd, non soddisfatti della politica del proprio partito. Il voto negativo verrebbe dai gruppi dell’Mpa (12), Alleati per la Sicilia (6), Pd (25), Fli (4) e parte del gruppo misto (Parlavecchio, Fiorenza e Scammacca).

Articolo pubblicato il 18 ottobre 2011 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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