Per accedere al QdS ed all'archivio utente password registrati e abbonatipassword dimenticata
facebook qdsIl Quotidiano di Sicilia � su Twitterrss qds

Quotidiano di Sicilia

Microimprese, come giunco nella tempesta
di Giulia Cosentino

Secondo uno studio realizzato da Fondazione Impresa, c’è una realtà che sta fronteggiando al meglio la crisi. In cinque anni i lavoratori delle piccolissime aziende sono aumentati dell’11,69% in Sicilia

Tags: Microimprese



PALERMO – Nonostante le crescenti difficoltà del Paese che, soprattutto negli ultimi cinque anni, hanno investito tutti i settori, un respiro di sollievo lo possono tirare le microimprese. Se quindi diverse aziende hanno visto un repentino calo a livello economico, inversa è stata la situazione per le Pmi che, nonostante l’annus horribilis della crisi economica, il 2009, hanno saputo destreggiarsi nel mercato. In 5 anni hanno difatti contribuito ad aumentare l’occupazione in misura più che proporzionale rispetto al dato complessivo (+6,55% di addetti nelle microimprese contro il +6,37% del computo totale).

La microimpresa può essere vista come uno dei capisaldi dell’intero assetto economico, costituendo il 95% delle imprese complessive. Per la Commissione Europea, la definizione più consona vede la microimpresa come un’impresa il cui organico sia inferiore a dieci persone e il cui fatturato o il totale di bilancio annuale non superi 2 milioni di euro. La definizione si applica a tutti i settori produttivi, per cui le attività che possono essere considerate microimpresa sono tra le più disparate: da un bar a un’edicola, da una società di consulenza a uno studio di avvocato.

Se negli ultimi anni si è assistito sempre più ad una perdita dei posti di lavoro, le microimprese hanno visto un incremento dell’occupazione rispetto al totale delle imprese dell’industria e dei servizi (+6,55% contro +6,35%). I dati positivi sono emersi proprio in questi giorni in occasione della “European SME week”, conclusasi il 9 ottobre 2011, la settimana europea che celebra il valore di micro, piccole e medie imprese per l’economia.

La Commissione Europea ha più volte sottolineato l’importanza economica e sociale delle Pmi, specie delle microimprese (fino a 10 addetti), che in Italia rappresentano il 94,9% delle imprese attive, il 46,7% dell’occupazione e il 33,3% del valore aggiunto. Le microimprese – sottolineano i ricercatori di Fondazione Impresa –sono un patrimonio per l’economia italiana che hanno dimostrato di sostenere l’occupazione anche nel medio periodo e durante la crisi.

Negli ultimi cinque anni, gli addetti delle microimprese sono aumentati quasi del 7% in tutta Italia. In vetta alla classifica spicca il Lazio (+13,63%), seguita da Molise (+13,43%) e Puglia (+12,92%). La Sicilia si piazza al quarto posto con una crescita dell’11,69%.

Le regioni del Nord, in particolare Lombardia e Veneto, si registrano i tassi di crescita inferiori rispetto alla media italiana, ma superiori rispetto alle altre regioni competitor (Piemonte +3,47% ed Emilia Romagna 2,86%). Nello specifico, i dati si riferiscono soprattutto alle microimprese della classe tra i 6 e i 9 addetti che detengono il record della crescita occupazionale (+9,63%), un incremento nettamente superiore rispetto alle grandi imprese con oltre 250 addetti, aumentate del 7,29%.

Significativo è il fatto che proprio nel momento di maggiore difficoltà  di crisi, l’occupazione delle microimprese è scesa dell’1,0%, di contro a tutte le altre imprese che hanno visto un calo del 2,04%.  Piccole imprese quindi, ma con grandi risultati.



Finanziamenti e agevolazioni per nuovi imprenditori
 
I dati positivi registrati nel corso degli ultimi cinque anni riguardanti le microimprese, fanno ben sperare per il futuro dell’economia e per coloro che intendono investire sullo stesso, in particolare per chi vuole aprire una microimpresa. Oggi sono diversi i finanziamenti e le agevolazioni per nuovi imprenditori che decidono di aprire una microimpresa. Alcune agenzie dedicano un proprio dipartimento all’auto-imprenditorialità e all’auto-impiego per promuovere le attività garantendo finanziamenti e agevolazioni. Tra queste c’è Invitalia che come le altre agenzie detta le condizioni generali per presentare la domanda di agevolazione, ovvero: che almeno la metà numerica dei soci che detiene almeno metà delle quote sia maggiorenne, non occupato, residente nel territorio nazionale da almeno sei mesi. Al momento della presentazione della domanda le società devono essere già costituite e l’investimento complessivo non può superare i 129.114 euro iva esclusa. L’attività finanziata deve essere svolta per almeno cinque anni. Le agevolazioni sono finanziamenti, per gli investimenti e per il primo anno di gestione e servizi di sostegno nella fase di realizzazione e di avvio dell’iniziativa. Tra le altre istituzioni volte a fornire agevolazioni e finanziamenti per la microimpresa non mancano i bandi di finanziamento pubblicati periodicamente da regioni e comuni.

Articolo pubblicato il 18 ottobre 2011 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


comments powered by Disqus