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Quotidiano di Sicilia

Turismo: Regione ottimista, operatori no
di Massimo Mobilia

L’assessore Tranchida dichiara +8,6% nel primo semestre, ma per le imprese a fine anno la crescita sarà pari a zero. Investimenti: 11 progetti siciliani approvati da Invitalia. Distretti: entro fine mese il via libera in Gurs

Tags: Turismo, Regione Siciliana, Daniele Tranchida



TAORMINA (ME) - Se il primo semestre del 2011 ha fatto segnare un incremento dell’8,6% nelle presenze turistiche in Sicilia rispetto allo stesso periodo del 2010, stando a quanto reso noto dall’assessore regionale al ramo Daniele Tranchida, a fine anno si prospetta invece un calo dell’1,2%. A prevedere una crescita vicina allo zero sul bilancio annuale del turismo in Sicilia sono gli addetti ai lavori, attraverso i dati del più importante broker di agenzie turistiche in Italia travelnostop.com.

L’estate appena trascorsa non è stata infatti tra le più esaltanti per le imprese del settore, costrette a fare i calcoli con la crisi economica, la guerra in Libia e i flussi migratori dall’Africa, che hanno contribuito insieme a frenare la voglia dei viaggiatori di venire sull’Isola. Adesso, con l’arrivo dell’inverno, sono già tante le strutture alberghiere che programmano la chiusura per riaprire solo nella finestra di Capodanno e poi definitivamente a marzo, a cominciare dalla capitale del turismo siciliano, Taormina, dove ormai si lavora otto mesi l’anno e negli altri quattro i lavoratori del settore sono costretti a richiedere il sussidio di disoccupazione.

Panorama grigio dove resistono alcune possibilità di aiuto pubblico a favore delle imprese. Invitalia - l’Agenzia per l’attrazione degli investimenti e lo sviluppo che agisce su mandato del Governo - da settembre sta raccogliendo le domande di finanziamento per il nuovo “contratto di sviluppo”, rivolto a tutti i settori produttivi e soprattutto al Sud. Secondo quanto dichiarato qualche giorno fa a Palermo dall’ad Domenico Arcuri, sarebbero solo 11 fin ora le imprese siciliane ad aver presentato domanda, su 125 in tutto il territorio nazionale, di cui la maggior parte provenienti proprio dal mondo del turismo e dei beni culturali.

Un dato certo minimo che fa sperare e che testimonia come in tempi di crisi ci sia ancora qualcuno che abbia voglia di fare impresa e di produrre, soprattutto nel Mezzogiorno che conta da solo il 70% delle richieste di aiuto inviate e a cui sono stati destinati i primi 400 milioni di euro di risorse disponibili a valere sul Pon “Ricerca e competitività” 2007-13. 

Da non sottovalutare pure l’importanza dei Distretti turistici regionali, finalmente pronti a partire dopo un anno di tribolazioni grazie al decreto firmato dall’assessore Tranchida giovedì scorso. Con la pubblicazione in Gazzetta, attesa entro la fine del mese, le 26 realtà locali che hanno avuto l’ok della Regione dovranno far pervenire tutti gli atti costitutivi del caso e soprattutto dare le proprie indicazioni in funzione del costituendo Piano di Sviluppo Turistico previsto dalla L.r. n. 10/2005. Un buon funzionamento dei distretti potrà certamente migliorare la promozione del territorio, secondo le peculiarità locali, coinvolgendo attivamente le imprese e sfruttando le risorse dei fondi europei a loro destinati: ad oggi 20 milioni di euro che potrebbero presto raddoppiare.

Articolo pubblicato il 20 ottobre 2011 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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