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Ponti di primavera per dimenticare lo stress immersi nella riserva del fiume Fiumefreddo
di Vincenzo Castiglione

Itinerario tra i territori dei Comuni di Calatabiano e Fiumefreddo di Sicilia in un luogo tanto fantastico quanto irreale. Custodito al suo interno, uno dei gioielli del barocco siciliano del ‘700: il castello degli schiavi



CATANIA - Primavera. Quale migliore occasione per le prime gite fuori porta? Tra i territori dei Comuni di Catalabiano e Fiumefreddo di Sicilia, separati dall’alveo dell’omonimo fiume, sorge la Riserva Naturale Orientata Fiumefreddo, un posto piacevolissimo dove godersi il caldo sole di fine marzo, dimenticandosi per un giorno dello stress da ufficio e dei rumori della città.
Istituita nel 1984 al fine di consentire la conservazione della flora acquatica e il ripristino, lungo gli argini, della vegetazione mediterranea.

Nel Fiumefreddo la presenza di acque piuttosto... fredde e limpide per tutto l’anno (12-13°C in estate), ossigenate e lentamente fluenti, consente la formazione di un ambiente fluviale spettacolare e unico in Sicilia.
La Riserva Naturale Fiumefreddo, sebbene fortemente antropizzata, conserva diversi aspetti di vegetazione di notevole valore naturalistico a testimonianza della particolare ecologia del sito.
Il paesaggio del pantano è caratterizzato da vegetazione palustre con i canneti nelle zone più depresse, i giuncheti in quelle più elevate e la vegetazione sommersa. Il ramo destro del fiume, profondo da tre a quattro metri, è caratterizzato da specie acquatiche a fusti e foglie galleggianti (vegetazione sommersa), ormai rare in Sicilia perché necessitano di acque limpide con corrente lenta e costante. Si tratta di una vegetazione prettamente acquatica costituita da specie che affondano le radici nel letto del fiume e sporgono fuori dall’acqua solo i fiori. Tra queste notevole importanza assume il ranuncolo pennello, pianta acquatica molto rara nell’isola, rilevata solo alla Gurna, al Fiumefreddo e all’Alcantara.

Lungo le sponde del fiume, nei tratti con acque più calme e basse, si rinviene invece il sedano d’acqua, il crescione, la veronica acquatica, le lenticchie d’acqua, la cannuccia di palude e la menta acquatica presente in Sicilia solo qui e nel Fiume Ciane. Presso la sorgente principale, questa vegetazione si arricchisce della presenza del papiro mentre alla foce e in alcuni tratti del fiume sono presenti colonie di sparganio, di giaggiolo d’acqua, dalle vistose fioriture gialle, molto raro in Sicilia e presente solo in alcune località dei Nebrodi e degli Iblei. Ai margini delle aree coltivate e lungo le sponde del fiume è inoltre presente la canna domestica. Nell’area circostante il fiume invece sono diffusi gli agrumeti e le colture orticole. La presenza di esemplari sparsi o di piccoli boschi di salice bianco e di pioppo bianco è la prova dell’esistenza in passato di un bosco planiziale igrofilo, sostituiti di recente da eucalipti e di noce americana. La Riserva custodisce uno dei gioielli del barocco rurale siciliano del ‘700, il Castello degli Schiavi, edificato fra il 1750 e il 1756. Percorrendo il fondo annesso al Castello, verso Est, si accede ad un sentiero molto suggestivo che porta all’alveo del fiume. Nei pressi della costruzione sono ancora visibili resti di un’antica canalizzazione in pietra lavica che servivano a convogliare le acque del fiume verso i mulini della zona.

Un’altra costruzione da vedere è la vecchia Masseria Belfiore, dalla quale ha inizio una stradina in lastricato lavico e muri di contenimento in pietra lavica che porta al caratteristico bosco di noce americana.
Per concludere la giornata niente di meglio di una delle tante trattorie della zona dove sarà possibile rifocillarsi con pochi euro.

Articolo pubblicato il 28 marzo 2009 - © RIPRODUZIONE RISERVATA




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Uno scorcio della Riserva del fiume Fiumefreddo (vc)
Uno scorcio della Riserva del fiume Fiumefreddo (vc)