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“100 progetti per Librino” idee e proposte per un rilancio
di Chiara Borzì

Meeting di apertura dell’anno sociale 2011-2012 del Lions Club Catania Faro Biscari. Obiettivo la rinascita dello storico quartiere etneo le cui potenzialità sono trascurate

Tags: Librino, Catania, Lions



CATANIA - Si è svolto domenica 23 ottobre 2011 all’Hotel Sheraton di Catania, il meeting di apertura dell’anno sociale 2011/2012 del Lions Club Catania Faro Biscari.

A fare gli onori di casa ci ha pensato il presidente, Sebastiano D’Urso e, all’evento, organizzato dal generale Vincenzo Stroscio, hanno preso parte tutti i soci del rinomato club catanese, in una serata che al battesimo del nuovo anno lionistico, ha voluto ribadire il forte senso d’impegno sociale e civico per la città di Catania, affrontando un tema delicato e discusso come il rilancio del quartiere Librino.

Nel suo messaggio di benvenuto D’Urso ha spiegato con che spirito il Lions Club ha affrontato una simile tematica: “Il tema del meeting di apertura dell’anno sociale  - ha detto - rappresenta, per il Lions Club Catania Faro Biscari, un’occasione per allontanarsi dalla cronaca e proiettarsi in una dimensione propositiva fatta di idee a grande scala ed iniziative a breve termine per Librino”.

Nel trattare il tema “100 Progetti per Librino. Kermesse di idee per la città che cambia” sono stati invitati specialisti altamente qualificati: Salvatore Pulvirenti, Presidente dell’Area Tecnica Tema di Studio del Distretto 108YB, Andrea Guardo dello Studio ZERO Architetti, lo storico architetto catanese Giacomo Leone, l’assessore ai Lavori Pubblici del Comune di Catania Sebastiano Arcidiacono, il Maestro messinese Antonio Presti della Fondazione Fiumara D’Arte.

Salvatore Pulvirenti nel suo intervento ha illustrato cosa sia oggi il quartiere sud, ma cosa potrebbe anche essere in futuro. Un territorio di certo disomogeneo, carente di servizi primari su cui comunque si continua lavorare con speranza. Tra meno di 24 mesi Librino potrà usufruire di una struttura sanitaria moderna come l’Ospedale “S. Marco”. Gode già oggi di una invidiabile ricchezza artistica grazie alla “Porta della Bellezza”e la vivacità del progetto della Fondazione “Fiumara d’Arte”, voluta dal mecenate Maestro messinese Antonio Presti ed attira altrettanti artisti internazionali, come il fotografo iraniano di National Geographic Razer, che ha considerato Librino un luogo idoneo in cui far nascere inedita cultura.

Guarda al futuro anche Andrea Guardo. Interessantissime le proposte illustrate per le zone di catanesi di “Nettuno”, “Europa”, “Proserpina” e “Armisi” immaginate allo scopo di liberare questi luoghi dagli ostacoli che rendono impossibile il collegamento diretto al mare. Nel 2010 è nato il progetto “Intersections” per cercar di convogliare nei nostri luoghi gli interessi professionali di Catania ad un futuro che la veda laboratorio di connessione tra spazi costruiti e spazi aperti.

è impossibile guardare al futuro lasciandosi alle spalle ciò che è stata la genesi di alcuni problemi: su questo aspetto si è soffermato Giacomo Leone. Il professionista catanese ha spiegato come mai si scelse di non tener fede al progetto per Librino che il Comune commissionò negli anni ‘70 a Kenzo Tange, architetto di fama internazionale, e reso chiaro come ancora oggi Catania trascuri il potenziale delle zone popolari periferiche attraverso un apartheid tra queste e le zone borghesi. Ciò senza rendersi conto che in realtà è solo grazie a quest’ultime (circa il 70 % del territorio) che si continua a beneficiare dei finanziamenti europei. Alle osservazioni di Leone ha fatto eco l’intervento dell’assessore ai Lavori Pubblici di Catania, Arcidiacono che ha ribadito la necessità di continuare a lavorare in consiglio comunale alla nascita repentina di un PRG per Catania ed un piano di regolamento edilizio, assenti rispettivamente da 50 e 60 anni.

Particolarmente incisivo e denso di contenuti fattivi l’intervento a chiusura di serata di Antonio Pogliese, Primo Vice Governatore del Distretto 108 YB.
 

 
Opinioni. Far partire dal cittadino il rilancio dei quartieri disagiati
 
Quanto mai sentito, nonostante l’appartenenza ad una provincia diversa, l’intervento del Maestro Antonio Presti della Fondazione “Fiumara d’Arte”, artefice di un primo visibile riscatto delle zone librinesi. I suoi progetti, previsti per un luogo che lo stesso ha dichiarato aver fatto proprio, nascono dalla consapevolezza di dover suscitare nelle fasce sensibili della popolazione un senso di appartenenza che dalle prossime generazioni educhi alla cittadinanza ed al senso dell’esistenza sociale.
è seguito l’intervento dell’On. Nello Musumeci, anch’egli conscio della necessità di far partire dal cittadino il rilancio dei territori disagiati “Non vi è struttura a Librino che non sia soggetta ad atti di vandalismo” ha affermato l’On. Musumeci “è ciò perché i cittadini non sentendo propri gli elementi circostanti, nutrono un sentimento di ostilità verso quest’ultimi”. Interrogandosi sulla stessa bontà dell’antica scelta di realizzare il progetto di Librino, l’attuale consigliere comunale ha affermato che è necessario recuperare una nuova logica della città affidandosi alla “ricostruzione del tessuto sociale e la creazione di un forte senso di appartenenza che spinga il cittadino a valorizzare i luoghi in cui vive”.

Articolo pubblicato il 25 ottobre 2011 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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