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UniPa, borse di studio irraggiungibili al 100%
di Anna Claudia Dioguardi

Filippo Perconti (Rum): “È necessario un compromesso tra Università ed Ersu”. C’è un’incongruenza tra i cfu richiesti e quelli conseguibili

Tags: Università, Palermo, Borsa Di Studio, Ersu



PALERMO – Situazione quasi paradossale quella che si trovano ad affrontare anche quest’anno gli studenti iscritti al II anno di laurea magistrale di alcuni corsi dell’Università degli studi di Palermo che non vengono messi in condizione di accedere alle borse di studio che annualmente eroga l’Ersu.

Alla base del problema un’incongruenza tra i crediti conseguibili secondo il piano di studi e i crediti richiesti per ottenere il sussidio. In pratica il bando di concorso prevede il raggiungimento di 80 Cfu, che grossomodo corrispondono al 70 per cento dei crediti conseguibili da uno studente. Questo vale per la maggior parte delle facoltà ma non per tutte e soprattutto per alcuni corsi della Facoltà si Scienze Mm. Ff. Nn., in cui per alcuni corsi il limite di 80 Cfu non rappresenta il 70 per cento dei crediti disponibili e addirittura in altri casi non è neppure realmente conseguibile poiché sommando i crediti secondo il piano di studi non si perviene a tale cifra.

Filippo Perconti, consigliere per l’Ersu dell’associazione Rum, ha sottolineato che si tratta di una situazione che si ripete “a cui – ha spiegato – lo scorso anno si era ovviato con un compromesso raggiunto tra l’Università e l’Ente regionale per il diritto di studio grazie al quale al Consiglio di corso di laurea o il Consiglio di facoltà era stata data la possibilità di attribuire una parte dei Cfu relativi al tirocinio (max 15 Cfu) agli studenti dei corsi in questione e, in assenza di questo la possibilità di attribuire i relativi Cfu (max 20) dopo l’accreditamento della tesi di laurea.

Filippo Perconti ha sottolineato che da parte dell’Ersu c’è sempre stato un riscontro positivo nei confronti della problematica tanto che negli anni passati è stata anche costituita una graduatoria a parte per gli studenti del corso di laurea di Bio – medicina che presentavano un simile problema.

Nonostante il precedente e nonostante la disponibilità dell’Ersu il problema si ripresenta puntualmente e la soluzione definitiva, su cui la Rete universitaria mediterranea continuerà a battersi è quella della modifica dei piani di studio nel caso in cui questi presentino tali anomalie.

“Per evitare che ogni anno si riproponga la stessa problematica – ha infatti concluso Perconti – stiamo per redigere un documento da proporre nel Consiglio di facoltà di Scienza Mm. Ff. Nn. e in Senato accademico che ponga qualche paletto nella suddivisione dei Cfu nel piano di studi, in modo che non possa essere leso il diritto allo studio di ogni studente”.

Articolo pubblicato il 26 ottobre 2011 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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