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Demanio marittimo, solo 52 Comuni hanno provveduto
di Rosario Battiato

È stato pubblicato ieri sulla Gurs il secondo atto per l’approvazione dei Piani di utilizzo del demanio marittimo. Le altre 70 Amministrazioni hanno tempo fino al 14 febbraio prossimo per presentare lo strumento

Tags: Demanio Marittimo, Giovanni Arnone



PALERMO – Si consuma il secondo atto dell’approvazione dei piani di utilizzo del demanio marittimo da parte dei Comuni costieri. La Circolare del 3 ottobre, pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale della Regione siciliana numero 45 del 28 ottobre, a firma del dirigente del dipartimento regionale dell’ambiente Giovanni Arnone, è il naturale seguito del decreto del 4 luglio 2011, pubblicato sulla Gurs numero 35 del 19 agosto scorso, dove venivano approvate le linee guida per la redazione del Pudm (Piano di utilizzo del demanio marittimo). Adesso, a distanza di oltre due mesi dalla pubblicazione del primo provvedimento, sono meno della metà gli enti locali che hanno provveduto all’approvazione. A febbraio l’ultima scadenza.

“Le nuove linee guida, – si legge dal provvedimento di Arnone – su espressa volontà dell’Assemblea regionale siciliana, sono state redatte al fine di specificare e meglio normare taluni aspetti che lasciavano margini a dubbi interpretativi, in conformità ai principi di cui alla Legge regionale 29 novembre 2005, n. 15”. In particolare “nelle more della redazione delle nuove linee guida”, che peraltro sono state formulate con il coinvolgimento delle principali associazioni di categoria, è stata sospesa, da parte del dipartimento ambiente, l’approvazione dei piani che erano stati trasmessi dai comuni. Secondo quanto risulta dagli ultimi dati, aggiornati ai primi di ottobre, su 122 comuni costieri coinvolti nella redazione del Pudm soltanto 52 amministrazioni hanno “definito le procedure di redazione dei piani e trasmesso gli stessi al servizio competente di questo dipartimento, – si legge sulla circolare – il servizio 5 Demanio marittimo, per la loro definitiva approvazione”.

Sono stati, inoltre, istituiti gli uffici periferici del demanio marittimo regionale, in attuazione dell’articolo 6 della citata legge regionale n. 15/2005, e nelle more della predisposizione di una legge organica per la disciplina dell’esercizio delle funzioni relative alla gestione diretta dei beni del demanio marittimo prevista dall’articolo 6, comma 7, della legge 8 luglio 2003, n. 172. Secondo il dipartimento regionale il lasso di tempo trascorso dalla presentazione dei piani “risulta eccessivamente lungo” e quindi “ritiene debba procedersi senza indugio ad attivare tutte le procedure finalizzate alla loro approvazione”. In tal senso sono state date “opportune disposizioni al servizio competente per l’individuazione dei percorsi amministrativi che consentano, in tempi brevi ed in maniera univoca, la definizione delle procedure in argomento”.

La tabella di marcia sarà rigidissima: i fascicoli già pervenuti saranno oggetto di una preventiva verifica della condivisione da parte dell’organo consiliare. Proprio nel caso di un provvedimento di condivisione del consiglio, ovvero nei casi di piani presentati da commissari ad acta, l’ufficio procederà all’esame dei contenuti e alla verifica di compatibilità con le nuove linee guida. Solo dopo la fase di acquisizione delle integrazioni o delle modifiche ritenute necessarie l’ufficio comunicherà l’intendimento di convocare la conferenza dei servizi. La scadenza ultima di presentazione dei piani è fissata al 14 febbraio del 2012, cioè centottanta giorni dopo la pubblicazione nella Gurs. Dopo questa data verrà inviato un commissario ad acta.

Articolo pubblicato il 29 ottobre 2011 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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