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Sicilia, Isola ricca di famiglie povere
di Giulia Cosentino

Lo dice l’11° Rapporto sulla Povertà del nostro Paese curato da Caritas e Fondazione Zancan. Sono il 48,6% quelle che non riescono ad affrontare spese impreviste (48,6%)

Tags: Povertà, Indigenza, Crisi



PALERMO – “Essere poveri significa negazione del diritto al lavoro, alla famiglia, all’abitazione, ma anche alla giustizia, all’educazione, alla salute”. In poche righe è racchiuso tutto il pensiero presente in “Poveri di diritto”, l’undicesimo rapporto sulla povertà nel nostro Paese curato dalla Caritas e dalla Fondazione Zancan. La fotografia scattata rileva un quadro pressoché in bianco e nero, spoglio e decisamente triste. Dagli aspetti analizzati, secondo dati statistici, l’Italia è sempre più un Paese “ricco di poveri”. Ed è proprio questo stato ad incrementare il numero di italiani che ricorrono sempre più a forme di sussidi economici, principalmente dalla Caritas. Secondo la Zancan difatti, il numero delle richieste rivolte ai centri di ascolto della Caritas diocesane è aumentato dell’80,8%, così come negli ultimi tre anni, secondo quanto rilevato dal campione di 195 centri di ascolto in 15 regioni, è cresciuto il numero di coloro che si rivolgono ai centri di ascolto con il 19,8% . E anche in questo caso non manca la netta spaccatura tra Nord e Sud. L’aumento più elevato si registra infatti nel Sud Italia (+69,3%), mentre a Nordest il trend è più contenuto (+3,8%).

Tra le regioni più agiate spicca sul podio la Lombardia dove l’indice della povertà è inferiore rispetto alla media nazionale e addirittura viaggia in controtendenza al rapporto della crisi. Basta pensare che nel 2009 la povertà coinvolgeva il 4,4 delle famiglie residenti, mentre nel 2010 solo il 4,0 % delle famiglie. Seconda in classifica è l’Emila Romagna che nel 2010 ha visto il 4,5% delle famiglie residenti nella regione collocarsi sotto la linea di povertà relativa. Medaglia di bronzo per l’Umbria che, come la Lombardia, viaggia in controtendenza rispetto al resto d’Italia: mentre nel 2009 la povertà coinvolgeva il 5,3% delle famiglie residenti, nel 2010 solo il 4,9%.

Ultime in classifica Basilicata, Sicilia e Calabria. Ma guardiamo più nel dettaglio i dati della nostra Regione. In Sicilia, l’incidenza della povertà relativa è superiore alla media nazionale: nel 2010 il 27% delle famiglie siciliane si collocava sotto la linea di povertà relativa. Rispetto al 2009 la povertà è aumentata di 2.8 punti percentuali (coinvolgeva il 24,2% delle famiglie residenti) e tutti gli indicatori di povertà e di disagio economico proposti e analizzati dal’Istat, evidenziano una situazione del tutto negativa. Tra le difficoltà principali registrate la percentuale di famiglie che non riesce ad affrontare le spese impreviste (48,6%) e la difficoltà ad arrivare a fine mese (27,8%).

Ed è sulla base di questi elementi che le Caritas diocesane hanno promosso la costituzione di osservatori delle povertà e delle risorse, con lo scopo di fornire alle comunità locali la base informativa necessaria per la programmazione sociale e pastorale. In Italia sono 158 gli osservatori diocesani delle povertà e delle risorse attivi. In Sicilia, sono presenti 12 osservatori e sono rilevabili attività stabili di lettura dei fenomeni sociali in 14 diocesi. Tre i dossier regionali finora prodotti: nel 2005, nel 2007 e nel 2011.
 


Solidarietà. In Sicilia risultano attivi 72 progetti
 
PALERMO – Tra le attività più specifiche offerte dalla Caritas fanno parte i progetti “8xmille” destinati agli interventi caritativi in ambito nazionale. Nel corso del 2009 sono stati realizzati in totale 238 progetti con un importo complessivo di 14 milioni di euro, mentre in Sicilia sono stati finanziati 27 progetti, 20 dei quali relativi a specifici ambiti di bisogno. Fino allo scorso mese di maggio sono state presentate 806 iniziative attive presso 203 diocesi. In Sicilia risultano attivi 72 progetti (nel 2009 erano 41). Rispetto al 2009, nell’Isola i progetti anticrisi economica sono aumentati del 75,6%. Di contro, appaiono poco diffuse le attività di microcredito per le imprese avviate su iniziativa diretta delle diocesi siciliane. Anche le mense offrono un servizio per i disagiati: su 36 mense presenti, nel 2009, sono stati erogati 242.947 pasti, pari ad una media di 666 pasti al giorno. A questo si aggiunge anche la spesa complessiva dei Comuni siciliani (pari a 70,33 euro procapite), la spesa destinata al disagio economico (+13%) e quella specifica per la povertà (-40%). In Italia, la spesa per la povertà incide per il 30,8% sul totale della spesa sociale complessiva. In Sicilia tale incidenza è pari al 34,1% (3.3 punti percentuali in più rispetto al valore medio nazionale).

Articolo pubblicato il 05 novembre 2011 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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