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Quotidiano di Sicilia

I turisti francesi preferiscono la Sicilia
di Liliana Rosano

Uno sguardo alle presenze turistiche secondo i dati del rapporto 2011 sulle aree sottoutilizzate presentato dal ministro Fitto. Anche i tedeschi gradiscono la nostra Isola e, fra i nuovi arrivati, si segnala la presenza dei russi

Tags: Turismo, Raffaele Fitto



Palermo – Sarà perché il grande scrittore Goethe disse a seguito del suo grand tour nell’Isola che “l’Italia senza la Sicilia non lascia alcuna immagine nell’anima, qui è la chave di tutto”, di fatto i tedeschi sono in testa tra i gruppi di visitatori provenienti dai Paesi europei e non. A seguire i cugini d’oltralpe, poi a sorpresa i canadesi, belgi, olandesi e infine gli americani. 

Il dato è stato rilevato dal Rapporto 2011 sulle aree sottoutilizzate presentato dal ministro del Rapporto con le regioni, Raffaele Fitto. L’analisi sul turismo, rileva una sostanziale difformità nell’attitudine delle regioni meridionali e di quelle del Centro Nord ad imporsi come attrattori significativi per i flussi turistici provenienti dall’estero.

Confrontando il peso percentuale che le prime hanno sul dato nazionale rispetto alle regioni centro-settentrionali, nessuna delle otto regioni dell’area Mezzogiorno arriva al 5 per cento del totale a livello nazionale a fronte di quattro regioni del Centro Nord il cui peso percentuale individuale supera il 10 per cento (cinque se si considera il dato di 9,7 per cento della Lombardia).

In generale, al Sud solo Campania, Sardegna e Sicilia insieme riescono a superare in percentuale il 10 per cento del dato nazionale. Per quanto riguarda i flussi di stranieri, lo studio  pone in evidenza che la Valle d’Aosta è l’unica regione in cui non è assegnabile una presenza significativa ai tedeschi ma nella quale sono gli inglesi ad avere il primato di presenze, seguiti, a conferma dell’importanza del fattore geografico, dai francesi. Il primato dei tedeschi riguarda ben 15 regioni mentre per Friuli Venezia Giulia i primi sembrano essere gli austriaci, per Umbria gli olandesi, per Lazio gli americani, per Basilicata e Sicilia i francesi.

A livello di singole realtà regionali appare significativa l’esperienza del Lazio, che vede una forte presenza di americani (21,3 per cento), mentre non desta meraviglia il flusso in ingresso proveniente dalla Germania, diretto tradizionalmente in Trentino Alto Adige (63,6 per cento).

Sempre avendo a riguardo i flussi provenienti dall’Europa è da notare il significativo posizionamento, tra i primi cinque Paesi per presenze di stranieri, della Svizzera che appare in ben 11 regioni; in questo caso la mappatura che se ne ricava sembrerebbe aprire la strada ad ipotesi relative ad una diversa connotazione dei flussi provenienti da questo Paese, laddove per alcune regioni meridionali il dato va indubbiamente, almeno in parte, ricondotto a motivazioni turistiche specifiche, collegate all’arrivo di cittadini svizzeri con origini italiane. 

Nell’ambito delle provenienze dai 4 Paesi “BRIC” (Brasile, Russia, India e Cina), molto interessante appare la presenza dei russi, in particolare in Valle D’Aosta (5,1 per cento), in Emilia (5,6 per cento), nelle Marche (3,3 per cento), nel Lazio (3,2 per cento) e in Sicilia (4,5 per cento); con questi dati, e confermandosi un flusso turistico in costante crescita, è indubbio che si tratti di un fenomeno con il quale occorrerà confrontarsi adeguatamente nei prossimi anni. I flussi provenienti dalla Cina sono particolarmente evidenti in Molise (3.6 per cento), Emilia Romagna e Toscana, ma diffusi anche nelle altre regioni, mentre per India e Brasile si riscontrano dati meno significativi e disomogenei circa le presenze rilevate nelle varie regioni.
 

 
L’approfondimento. Gli investimenti diretti esteri nelle regioni italiane
 
Per quanto riguarda invece gli investimenti diretti esteri, limitata al numero di iniziative concluse (acquisizioni e nuovi insediamenti) per paese di provenienza nelle singole regioni per gli anni 2008-2010, il Rapporto mostra  la maggiore criticità della situazione delle regioni meridionali, nonostante le superiori potenzialità di incentivazione offerte da queste ultime attraverso gli aiuti di stato a finalità regionale, finanziati anche con le politiche regionali comunitarie e nazionali. La regione che primeggia in assoluto è la Lombardia, seguita da Emilia Romagna, Veneto, Piemonte, Lazio, Toscana e Liguria. Su livelli decisamente inferiori le regioni del Mezzogiorno, con valori positivi più significativi in Campania, Puglia e Sicilia. Per quanto riguarda la provenienza degli investimenti prevalgono nettamente i paesi europei ), presenti in tutte le regioni ad eccezione del Molise. Una presenza diffusa mostrano i paesi di area asiatica e americana. Interessante anche la destinazione degli investimenti originati dai paesi del gruppo BRIC che hanno realizzato numerose iniziative in Lombardia, Emilia Romagna, Piemonte, Veneto e Lazio e che sono presenti al Sud con iniziative concretizzate in Puglia e Sicilia.

Articolo pubblicato il 08 novembre 2011 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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