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Svimez: mancano 15 miliardi per le infrastrutture
L’analisi presentata a Palermo: la Sicilia arranca, ma ha grandi potenzialità. “Per opere prioritarie nell’Isola attualmente stanziati 6 mld”

Tags: Infrastrutture, Svimez, Sicilia



PALERMO - Una regione con oltre 325 mila disoccupati nascosti, dove solo una giovane donna su cinque lavora, e dove la crisi del 2008-2010 ha bruciato 40 mila posti di lavoro, di cui 17 mila nell’industria. Ma in cui il settore terziario dimostra una tenuta più forte dell’intero Sud e dove le potenzialità del settore geotermico e uno stanziamento di 15 miliardi di euro per completare il piano di grandi infrastrutture potrebbero contribuire in modo determinante al rilancio economico dell’isola.

È quanto emerge da un’analisi Svimez (Associazione per lo sviluppo dell’industria nel Mezzogiorno) su dati Istat e del Rapporto Svimez 2011 presentati ieri a Palermo dal direttore Riccardo Padovani e dal vice direttore Luca Bianchi nel seminario “Dopo il Rapporto Svimez 2011: riflessioni su emergenze e potenzialità per la ripresa del Mezzogiorno” nell’ambito delle Giornate dell’Economia del Mezzogiorno, a Palazzo Steri.

“La Svimez condivide le preoccupazioni delle regioni meridionali, secondo cui il Piano del Governo rischia di risolversi più che in un’opera di concentrazione delle risorse, in un’operazione di ulteriore contrazione delle risorse aggiuntive, mediante il taglio nazionale del co-finanziamento”, ha dichiarato il direttore Riccardo Padovani. Degli 8 miliardi di euro previsti, con il passaggio dal 50 al 25% del cofinanziamento, ha aggiunto Padovani, “occorrerà capire se il Governo intende riutilizzarli concentrandoli su investimenti strategici nelle regioni meridionali o piuttosto per finanziare obiettivi diversi per tipologie di intervento e di destinazione territoriale”.
 
Secondo la Svimez “serve una forte politica di rilancio infrastrutturale per far ripartire il Mezzogiorno e la Sicilia, a fronte di un investimento di 60 miliardi di euro, di cui 18 già disponibili”. In particolare, nella regione, la Svimez ha individuato una serie di opere prioritarie su cui puntare: la autostrada Palermo-Agrigento, la Messina-Siracusa-Gela, Agrigento-Caltanissetta, Ragusa-Catania, il raddoppiamento della linea ferroviaria Messina-Catania, della Palermo-Messina e il nuovo collegamento Palermo-Catania; il Ponte sullo Stretto, per un costo totale di oltre 21 miliardi di euro, di cui 6 già stanziati e 15 ancora da reperire. “Una parte di questi fondi - dicono gli esperti - potrebbe derivare dal nuovo Piano EuroSud”.

Un altro settore su cui puntare per far ripartire la crescita a livello nazionale, meridionale e siciliano, è quello delle energie rinnovabili, in particolare della geotermia. Si tratta di un campo ancora poco esplorato in Italia, di un’energia continua, a differenza del solare e dell’eolico. Buona parte del territorio siciliano, in questo senso, soprattutto nell’area sud-orientale, ma non solo, rivela molte potenzialità inespresse.

Articolo pubblicato il 11 novembre 2011 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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